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29 novembre 2007
Quel taxi chiamato desiderio

di Gregorj 


rivido, terrore raccapriccio. Ovvero, una normale giornata di "proteste" illegali come quella di ieri a Roma, messa in atto dai taxisti contro la decisione del Comune di concedere altre 500 licenze in più. Normale perché quanto accaduto è stato per l'ennesima volta "tollerato" senza che chi è preposto al rispetto dell'ordine facesse nulla. Sono stati ribaltati cassonetti della spazzatura per bloccare il passaggio delle auto e degli autobus. Un fotoreporter che aveva documentato il tutto è stato allontanato a spintoni. L'Atac ha deviato 35 linee di bus sui quali transitava gente che non si può permettere di prendere il taxi. Piazza Venezia, uno dei punti nevralgici per il traffico della città, è stata chiusa al traffico dei normali cittadini - quelli che pagano le tasse e le imposte comunali - per permettere lo svolgimento di una manifestazione abusiva. Che protestava per una scelta legittima - le 500 licenze - nonostante nel frattempo ai tassinari fosse stato concesso un aumento del 18% sul piano tariffario e un supplemento di 2 euro per le corse in partenza da Termini (perché? Cosa ha la stazione di speciale rispetto a qualunque altra zona?).

I FATTI - Non che nel precipitare della situazione l'amministrazione Veltroni sia esente da colpe. Prima
si è piegata al No dei tassisti all'installazione del Gps sulle vetture, che sarebbe stato un deterrente agli abusi. Poi ha promesso 2300 nuove licenze - che avrebbero portato il rapporto taxi/cittadini a 3 su mille, appena accettabile - ma ne ha rese operative solo 550. Infine, ha accettato il diniego della categoria all'istituzione del car sharing e del car pooling. Supinamente. Adesso continua a tollerare l'illegalità. Perché, quindi, non si tratta chi manifesta in modo non autorizzato e palesemente contro la legge come merita? Perché non si convogliano i solerti carri attrezzi e non si comincia a sgomberare la piazza occupata abusivamente? Si teme forse una "reazione" violenta, oppure pericoli per l'ordine pubblico? Diamine, ma la forza pubblica c'è apposta per reprimere gli abusi, o no? Oppure si è capaci di usarla soltanto nelle caserme e nelle scuole di Genova, contro persone a cui vengono arbitrariamente sospesi i diritti costituzionali per una questione politica - perché di questo si trattava - o negli Autogrill? Perché la dura forza della legge in pieno stile Bava Beccaris viene auspicata quando si tratta di rumeni, tifosi o manifestanti, ma si ignora come metodo quando di mezzo ci sono le categorie e le lobby? Cos'hanno loro, a renderli intoccabili?

PUNIRNE UNO - Se Veltroni ci tiene davvero ad inaugurare una sua campagna d'immagine personale all'insegna del decisionismo - e la rimozione del capo dei vigili urbani perché beccato a parcheggiare sfruttando un permesso per disabili sembra andare in questa direzione - potrebbe benissimo far sapere che ad ogni protesta illegale messa in atto dai tassisti, il numero di nuove licenze concesse raddoppierà. Così, per dispetto. A brigante, brigante e mezzo. Piegarsi sempre e comunque, trattare in ogni caso, con i tassisti come con i farmacisti che decidono di rifiutare le ricette per i farmaci di fascia A, scaricando i costi della protesta sui cittadini come è successo di recente, porterà invece le categorie - tutte - a pensare di essere Caste intoccabili, che possono difendere i loro privilegi antistorici davanti a uno Stato Mammone con il quale alla fine un accordo si troverà. Ai danni del cittadino e del consumatore. La strada del punirne uno per educarne cento non è poi così impervia come vogliono farci credere.

