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22 ottobre 2007
Appuntamento col sentimento

di Ricchiuti 


oma-Napoli 4-4.

Roma-Napoli,
uno spettacolo indicibile. Io stesso, che l’ho visto, non ve lo saprei più raccontare. Un tiro, un goal. Un goal, un vantaggio. Un altro goal, la rimonta. Un goal, lo svantaggio, svantaggio pareggio. Papere del portiere, rigore quasi sbagliato. Mancini che non gioca, al meglio, Vucinic che gioca invece al peggio. Un goal, un errore, ma benedetto sia l’errante, senza errori c’è lo zero (a zero) dell’orrore. Lampi di tuoni ed il fantasma dell’Azteca, Italia-Germania quattro a tre avant en drè, in uno stadio vuoto ed abbonato al nulla (del dunque) di fatto. E tutti, proprio tutti i presenti, se ne sono accorti. Tutti gli astanti han capito, non più tardi del contro tap in del 3-3, di trovarsi di fronte un momento epocale. Ad ogni goal giallorosso inquadravan la Sensi, ad ogni azzurra risposta, Rosella. Se si trattava di lamentarsi, biascicare, imprecare o di rimpiangere o esultare, sempre una unica faccia, la sua. Ed allora ti accorgi che qualcosa nel mondo andrà storto in eterno. C’è un eterno eguale che ritorna nel tempo.

Nello stesso anno solare, errori per errore, evento epocale per epocale, quattro calci a un pallone e sei sulla bocca e negli sguardi di tutti, se ne accorgono tutti, ti sposi, Rosella, e non se ne accorge proprio nessuno.



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3 ottobre 2007
Don't cry for me, Guantanamo

di Gregorj 


ntendiamoci, è solo una proposta. E francamente ci sono buone probabilità che venga sonoramente bocciata. In più, come segnala Zambardino, il testo non si trova e quindi non c'è nulla di ufficiale. Però, la proposta del vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, di applicare una serie di norme per combattere il terrorismo in rete che renderanno possibile il controllo di internet è talmente inquietante che fa pensare davvero a un paragone calzante con Guantanamo, oppure con i sistemi cinesi dei quali si vede che a Bruxelles sono ferventi ammiratori. Anche se, secondo l'articolo pubblicato da D'Argenio, rimangono aperte "molte discussioni di carattere tecnico", e la proposta non è stata accolta da tutti con entusiasmo (e meno male). Alcune delle reazioni si possono leggere qui. Ma molto più inquietanti, però, sono i metodi suggeriti.

FUNZIONEREBBE COSI' - Il sistema, secondo Le Monde (citato da Repubblica come fonte) sarebbe così strutturato:
la prima tecnica riguarderebbe il filtro dell'indirizzo dei siti. E funziona così: quando un internauta cerca di accedere a un sito, il Fornitore di Accesso a Internet verifica la validità dell'indirizzo presso uno dei 13 Root Server dislocati nel mondo. Il primo livello possibile di censura (quello "internazionale") prevede il ridiuto dell'indirizzo dal root server, che così ci inibirrebbe la visualizzazione. Se si passa il primo ostacolo, il Fornitore può bloccare l'avvio di un sito a livello locale. Il secondo metodo riguarda la modifica dei software e il controllo della posta elettronica, e prevederebbe l'impossibilità di mettere in linea materiale con parole chiave giudicate pericolose in blog e forum; l'inibizione dell'arrivo al destinatario di email con alcune parole chiave; e, la più divertente, la chiusura automatica di un software di videoscrittura quando si digita una parola chiave giudicata soppressiva. Poi, c'è la solita cretinata ormai diventata un must per il nostro vicepresidente della Commissione Europea, che prevede che le versioni locali dei motori di ricerca siano costretti a sopprimere certi siti dall'interno dei loro indici.

