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3 ottobre 2007
The SuperMonks

di Loska 


'industria dell'intrattenimento non si ferma mai: a seguito della grande mobilitazione dei monaci buddisti che in Birmania ha portato al risveglio della sopita coscienza del popolo, la Comics entertainment e la Walt Disney Co. hanno coprodotto una miniserie animata prossimamente in uscita in tutto il mondo: "SuperMonk help The World!", che vedrà impegnati i religiosi in un'esportazione di democrazia globale. Ecco in anteprima le puntate, i titoli e qualche anticipazione.

Episodio Pilota "Hello SuperMonks"

La puntata si apre con la sede centrale dei SuperMonks, nel momento in cui arriva il primo ordine: bisogna ristabilire la democrazia in Afghanistan e Iraq, visto che altri hanno fallito, e bisogna farlo subito. Inoltre, dice la nota, un nemico occulto ha malvisto l'azione politica dei monaci, e si è ripromesso di fargliela pagare quanto prima. Nel peggiore dei modi.

Episodio 1: "Enduring Freedom"
Scartata l'ipotesi della marcia (il terreno afghano è troppo accidentato), i Super Monks decidono di agire con la tecnica Messaggio Video. Incidono un video in cui tutti e quattrocentomila lanciano un messaggio di pace, uno alla volta. Il video viene mandato da tutte le televisioni arabe in diretta, fino a quando Bin Laden non si consegna volontariamente alle autorità, a patto che però "andiate a fare questo anche in America, per pietà". I SuperMonk stanno per tornare alla base ma un nuovo ordine cambia i loro piani: c'è bisogno di loro in Italia.

Episodio 2: "Vacanze Romane - parte prima"
La missione dei SuperMonks è convincere Beppe Grillo a non urlare più in piazza parolacce. Constata l'inutilità di un confronto dialettico sul malcostume del turpiloquio, un colpo di genio illumina i SuperMonks, i quali invitano Grillo a manifestare in piazza in silenzio per dimostrare di essere migliore di loro. Il comico genovese sale in piazza e tace, gonfiandosi sempre di più ogni secondo che passa. Dopo una decina di minuti esplode fragorosamente in minuscole
particelle di vaffanculo. Il popolo interdetto si guarda intorno: passa un cane che abbaia. Al grido di bau, tutti lo seguono. I SuperMonks non possono però godersi la vittoria: una figura triste e nera, occhialuta e pacata, chiede loro aiuto (con molta gentilezza)

Episodio 3: "Vacanze Romane - parte seconda"
Romano Prodi chiede ai monaci il miracolo: riportare la pace nel centrosinistra e spiegare a Lamberto Dini che non è possibile saltare la quaglia cento volte al mese, 'che quella si sposta. I Super, di primo acchito, vorrebbero rifiutare la troppo ardua impresa ma l'illuminazione è dietro l'angolo: visto che Grillo è andato, ogni leader del centro sinistra dovrà scendere in piazza per convicere l'elettorato a votare per lui e gli altri dovranno accettare il volere del popolo. Quelli in piazza ci vanno, ma il popolo non fa che abbaiare e grattarsi le pulci: D'Alema, furbamente come al solito, si avvicina a Fassino e lo solleva, lanciandolo poi sul popolo che lo scambia per un osso. E' eletto imperatore supremo. I SuperMonks partono ma sull'areo uno steward lascia loro un inquietante biglietto: "Fatevi i fatti vostri, brutti preti comunisti" Unico indizio: il foglietto puzza tremendamente di alcool.

Episodio 4: "La resa dei conti - parte prima"
L'aereo dei SuperMonks viene dirottato a Washington DC. Quando scendono si trovano davanti George W. Bush che, visibilmente alterato, intima loro di farsi i fatti propri, che già i mutui subprime hanno fatto quel che han fatto, ora ci volete togliere anche le armi? "Che vi abbiamo fatto? Che vi ha fatto l'America?". I Monks tentano di
ricondurre Bush alla ragione, ma troppo presto si accorgono che è impossibile in quanto, piuttosto, bisognerebbe condurcelo. Dal Genio del Male di Condoleeza Rice nasce la trappola finale: finge di essersi convertita al pacifismo e invita i monaci ad una parata di festeggiamenti a Dallas, in Texas. Tutti in auto scoperte.

