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18 ottobre 2007
Il relativismo su Wikichurch

di Loska 


a Cassazione ha riaperto il caso di Eluana Englaro, una ragazza in coma da 15 anni per la  quale il padre ha chiesto più volte l'eutanasia, dando due linee guida essenziali nella disamina di casi simili, anche per riempire un pesante vuoto normativo: la sospensione di cura può avere luogo solo in caso di coma irreversibile e volontà espressa del paziente in tal senso. Ovviamente non potevano non levarsi indignati canti gregoriani contro i togati, rei di aver disseminato ancor di più il seme di relativismo nel mondo (e non paghi, di averlo anche annaffiato). Ma perchè la Chiesa ce l'ha tanto col relativismo? Scopriamolo leggendo la voce dedicata sulla nuova enciclopedia ecclesiastica via web: WikiChurch.



Il
relativismo è una corrente satanista che nega l'esistenza della Verità Assoluta Cattolica e perciò è peccato. In Europa, dove vige - per fortuna - la Sacra Cattolica Apostolica confessione Cristiana, se ne sente parlare molto meno, e soprattutto in paesi malfamati e notoriamente afflitti da numerosissimi problemi sociali (primo fra tutti - non a caso - quello della droga) quali l'Olanda. Numerosi studi scientifici avrebbero dimostrato che l'insorgenza del relativismo potrebbe essere causata da un virus estremanente pericoloso, che annidandosi nell'essere ospite sin dalla gioventù potrebbe causarne la morte o, addirittura, la convinzione di poter decidere della propria esistenza. Ascoltando alcuni delirii in comune fra le vittime del relativismo, si è appreso che questi individui sosterrebbero l'assunto di una verità assoluta non esistente, oppure, anche se esistente, non conoscibile ed esprimibile o conoscibile o esprimibile soltanto parzialmente. Da molti medici questi sintomi vengono associati a dislessia, in quanto portata ai pazienti una Bibbia essi non hanno cambiato idea, nonostante è risaputo che il libro contenga appunto la Verità Assoluta, conoscibile ed espressa benissimo (a parte nel pezzo del Sole che gira intorno alla Terra, cagione di un colossale fraintendimento).



Strettamente associata al relativismo culturale è la patologia ben più grave del relativismo morale, che induce la gente a pensare che i valori e le regole di condotta adottate dalla Chiesa, siano legati ai loro specifici bisogni e non abbiano quindi alcun fondamento di assolutezza o necessità. Ci divertiremo quando verrà il loro turno. Ad ogni buon conto, le varie forme di cura della malattia adottate nei secoli sono state rese vane dalla mutazione del virus. Non potendo accettare che questi cambiamenti siano dovuti alla mutazione del dna virale (cfr. voce "Darwin, chi era costui?") pensiamo che si tratti di una punizione divina ad espiazione di colpe ancora sconosciute. Negli ultimi giorni il dibattito si è riaperto per via di una infausta sentenza della Cassazione sull'Eutanasia (cfr. voce "Quando lo dico io! Quando lo dico io!") a cui ha fatto seguito uno sferzante editoriale dell'Osservatore Romano, che ha a tutti ricordato come "introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili. Significherebbe attribuire appunto ad ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico". Conseguenze. Inimmaginabili. Tipo pensare (cfr. voce "Da evitare assolutamente").



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7 settembre 2007
La Chiesa e l'Europa

di Loska 


icordate la querelle fra Commissione Europea e Chiesa Cattolica circa i vantaggi fiscali di cui questa godrebbe in Italia? Quella per cui l'Avvenire ha perso la biblica calma, scrivendo che "gli enti non profit, tra cui quelli religiosi ivi compresa la Chiesa cattolica, sono esonerati dal pagamento dell'Ici stessa su immobili utilizzati per specifiche finalità di rilevanza sociale. Chiaro? Sarà per qualcuno dura da accettare, ma questa è la verità dei fatti".

IN EUROPA - Eh già, sarà dura da accettare questa realtà, anche perchè è falsa. Basta confrontare la situazione italiana con quella europea. In Belgio la Chiesa non paga l'Ici per le attività no profit (come tutti gli altri culti) e ha delle agevolazioni anche sulle attività commerciali (chiamate 'Associazioni a finalità sociale'). Inoltre, le chiese non pagano l'imposta sugli immobili. Nella terribile Spagna di Zapatero la strada seguita è la stessa: esenzione dall'Ibi (Tassa sui Beni Immobili) per tutte le proprietà che servono allo svolgimento dell'attività religiosa, facilitazioni fiscali per il no profit e assegnazione volontaria da parte dei cittadini dello 0,7% delle tasse versate. Va detto che anche Spagna e Belgio sono nel mirino della Commissione per la troppa "gentilezza" riservata. Storia diversa in Francia: oltralpe i privilegi fiscali della Chiesa sono stati aboliti durante la Rivoluzione del 1789. Lo Stato finanzia alcune scuole private,
anche religiose, ma a patto che seguano il programma scolastico delle scuole pubbliche e non costringano gli alunni a seguire corsi di religione. Le chiese e i luoghi di culto costruiti prima del 1905 e con fondi pubblici sono proprietà dello Stato e dei Comuni, che ne assicurano la manutenzione. Possono essere usate, a titolo gratuito, per le attività religiose. E i ministri di culto sono soggetti all'imposta sul reddito. L'unico privilegio fiscale vero è l'esenzione dal pagamento delle imposte locali, ma solo per i luoghi destinati al culto. In Germania, invece, c'è l'"imposta sulla religione" (la Kirchensteuer), che viene richiesta ai cittadini dichiaratisi appartenenti ad un qualsiasi "ente di diritto pubblico" (come appunto la Chiesa Cattolica) al momento della registrazione presso gli uffici fiscali. Queste entrate (tra l'8 e il 9% dell'Irpef), vengono poi messe a disposizione delle Chiese. Quanto agli immobili, non esistono imposizioni fiscali soltanto per quelli strettamente legati a scopi religiosi.