BRIVIDO TERRORE RACCAPRICCIO - Inutile stare qui adesso a fare l'elenco di tutti i diritti
individuali che vengono di fatto soppressi in nome di un'attitudine al controllo della cui utilità gli esperti dubitano ulteriormente. Se ne parla ad esempio qui, e con grande cognizione di causa. Eppure sentire che in Germania il ministro degli Interni, Wolfgang Schauble, sta elaborando un piano che usa i trojan per leggere i contenuti dei pc dei sospettati fa un' po' impressione. Anche ai tedeschi, pare, visto che a Berlino molti gruppi per la difesa della libertà di espressione stanno protestando.  E fa anche specie, che, sempre nel nome dell´antiterrorismo "il ministero della Difesa svedese ha avviato il monitoraggio del traffico delle e-mail senza il permesso di un giudice, mentre il governo australiano ha introdotto una legge che abilita la polizia federale a bloccare i siti web dei sospettati". Ecco, pensare che oggi questo tipo di idee trovi persino un ambito di discussione nel continente dell'Illuminismo, provoca un sottile conato di vomito.

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2 ottobre 2007
Anche tra i tedeschi ci sono razzisti

di Gregorj 



n po' come la nostra questione meridionale, ma con contorni di ridicolo assolutamente inediti. Secondo un sondaggio realizzato dall'Istituto Emnid per conto dell'emittente televisiva tedesca Allnews, a diciotto anni dal suo crollo materiale il Muro di Berlino, continua a resistere saldamente nelle teste dei tedeschi, visto che un cittadino su cinque, se potesse, lo vorrebbe vedere ricostruito. La cosa "divertente" è che il desiderio di rivedere la Germania divisa dal Muro è comune ai tedeschi dell'ovest, i Wessis, ed a quelli dell'est, gli Ossis. Sul piano nazionale, sognano di nuovo il Muro  il 19% dei tedeschi, mentre all'est la percentuale aumenta arrivando al 21%. In più, secondo la fonte, "a conferma della spaccatura sociale del Paese, i tedeschi dell'est (74%) si ritengono svantaggiati rispetto a quelli dell'ovest, e si sentono considerati come cittadini di seconda classe."

VI RICORDA QUALCUNO? - Di motivazioni, per una spaccatura reale ce ne sono. E sono soprattutto economici. A 18 anni dall'unificazione, la Germania
Est rimane in ritardo economico. Vi sono isole di eccellenza, come il distretto informatico di Dresda o il centro logistico di Lipsia, ma l'economia nelle sei regioni orientali è sempre alle prese con un'elevata disoccupazione. E i Lander orientali, esattamente come le nostre regioni del Sud, subiscono un tasso elevato di emigrazione: dal 1989, un milione e mezzo di persone ha lasciato la ex Ddr per trasferirsi a Ovest. Due terzi degli emigrati sono donne. Secondo l'Ufficio federale di statistica tedesco, melle regioni orientali del Paese - la città-stato di Berlino, la Sassonia, la Sassonia-Anhalt, il Brandeburgo, la Turingia e il Meclemburgo-Pomerania Occidentale - il numero di famiglie con bambini è calato del 16% tra il 1996 e il 2005. E a Est sono più numerose le coppie senza figli di quelle con bambini.

IDENTITA' E DIFFERENZE - Insomma, è come se la cara Germania, con la riunificazione, abbia ereditato molti dei problemi del nostro meridione. E che abbia trovato, a una cinquantina d'anni di distanza dalle nostre ultime massicce migrazioni, la stessa risposta da dare. Certo, i dati del sondaggio non autorizzano a parlare dello stesso tipo di "razzismo" che in Italia non passa mai di moda grazie all'epiteto di "terroni", ma già nel 1990 tra la gente dell'Ovest girava una frase piuttosto popolare: "siamo stufi di lavorare per mantenere quei pelandroni dell'Est". Già sentita, nevvero? Con la differenza - piuttosto significativa, per la verità - della contrazione demografica, e quella dell'immigrazione che invece dovrebbe movimentare ancora di più il consenso verso i partiti di estrema destra (che già oggi sono al 5%), la Vecchia Europa si scopre sempre più piena dei vizietti che sembrava avere solo l'Italia, mentre la Merkel festeggia il pareggio del bilancio ormai prossimo. Chissà se è vero che la storia non va avanti, ma compie semplicemente continue rotazioni su sé stessa. Per poi tornare sempre al punto di partenza.

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