Ultimo episodio: "La resa dei conti - parte seconda"
I Monks, che per costituzione del prossimo tendono a fidarsi, accettano. A salvarli è un ragazzino occhialuto, che avvicinatosi circospetto gli chiede: "Perchè il presidente vi vuole morti?". I monaci, quindi, ordiscono un piano: ognuno di loro si nasconderà dietro i cecchini di Dallas e, al momento propizio, inizierà a pregare ad alta voce per fermare la violenza. Ma qualcosa non va come previsto: il popolo - che giustamente ascoltando 400mila preghiere in contemporanea non poteva non accorgersi di nulla - capisce il piano del proprio presidente, che proprio in quel momento passava sull'ultima auto (coperta) chiedendosi come mai non si sentissero urla. Al grido di "Eh no, eh, 'stavolta no!" viene circondato. "Anche questa volta i SuperMonks hanno esportato la democrazia, e forse per l'ultima volta" dice laconica la voce narrante mentre i super monaci vengono inquadrati di spalle, mentre camminano verso la luce.
Solo che è la fiamma spia di un giacimento petrolifero.
Fine.

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27 luglio 2007
Buttarla in caciara

di Gregorj 


nnegata in una marea di chiacchiere e polemicuzze per lo più strumentali, la vicenda delle intercettazioni che riguardano Piero Fassino, Massimo D'Alema e Nicola Latorre sta prendendo la piega che desiderano i loro protagonisti: buttarla in caciara. Le baruffe tra Mastella e Di Pietro, i messaggi mafiosi mandati dal Capo dello Stato e dai presidenti di Camera e Senato, le durissime reprimende di insigni costituzionalisti alla Forleo - i quali, se ci fate caso e leggete tra le righe, prima dicono che Clementina è stata maleducata, e poi alla fine non riescono a spiegare perché ha torto - insomma, tutto pur di alzare polveroni, creare confusione, spostare l'attenzione dal contenuto di quelle telefonate.E allora, siccome c'è bisogno di un riassunto delle puntate precedenti, è meglio ri-raccontare il testo e il contesto di questa storia. Sennò qui, tra opinioni sui codici e corsi di buone maniere nello scrivere le ordinanze, ci scordiamo la ciccia.

"CIAO SONO IO" - Nell'estate 2005, il mondo finanziario era in fermento perché due banche - l'Antonveneta e la Bnl - erano sotto scalata surrettizia. Ovvero, c'era gente che comprava d'accordo le azioni in Borsa senza però che nessuno superasse la soglia del 30% del capitale, quella oltre la quale è obbligatorio lanciare un'offerta pubblica di acquisto su tutte le azioni delle due aziende di credito. Contemporaneamente, Ricucci acquistava quote della Rcs - la società che edita il Corriere della Sera - e reclamava un posto in consiglio d'amministrazione. La Rcs è uno dei salotti buoni del nostro sgangherato capitalismo, uno dei "capisaldi" di quell'establishment che molti - a ragione - vedono come uno dei freni all'imprenditoria di questo paese. D'Alema ci parlava al telefono, così come sul tema-Bnl diceva che uno di quelli che doveva vendere le sue azioni - Vito Bonsignore, europarlamentare Udc - era interessato a una "contropartita su un tavolo politico". Fassino passava un sacco di tempo al telefono con Consorte,  e
l'amministratore delegato di Unipol lo informava che la compagnia di assicurazioni bolognese aveva il 51% delle azioni della banca, in concerto con altri. La Torre faceva il bulletto al cellulare con Ricucci, promettendo favori e dando consigli su come muovere le carte.

INTERCETTAZIONI - Dire che i protagonisti coinvolti nelle intercettazioni stessero semplicemente chiedendo lumi sull'evolversi della situazioni, significa pensare che gli altri siano fessi. La politica, nell'estate del 2005, non era una semplice spettatrice interessata. Voleva invece, affidandosi a due come Ricucci e Consorte, "cambiare il volto del potere italiano" (l'ha detto Latorre, non io). Consigliando addirittura gente molto più esperta di loro su quali pacchetti di azioni comprare e a quali prezzi. Andando a incontrare il governatore di Bankitalia per chiedergli di "spingere" sulla fusione Unipol-Mps-Bnl. Lo siamo venuti a sapere in maniera illecita, perché una manina guantata - la stessa che fatto pubblicare a Il Giornale la prima intercettazione di Fazio con Fiorani, probabilmente - ha passato le telefonate alle agenzie? Esecrabile, v
ergognoso, crudele, e potete aggiungere gli aggettivi più cruenti che vi vengono in mente. Dopodiché, rimane la questione che nei Ds c'era qualcuno che stava giocando a Monopoli, per di più con i soldi altrui.

SPIEGARE - E allora inutile continuare a giocare alle tre scimmiette. A strillare che l'arbitro è cornuto ("La Forleo ha compiuto un atto fuori dallo Stato di diritto", Fassino). A sperare in improbabili convergenze con Forza Italia sul tema del garantismo, o nel talento di Mastella nell'arte di cambiare discorso. A dare l'ok alla Giunta sperando di passarla liscia rinviando tutto a settembre. Cosa ci facevano al telefono con Ricucci, Consorte e soci a scambiarsi informazioni riservate e ricevere probabile notizie di illecito. Perché credevano di poter vincere alle corse dei cavalli scommettendo sugli asini. E soprattutto, dove stava scritto che potessero mettersi a fare questo nel mandato implicito che gli elettori di un partito erede di una grande storia gli avevano dato. Fassino, D'Alema e Latorre devono spiegare soltanto questo. Tutto il resto è demagogia. Inutile, piccola, squallida demagogia.

