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13 novembre 2007
Quel pomeriggio di un giorno da italiani

di Loska 


cco a voi, in anteprima le notizie di una ordinaria giornata italica media.

ore 12:00
Non si placa la rivolta urbana iniziata oggi a Roma a causa della caduta di un vaso da fiori su un'auto in sosta. Da circa un'ora migliaia di cittadini italiani hanno iniziato a darsela di santa ragione mentre il maxivertice governativo, chiamato d'urgenza da dieci minuti, è ancora in riunione. Intanto sulla A1 un poliziotto, per errore, uccide con un solo protettile 14 fedeli - che si recavano in pellegrinaggio a Pietralcina da Padre Pio - su un bus che viaggiava in carreggiata opposta a 20 chilometri dalla pattuglia. Alla domenica sportiva, Galeazzi suggerisce gli steward anche alle audizioni papali a Piazza San Pietro. "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 13:00
Richiediamo la linea da Roma, dove ormai ci sono scene da guerriglia civile: migliaia di fans di Padre Pio si sono rivoltati in Piazza San Pietro, iniziando un fitto lancio di lampade con l'effige del santo contro la caserma delle guardie svizzere. La rabbia è esplosa quando ai 14 fedeli defunti è stato contestato il reato di banda armata (sarebbero infatti stati trovati in possesso di statuette di Padre Pio piene di acqua santa) e terrorismo. Secondo le ultime notizie giunte in redazione, numerose funzioni ecclesiastiche a rischio estremo sono state
rinviate a data da destinarsi per la protesta dei pii. La sinistra radicale chiede che tutte le funzioni ecclesiastiche vengano bloccate. "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 14:00
E' ormai guerra civile in tutta Italia. A Torino una sanguinosa battaglia infiamma il centro della città: un gruppo di innocentisti di Annamaria Franzoni avrebbe aggredito una schiera nutrita di colpevolisti con pesanti zoccoli di legno. Non è ancora chiaro il ruolo degli anarchici della brigata Erika di Novi Ligure. Mentre Mastella chiede piena chiarezza sui fatti del vasetto di fiori di Roma, il capo della polizia difende l'agente che ha fatto fuoco contro i pellegrini: stava facendo venti capriole mortali ed è partito un colpo, peraltro pare che il proiettile non potrà essere mai ritrovato, in quanto si sarebbe disintegrato al 14°
impatto. Comunque, un tragico errore. Cossiga dichiara: "nemmeno negli anni di piombo sarebbe stata assaltata la caserma delle guardie svizzere. Avremmo sicuramente fermato questi facinorosi prima, invitandoli ad una lezione di freeclimbing dalle finestre della centrale". "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 15:00
E' ufficiale: in Italia è guerra civile. Registrati centinaia di scontri violenti in ogni città, l'ultimo a Milano dove è scoppiata la violenza fra chi vuole gli steward (come in Inghilterra) anche in mezzo alla strada: per gli occhi meglio il giubbottino catarinfrangente giallo o arancione? Intanto, per protesta, gli ultras stanno tentando di riportare la pace dappertutto. Dal Maxivertice nessuna novità, ma alcuni colleghi riferiscono di aver assistito ad una rissa su chi ha fatto più morti: le foibe o i campi di concentramento"Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 16:00
Attenzione! Milioni di facinorosi convergono su Roma, dove è in programma - pare - una partita di calcio a 5 fra scapoli di Trastevere e ammogliati della Garbatella per le 17. I
facinorosi hanno assaltato numerosi convogli trenitalia, e per sfogare la propria rabbia animale li avrebbero rimessi completamente a nuovo.

ore 17: 59
Era rigore! L'ennesima ingiustizia arbitrale nei confronti degli scapoli trasteverini rinfocola la rabbia del popolo rivoltoso, e la maxirissa ricomincia. L'UE, dopo 5 minuti di camera di consiglio, decide di smembrare l'Italia. A breve comunicheremo la nuova geografia della nostra ex nazione. "Giusto così! Come in Inghilterra", urla Bisteccone agitandosi sulla poltrona.

ore 18:30
La Provincia di Bergamo al Real Madrid, quella di Taranto al Marsiglia. Napoli e Torino (ma solo la metà granata) vanno al Barcellona mentre Firenze migra verso Bayern Monaco - dove almeno rincontrerà Luca Toni. Drastica la scelta per le piazze più problematiche: Roma, Milano e la Torino juventina sono state assegnate rispettivamente a Manchester United, Manchester city e Liverpool. "Perchè per fortuna, in Inghilterra, ci sono gli steward!", grida Galeazzi prima di rovinare al suolo con tutta la poltrona.

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7 settembre 2007
Appuntamento col sentimento

di Ricchiuti 


rima questo.
La vedova Raciti si è presentata allo stadio. Dice che farà come il marito ma il marito allo stadio andava per lo stipendio, lei ci andrà per un vitalizio a spese del Catania football club,
evidentemente. Dice che doveva mandare un messaggio, eh lo mandi forte e chiaro il messaggio che quel ragazzo tartassato dalla nostra efficientissima polizia ipertecnologizzata, dei Ris, Ros e come frutto gli eterni indiziari di Cogne, Garlasco (dove han lanciato l’ipotesi del raptus appositamente come attenuante invoglia confessione), non c’entra niente.