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23 novembre 2007
Il calcio nel pallone

di Loska 


rmai in Italia, quando ci si riferisce alla violenza nel calcio, nessuno può fare a meno di pensare a biechi individui vestiti di nero, incappucciati, assetati di sangue e perdipiù volti a rovesciare l'ordine dello Stato (Amato ©) per instaurare una dittatura in cui il calendario preveda solo la domenica. Roma, Lazio, Juventus, non importa quale sia la fede: ciò che conta è la becera violenza. Verrebbe da dire: "mandiamo questi ultras a vedere cos'è davvero il giUoco del calcio, quello da figurine panini, quello della passione, delle risate e della giUoia! Mandiamoli a vedere le partite delle serie inferiori, e diamogli una lezione!".
Massì, mandiamoceli.

IL BEL GIUOCO DEL CALCIO - Prendiamo una gara qualsiasi del campionato provinciale di Latina juniores. Già il pensiero corre a ragazzini spensierati che emulando Holly e Benji inseguono il sogno dei mondiali sfidandosi co
n onestà e fair play. Come ad esempio ha fatto un giocatore durante la gara real Doganella Calcio - Virtus Campo di Carne (nomi NON di fantasia) che - da referto arbitrale reperibile sui siti delle Figc regionali  - ha rivolto "all'arbitro [...] parole blasfeme a seguito delle quali egli lo espelleva senza tuttavia che il calciatore abbandonasse il terreno di gioco; anzi rivolgendosi ai componenti della panchina avversaria li faceva oggetto di offese ed insulti". Da vero sportivo, uno di loro "lo rincorreva, ma veniva fermato dai propri compagni di squadra". Basta così? Ma manco per niente! "nello stesso frangente, l'arbitro notava che il Sig.XXXX offendeva e minacciava un avversario e pertanto lo espelleva, tuttavia alla notifica del provvedimento, questo reagiva colpendo con estrema violenza un avversario al fianco sinistro tanto da farlo piegare su se stesso". E vissero tutti felici e contenti, tanto che "a seguito di ciò si generava una rissa generale fra tutti i partecipanti alla gara" in cui l'allenatore di una delle due squadre è stato notato "afferrare una spranga di ferro con la quale tentava di colpire un avversario".

ARIDATECE CANA'! - Quasi sembra di mandare questi poveri arbitri allo sbaraglio: qualcuno ne ha minacciato uno per "far giocare due calciatori privi di validi documenti di riconoscimento" (La iena e the fox?), alcuni si sono limitati ai soliti "pesanti insulti", altri ancora "al termine della gara minacciavano l'arbitro sputandogli più volte". Non un bel quadro, certo, ma sempre migliore di quello che concluderà questo viaggio negli inferi del calcio da oratorio (come direbbe Repubblica.it). Dopo un'espulsione durante la gara Cesangels Club - Sabazia Calcio, il giocatore sanzionato "rivolgeva frasi offensive all'indirizzo dell'arbitro. A questo punto mentre l'arbitro notificava il provvedimento di espulsione, un altro giocatore" non identificato, gli ha tolto "dalle mani il cartellino di notifica lanciandolo in terra". E qui, finisce la mera violenza da stadio e inizia...l'orrore. "Mentre l'arbitro si china per raccogliere il cartellino viene colpito alle spalle da un calciatore non identificato"... con "due calci sulle natiche". Immaginate questa scena, la prossima volta che penserete male della moglie dell'arbitro. Un martire che ogni domenica ha a che fare con il vero calcio violento, che non è a Roma, Milano e Torino. O perlomeno, non solo.