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Nel frattempo, prosegue indefessa la raccolta di firme per candidare PersonalitàConfusa a leader del PD. Le spiegazioni le trovate qui.



Nella foto, Personalità Confusa ritratto mentre raccoglie firme a Piazza San Pietro, durante il tradizionale
Angelus domenicale. Nel momento dello scatto, Ratzinger s'avvede di lui e lo indica urlante dalla finestra. Poco dopo due guardie svizzere lo arrestano, facendolo sparire nei palazzi Vaticani, dai quali si sentono inquietanti urla disumane.







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23 luglio 2007
Incostituzionale sarà lei!

di Gregorj 


uanto è brutta l'ignoranza. Clemente Mastella da Ceppaloni , ministro della Giustizia , ha occupato l'intera scena mediatica domenicale per urlare a tutti che Clementina Forleo , gip di Milano , ha " violato la Costituzione " con l'ordinanza sulle scalate Bnl , Antonveneta e Rcs nella quale accusa i diessini Massimo D'Alema e Nicola Latorre di essere i complici di un disegno criminoso. Mastella dice che manderà gli ispettori al palazzo di giustizia meneghino, perché c'è un " problema di regole ", visto che la Forleo si è " comportata da pubbblico ministero, trasforma delle persone estranee ad ogni procedimento in soggetti privi di garanzie, con un danno di immagine difficilmente recuperabile ".

UN FAVORE - L'intento del Guardasigilli è squisitamente politico: vuole offrire una sponda difensiva a Fassino e D'Alema , utilizzando il suo ruolo di ministro per una strategia ausiliaria ai Ds , in vista di tutta una serie di scadenze - la più importante è la legge elettorale - nelle quali ha bisogno di alleati per salvare il partito e la sua funzione di ago della bilancia. E basta vedere che, anche se non lo hanno chiesto, gli esponenti dei Ds quell'aiuto lo vogliono proprio tanto: nelle interviste che hanno rilasciato nel week end , hanno come al solito professato la loro innocenza, ma stavolta si sono dimenticati di aggiungere le solite frasi di prammatica sulla fiducia che hanno nei giudici. Una cosa mai successa, che testimonia una ostilità alla Forleo che, c'è da giurarlo, in privato sarà espressa con parole molto simili a quelle della buon'anima di Bettino Craxi.

NESSUN ERRORE -Ma la cosa più divertente è che Mastella , ministro della Giustizia per grazia ricevuta dall' Unione e senza alcuna competenza specifica, ha torto marcio sull'incostituzionalità della decisione della Forleo . Perché i giudici delle indagini preliminari possono tranquillamente non solo fare una valutazione per chiedere di fare entrare in un processo delle carte coperte da segreto in quanto riguardano dei parlamentari, ma anche chiedere il rinvio a giudizio di una persona a prescindere dalle valutazioni del pubblico ministero. Nessuno si ricorda di quando è di recente accaduto questo? Mario Riccio , l'anestesista che aiutò Welby a morire, è stato mandato sotto processo proprio da un giudice, nonostante l'opinione contraria del PM . E all'epoca, ovviamente, Mastella non gridò all'attentato alla Costituzione .

"FUGA DI NOTIZIE" - Non solo: i presidenti di Camera e Senato , con l'intento di mettere sotto cattiva luce agli
occhi dell'opinione pubblica la Forleo , si dicono " preoccupati per la fuga di notizie " sull'ordinanza, lamentandosi del fatto che la richiesta sulle intercettazioni non è arrivata. Ebbene, se sono davvero così in pena, i due dovrebbero prendersela con chi ha potuto avere in mano quell'ordinanza dopo la firma del Gip . Ovvero impiegati del Tribunale e esponenti della Guardia di Finanza . Sì, proprio quelli che all'epoca erano comandati da Speciale . In realtà, per la nuova bufera nella quale sono finiti, D'Alema e soci possono prendersela solo con loro stessi. Per non avere, da subito, improntato alla massima trasparenza il loro comportamento, dando da subito il via libera alla pubblicazione delle loro intercettazioni e presentandosi davanti all'opinione pubblica per discuterne il merito. Adesso l'unica possibilità che hanno è di rinunciare all'immunità e lasciar fare alla Giustizia il suo corso. Altrimenti, agli ex esponenti del partito campione della " questione morale " (che incassano persino la solidarietà di Prodi , pure se non si capisce bene per cosa), converrà togliere Berlinguer tra i padri nobili del partito democratico. Per una pura e semplice questione d' igiene .

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