IN ITALIA - Ora vediamo la situazione italiana, perfettamente riassunta qui. In Italia il reddito dei fabbricati di proprietà della Santa Sede "è esente dall’Ires, mentre i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli esistenti nei cimiteri e loro pertinenze non vengono considerati produttivi di reddito". E' prevista l’esenzione Ici, relativamente ai fabbricati "destinati in via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze, anche se a partire dal 2007 è prevista anche l’esenzione dell’Ici per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa". Ancora, le retribuzioni corrisposte ai sacerdoti non sono imponibili ai fini dell’Irap. I proventi derivanti dall’attività dei religiosi appartenenti agli enti ecclesiastici possono usufruire di deduzioni "fino ad un importo corrispondente all’ammontare del limite minimo annuo previsto per le pensioni corrisposte dal Fondo pensioni dei lavoratori dell’Inps". I dipendenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano sono esentati dall’Irpef e dall’imposta locale sui redditi, gli immobili pontifici sono esenti da tributi verso lo Stato, e le merci provenienti dall’estero e dirette alla Città del Vaticano o a uffici della Santa Sede, sono sempre ammesse con piena esenzione dai diritti doganali e daziari. Senza contare, per pietas, l'otto per mille. Caro Avvenire, Jonathan Todd sarà certamente un "bel tipo". Ma lui almeno cerca una soluzione a un problema reale. Al contrario di altri "bei tipi" che lo accusano di mentire. Mentendo.

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4 luglio 2007
Sguatteri del male

di Loska 


"Una furbata tanto ridicola e specchiata, [...] in cui si mischia la brama pedofila e la cristofobia, sulla quale è obbligatoria non solo la censura ma pure la ricerca di questi sguatteri del Male; ormai son come quei tipi loschi che giocano a nascondino sotto i lampioni illuminati, bisogna solo prenderli". (E magari, dopo, appiccare un bell'incendio?). Sono queste le parole con cui il deputato Udc Luca Volontè si bulla, sul suo ormai celebre sito comico, del ritiro di "Operazione: Pretofilia" (scarica) rpg in flash in cui il giocatore - prete - deve seviziare quanti più bambini possibile senza farsi vedere dagli adulti. Non c'è bisogno di sottolineare dove, in tutto ciò, si concentri la lente fastidiosa della satira. E quale sia, dunque, il motivo che ha spinto la Don Di Noto Srl, meglio conosciuta come Meter (associazione che dovrebbe denunciare reati di pedopornografia e non la lesa maestà) e la incommentabile Lega Anti Diffamazione Cattolica (ai gay han dato dei pedofili, ma quella era solo un'opinione, peraltro sicuramente confermata da qualche incontestabile passo biblico) a denunciare il sito La Molle Industria, che aveva creato e diffuso il gioco, e - pare - un intero network di blogging, oscurato nella notte. I "reati", nell'ordine, sono: aver dileggiato la Chiesa Cattolica e il Papa e aver diffuso immagini pedopornografiche, nella fattispecie ammassi di pixel che seviziano ammassi di pixel.

Ma no, questa non è satira, anzi: è parte "di un crescente attacco alle istituzioni religiose, di una esplicita intenzione provocatoria ed offensiva della fede cristiana" che ultimamente turba il sonno di ogni praticante degno di questo nome, e non importa che altrove questo giochino sia addirittura citato nella sezione cultura di un importante quotidiano francese. No. La combriccola di neocrociati "procederà comunque nell'azione legale volta a identificare e punire i responsabili di eventuali reati". Non gli basta aver ottenuto dal Governo l'attenzione richiesta con l'offensiva - nei confronti del resto dei reali problemi di questo paese, intendo - interpellanza urgente di Luca Volontè. Per fortuna, pare, uscirà un nuovo giochino basato su questa vicenda. A cose tanto ridicole non si può, in effetti, che rispondere prendendo in giro.

La cosa più interessante della vicenda, comunque, è che il reato (anzi, "eventuale reato") per il quale sia le associazioni che Volonté si sono attaccati per impaurire "gli sguatteri del male", come dei qualsiasi scagnozzi di infimo rango, sia la diffusione di immagini pedopornografiche. Val la pena di ricordarlo, perchè in sé la cosa fa ridere, prendersela per dei cartoons quando - e la Meter dovrebbe saperlo bene - la pedopornografia vera su Internet è ben altra sembra quasi troppo ingenuo, per essere in buona fede. Insomma, dicendocela tutta, è un pretesto elevato all'ennesima potenza. E vien da chiedersi, soprattutto continuando a leggere Volontè - che in pieno delirio di onnipotenza, si vanta della "bella interrogazione urgente" fatta, perchè si sa "per la giornata dell’orgoglio pedofilo son tutti in prima fila e poi…" mentre "la lotta deve continuare anche contro queste forme di intolleranza religiosa, scherno, offesa, insulto nei confronti della Cattolica e delle altre religioni" - se in realtà, a questa gente, importi qualcosa del fatto che al posto dell'ammasso di pixel, nella realtà, ci sono veri bambini che subiscono e hanno subito vere violenze. Perchè né Volontè nè la Lega Cattolica hanno sprecato una parola, una, sul fatto nel merito e sulle vittime di queste barbarie. Forse, anche a voi, la cosa ricorda le accuse di censura rivolte da "Sex Crimes and The Vatican": nascondere, oscurare, zittire, intimidire. E questa volta, Fisichella, vienici a dire che non è vero.

edit incredibilmente comico:
AHAHAHAHAHAH (ben gli sta)

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