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13 novembre 2007
Quel pomeriggio di un giorno da italiani

di Loska 


cco a voi, in anteprima le notizie di una ordinaria giornata italica media.

ore 12:00
Non si placa la rivolta urbana iniziata oggi a Roma a causa della caduta di un vaso da fiori su un'auto in sosta. Da circa un'ora migliaia di cittadini italiani hanno iniziato a darsela di santa ragione mentre il maxivertice governativo, chiamato d'urgenza da dieci minuti, è ancora in riunione. Intanto sulla A1 un poliziotto, per errore, uccide con un solo protettile 14 fedeli - che si recavano in pellegrinaggio a Pietralcina da Padre Pio - su un bus che viaggiava in carreggiata opposta a 20 chilometri dalla pattuglia. Alla domenica sportiva, Galeazzi suggerisce gli steward anche alle audizioni papali a Piazza San Pietro. "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 13:00
Richiediamo la linea da Roma, dove ormai ci sono scene da guerriglia civile: migliaia di fans di Padre Pio si sono rivoltati in Piazza San Pietro, iniziando un fitto lancio di lampade con l'effige del santo contro la caserma delle guardie svizzere. La rabbia è esplosa quando ai 14 fedeli defunti è stato contestato il reato di banda armata (sarebbero infatti stati trovati in possesso di statuette di Padre Pio piene di acqua santa) e terrorismo. Secondo le ultime notizie giunte in redazione, numerose funzioni ecclesiastiche a rischio estremo sono state
rinviate a data da destinarsi per la protesta dei pii. La sinistra radicale chiede che tutte le funzioni ecclesiastiche vengano bloccate. "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 14:00
E' ormai guerra civile in tutta Italia. A Torino una sanguinosa battaglia infiamma il centro della città: un gruppo di innocentisti di Annamaria Franzoni avrebbe aggredito una schiera nutrita di colpevolisti con pesanti zoccoli di legno. Non è ancora chiaro il ruolo degli anarchici della brigata Erika di Novi Ligure. Mentre Mastella chiede piena chiarezza sui fatti del vasetto di fiori di Roma, il capo della polizia difende l'agente che ha fatto fuoco contro i pellegrini: stava facendo venti capriole mortali ed è partito un colpo, peraltro pare che il proiettile non potrà essere mai ritrovato, in quanto si sarebbe disintegrato al 14°
impatto. Comunque, un tragico errore. Cossiga dichiara: "nemmeno negli anni di piombo sarebbe stata assaltata la caserma delle guardie svizzere. Avremmo sicuramente fermato questi facinorosi prima, invitandoli ad una lezione di freeclimbing dalle finestre della centrale". "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 15:00
E' ufficiale: in Italia è guerra civile. Registrati centinaia di scontri violenti in ogni città, l'ultimo a Milano dove è scoppiata la violenza fra chi vuole gli steward (come in Inghilterra) anche in mezzo alla strada: per gli occhi meglio il giubbottino catarinfrangente giallo o arancione? Intanto, per protesta, gli ultras stanno tentando di riportare la pace dappertutto. Dal Maxivertice nessuna novità, ma alcuni colleghi riferiscono di aver assistito ad una rissa su chi ha fatto più morti: le foibe o i campi di concentramento"Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 16:00
Attenzione! Milioni di facinorosi convergono su Roma, dove è in programma - pare - una partita di calcio a 5 fra scapoli di Trastevere e ammogliati della Garbatella per le 17. I
facinorosi hanno assaltato numerosi convogli trenitalia, e per sfogare la propria rabbia animale li avrebbero rimessi completamente a nuovo.

ore 17: 59
Era rigore! L'ennesima ingiustizia arbitrale nei confronti degli scapoli trasteverini rinfocola la rabbia del popolo rivoltoso, e la maxirissa ricomincia. L'UE, dopo 5 minuti di camera di consiglio, decide di smembrare l'Italia. A breve comunicheremo la nuova geografia della nostra ex nazione. "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 18:30
La Provincia di Bergamo al Real Madrid, quella di Taranto al Marsiglia. Napoli e Torino (ma solo la metà granata) vanno al Barcellona mentre Firenze migra verso Bayern Monaco - dove almeno rincontrerà Luca Toni. Drastica la scelta per le piazze più problematiche: Roma, Milano e la Torino juventina sono state assegnate rispettivamente a Manchester United, Manchester city e Liverpool. "Perchè per fortuna, in Inghilterra, ci sono gli steward!", grida Galeazzi prima di rovinare al suolo con tutta la poltrona.

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