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6 dicembre 2007
Ho visto cose che voi umani...

di Gregorj & Loska 


Ne abbiamo viste, di cose, da quando siamo qui.
Abbiamo visto una cosa nata quasi per scherzo arrivare a risultati nemmeno immaginabili, tipo citazioni da Tg e giornali nazionali.
Abbiamo visto un blog hostato su una piattaforma dai mezzi risibili scalare classifiche, di certo immeritatamente.
Abbiamo visto transitare su questi lidi personaggi improbabili, la cui assiduità sia nella lettura silente che nel commento chiassoso non può che renderci orgogliosi.
Abbiamo anche visto una setta che la mattina s'è andata a buttare al fiume così, per l'insostenibile leggerezza dell'essere. Anzi, del non essere un cazzo.
Abbiamo visto persino la blogosfera prostituirsi per un link, organizzare concorsi a premi senza autorizzazione ministeriali per aumentare i proprio click e lucrare 10 cent di adsense da Google. E abbiamo pensato che gli accattoni di Trastevere almeno una dignità ce l'hanno. Questi, nemmeno quella.

Abbiamo anche fatto qualcosa. Quelle che reputiamo migliori le trovate elencate qui. Noi ne ricordiamo solo due, al volo: senza farlo apposta, abbiamo cambiato l'agenda setting dei media italiani, causando poi una caccia alle streghe della quale pagano le conseguenze ancora oggi tutti gli studenti della penisola. E di questo ci dogliamo profondamente. Quindi, abbiamo messo nel sacco un centinaio di migliaia di maturandi. E di questo invece continuiamo ad andare più che fieri.

Se non l'avevate ancora capito leggendo fino ad ora, questo è un commiato. Giornalettismo chiude qui. Grazie a chi ha scritto e commentato (i nomi degli autori, tranne un paio ormai andati in disuso, li trovate nella colonna di destra con i post ordinati). Grazie a ognuno per l'attenzione e a qualcuno per l'affetto dimostrato. E baci a tutti, belli e brutti. Forse, "we would meet again some sunny day".

P.S.: non fiori, ma opere di bene!

Ah, un'ultima cosa: quel geniaccio d'un poeta del sor Ricchiuti all'argomento "chiusura del blog" ha dedicato la più bella della sue strisce. Sta qui sotto, ma io vi invito a leggerla lo stesso. Non ve ne pentirete.

Gregorj & Loska


Si ringraziano inoltre:

Antirez e Trent di OkNotizie per aver permesso la crescita di popolarità di questo blog.
Comicomix perché è una brava persona.
Justfrank perché è un bravo ragazzo.
Giawba perché alla fin fine ci ha fatto un sacco di compagnia.
Cordapazza/Annelisa per il supporto come Cordapazza e l'ilarità suscitata in quanto Annelisa (sapevamo che eri tu dal terzo commento lasciato su Bitch Killers).
Swampthing e Mthrandir, che dio ce li conservi sempre così.
LoreAnne & Vique perché sì.
Marina Bellini per la fiducia che ha sempre avuto in noi.
Juppes perché scrive sempre commenti interessanti.
Mamma, papà e tutti quelli che ci conoscono perché sta bene così.





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30 novembre 2007
Rappin' the casbah!

di Loska 


he shareef don't like it /Rappin' the casbah rap the casbah". Si potrebbero parafrasare i The Clash per parlare di quanto stia accadendo in Iran oggi, dove gli ayatollah continuano a combattere contro l'invasione della decadenza morale e di costume occidentale senza sosta. Questi eroi dell'integerrimo hanno messo a segno un duro colpo contro i "cani infedeli" (così come sono spesso, simpaticamente, definiti): potrebbe infatti essere vietato ai giovani iraniani l'ascolto del genere musicale del Rap, non perchè sia illegale in sè - puntualizzano i burocrati della religione - "ma i testi sono osceni". Ora, effettivamente molti dei testi di simili canzoni sono osceni, e non per l'uso spasmodico del turpiloquio, ma per l'estrema cretineria dei concetti trasmessi in sè (basti pensare al Rap nostrano, per dirne una). Ma che a vietarlo sia un gruppo di fanatici e che il risultato di questo sia rendere il Rap l'ennesimo martire di una battaglia idiota, col rischio che ascoltare Mondomarcio finisca con l'essere addirittura un atto di anarchia contro il sistema, beh questo è ridicolo.

UN PRESIDENTE BLOGGER - Oltretutto, l'Iran è già bello che Occidentalizzato da un po'.
A parte i festini in case private e i dischi rap al mercato nero, anche il demone di internet si sta facendo strada nello Stato dei costumi integerrimi. Tanto che addirittura il presidentissimo Mahmud Ahmadinejad ha aperto il proprio blog, anche se lo aggiorna con una cadenza abbastanza scarsa (tutto preso come sarà a trovare le prove che l'Olocausto non è mai esistito). Infatti, nel suo ultimo post dal titolo "To read or to write, that is the question!" (che uomo), il nostro Mahmud si discolpa dicendo che passa ben 15 minuti alla settimana sul blog, ma ovviamente se gli tocca leggere i commenti non ha più tempo per scrivere. Un bel grattacapo, in effetti, ma i commenti potrebbe anche non leggerli, o leggerne due per tutti: dopotutto sono uguali. La fenomenologia dei commentatori di Ahmadinejad prevede due tipi di feedback all'operato del Presidentissimo. Della prima tipologia (il denigratore dell'Uomo Giusto) fa parte, ad esempio, l'americano Yao Ming, che scrive al presidente "You are a nigger". Povera vittima, Ahmadinejad, insultato da un razzista americano senza motivo. E minacciato ("You are a terrible, despicable human being. You WILL be attacked by the US or Israel and will be destroyed!") perchè voce libera. Questo ci collega al secondo tipo di commentatori (tipo chi ha compreso il ruolo del Messia), che sono la maggioranza: da ogni parte del mondo, anche la gomorra USA, stuoli di uomini liberi ringraziano Ahmadinejad per il ruolo che ricopre nel processo di Pace Mondiale. "Mr. President Allow me to express my admiration for your policy", gli scrivono, "We will support you!". Ma il migliore è questo: "I admire you, Mr. President!. as a journalist I dont believe any of the information published or broadcasted by the U.S. or any otther ally country".