Poi quello, che vedi, anzi rivedi un giocatorino argentino, dal cognome come una vecchia marca di caffè, Lavezzi, saltare sistematicamente, padronale, l’uomo a testa alta con apposito uso dei fondamentali e capisci che il calcio vecchio, il vecchio calcio da ripristinare sia questo, quello, appunto, dei fondamentali e non quello dei palinsesti e dei robivecchi che immaginano quei rozzi dei tifosi. E poi a chiudere una stentata e sofferta ma inevitabile vittoria dei più forti, e provateci voi a vincere col Cagliari -tre rigori in due partite- di Soru e di Kossiga, del (nuovo) Potere e della (vecchia) Repressione (del risultato). Che ha provato a fotterci e poi ha pianto. Coi piangina sbirri sardi ce l’abbiamo fatta a non pagare dazio. A Catania vedremo.
 


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22 giugno 2007
DE GENNARO, OVVERO DELL'ARTE DEL POSSIBILE

di Gregorj 



Probabilmente mai un capo della Polizia è stato più chiacchierato di lui. Di sicuro, a nessuno sono mai stati dedicati due romanzi e un film, per celebrarne prima l'abilità investigativa, e poi la capacità di farsi " uomo di frontiera " tra Stato ed altri poteri, facendo da garante a entrambi. Gianni De Gennaro c'è riuscito. Anche se chissà cosa avrà pensato quando De Cataldo gli ha affibbiato il nome d'arte un po' meridionale di Mario Scialoja, e si è visto interpretato sul grande schermo da Stefano Accorsi in quel Romanzo Criminale - prima libro e poi film - che finisce con un oscuro personaggio, collegato ai servizi segreti, che fa i complimenti allo sbirro per la sua prossima nomina a capo della Polizia. Ironia, certo. Ma De Gennaro è stato davvero uno dei protagonisti della lotta alla Banda della Magliana, l'organizzazione criminale romana che aveva legami piuttosto stretti con massoneria, servizi deviati e fascisti, ed era anche la referente romana di Pippo Calò, lo Zì Carlo del film. Di più: uno di quelli che ha maggiormente contribuito a sgominarla.

Il vicequestore De Gennaro passò poi alla lotta alla mafia. Riportò Buscetta in Italia, e gli salvò la vita quando l'ex boss ingoiò un grammo di stricnina sull'aereo. Anni dopo, fu accusato dal Polo delle Libertà di essere l'ispiratore, insieme a Giancarlo Caselli , del processo ad Andreotti. E, all'epoca, nel pieno delle polemiche - con Sgarbi , Ferrara e la Maiolo in prima linea - mise tutti nel sacco " indovinando " che le dichiarazioni di Giovanni Brusca - che era stato appena arrestato - erano fatte ad arte per screditare Balduccio Di Maggio, il pentito grande accusatore del Divo Giulio. Puntualmente, la sua previsione si rivelò azzeccata. Qualcuno, all'epoca, voleva mandarlo a fare il prefetto a Palermo. Magari, come disse l'allora ministro Maroni, per fargli trovare sotto casa un po' di tritolo. Qualche tempo dopo Bruno Contrada, l'ex Sisde condannato per concorso esterno in
associazione mafiosa, arrivò ad accusarlo di aver " fatto carriera troppo facilmente ", alludendo a suoi presunti legami con oscuri poteri. Legami veri, a leggere " Nelle mani giuste ", il libro di De Cataldo che racconta la continuazione della storia dell'ispettore Scialoja. Uno Scialoja invecchiato negli anni, non più idealista, pronto a scendere a patti con la mafia per accreditarsi come garante della transizione tra la prima e la seconda Repubblica . Ma queste sono solo storie raccontate in un libro. Non crederete davvero che accadano nella realtà, vero?

A nominarlo capo della Polizia fu l' Ulivo, nel 2000. Ma De Gennaro si fece apprezzare anche dal Polo. Nel modo peggiore: coprendo, di fatto,le atrocità del G8 e i picchiatori cileni della Digos che fecero irruzione alla Diaz. Questa rimane una macchia orrenda nella sua carriera, e a poco vale la scusa ufficiale che i suoi sostenitori hanno sempre utilizzato per scaricarlo dalle responsabilità, ovvero che lui a Genova non era presenta. Scuse. Molto meglio parlare di " senso di appartenenza ", come ha fatto Fournier. Ma la ragione vera è che ha fatto quel che ha fatto per accreditarsi con un goveno che non lo aveva nominato, e rimediarre la fiducia di un pessimo Ministro come Scajola. Di certo, le sue dimissioni arrivano anche per l'avviso di garanzia fattogli recapitare dalla procura di Genova, di cui il governo già sapeva da una settimana. Cossiga ne sarà felicissimo, visto che con De Gennaro non ha perso mai occasione per polemizzare. Ancora più felice sarà Ferrara, il cui giornale, meno di un mese fa, aveva vaticinato la sua imminente sostituzione.

De Gennaro ha avuto anche l'abilità di coltivarsi un gruppo di giovani cronisti. tra cui Carlo Bonini e Giuseppe D'Avanzo di Repubblica e Giovanni Bianconi del Corriere. I quali, grazie alla più sicura delle fonti possibili, hanno firmato grandissimi scoop, da quelli di Genova ad Abu Omar fino alle clamorose bufale dei Servizi su Al Quaida. E di sicuro la fonte non si è ancora esaurita, visto che il suo successore, Manganelli , continuerà comunque a discutere con quello che era il suo mentore fin da quando insieme collaboravano con Falcone e Borsellino. Per quanto ne so, da giovane De Gennaro ha frequentato l' Istituto Massimiliano Massimo di Roma. E già da qui sarebbe facile fare dell'ironia su quel liceo gestito dai gesuiti, collegando i gesuiti alla Santa Inquisizione e così via. Troppo facile. Prima dell'avviso di garanzia, si parlava di lui come capo del Cesis , o di un parcheggio più modesto al Consiglio di Stato . Ora invece si sussurra di un incarico nello sport. Per uno con le sue capacità, non è che sia un gran finale di carriera.

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