UNA CRAVATTA, PRESTO!!! - Vista la situazione, torna d'attualità la campagna sociale lanciata lo scorso maggio da questo blog: "Regaliamo una cravatta ad Ahmadinejad". Oggi più che mai l'invidia di Ahmadinejad per tutto quel che è Occidente (attenzione: non solo della civiltà, o dei Mc Donald's: lui invidia pure insabbiamenti, stampa deviata, etc) ci porta a considerare come necessario aprire le sottoscrizioni ancora una volta: regaliamo una cravatta ad Ahmadinehad. "Siamo sicuri che questo possa essere un primo, fondamentale passo per rendere il ragazzo un po' più tranquillo. Lui non è cattivo, davvero. E' il suo stilista che lo disegna così."

[Per aderire all'iniziativa, prelevate il bannerino animato nel post]

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8 novembre 2007
Chiedi un autografo all'assassino

di Loska 


ei commenti di un blog, si fa conversazione, si crea una comunità". Viene proprio da chiosare una stilettata de La Persona Depressa, dopo aver letto i 536 commenti raccolti dall'ultimo post di Raffaele Sollecito, il ragazzo che assieme a due amici è indagato per l'omicidio di Meredith Kercher. Interessante perchè rivela un aspetto interessante del popolo italiano cogne addicted: in questo caso, infatti, la piazza aveva lì il colpevole. Almeno virtualmente, poteva dirgli in faccia tutto quello che in tante sere aveva solo urlato contro Erika, Omar, Annemariefranzoni e Albertistasi alla tv, nei microfoni del gongolante tg o di una qualsiasi delle spocchiose trasmissioni soporifere di Del Debbio.

"ALLORA GLI SCRIBI E I FARISEI..." - La resa dei conti, in poche parole. Quel popolo che biasima le lapidazioni in piazza, esponendo fiero la sua morale cattolica, si è lasciato finalmente andare, sicuro
dell'anonimato, in una poderosa sassaiola virtuale. Scaglia la prima pietra ("ma già immaginavi che saresti diventato un crudele assassino?") un anonimo, che argutamente ha collegato l'argomento del post alla fredda cronaca per fare la sua "domanda cattiva, spietata, da curiosità impregnata di pioggia televisiva". In molti lo dileggiano direttamente dal collegio da cui proviene (quale pubblico migliore di questo, per lavare i "panni sporchi"?) o sdegnati puntano il dito sulla bestialità maschile a chi antepone un rifiuto ("ti devono castrare con un macete!" urlano). Magari ad un lettore distratto, o straniero, l'Italia potrebbe parere una sorta di paradiso, popolato da persone non solo rette e corrette, di più. Tutti noi, che ci abitiamo, sappiamo che non è così, anzi, un'affermazione del genere ci farebbe ridere. Eppure se Gesù dicesse oggi agli italiani "Chi di voi è senza peccato....", le pietre fischierebbero in aria già al "chi". Non tanto per ottenere la punizione per il colpevole, quanto più per pulire la propria "fedina morale". Quando poi ci si trova - come in questo caso - a poter sfogare altri istinti, è anche meglio: come spiegare altrimenti tutto quel sottofilone di composizioni dedicate da una parte ai giovani scapestrati e cannaioli e dall'altro all'immigrazione, in cui capolavoro è senza dubbio "Spero che i negri i rumeni i congolesi e tutti sti bastardi che stanno rovinando l italia con stupri e rapine e omicidi ti facciano capire quanto cazzo sei un coglione omicida bastardo e pure terrone"?

"...D'ORA IN POI NON PECCARE PIU'" - Pochi gli "innocentisti" o, quantomeno, quelli che aspetterebbero almeno un'incriminazione specifica prima di ululare alla luna. Ma che agli italiani piacesse guardare le travi negli occhi altrui per dimenticarsi gli abusi edilizi dei propri è risaputo. Se poi possono condire il tutto con un altro po' di odio, ben venga: tanto si parla degli altri, dei peccati di qualcuno che è lontano. I nostri, sono al sicuro. E poi, in fondo (come ben dice un simpatico commentatore dal nick bestemmiatore) "non c'è bisogno del movente, lo sanno tutti che le canne fanno venire istinti omicidi. Trovo bizzarro che fra i tre indagati non abbiano inserito un rumeno ubriaco al volante, avrebbe messo tutti d'accordo. Invece i razzisti se la prendono con il negro di merda, i leghisti con il terrone drogato e gli antiamericani con la troia yankee.
L'umanità fa schifo.
Forse è tutta una montatura per ravvivare il blog..."

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in parte, prima di petare nei
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