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6 novembre 2007
Il progresso e la tensione

di Marblestone 


l progresso, si sa, ha portato notevoli semplificazioni della vita di tutti noi. Infatti se da un lato ha permesso di cambiare canale senza alzarsi dalla poltrona, cuocere un surgelato in pochi minuti o speculare sulla borsa di Hong Kong con un telefonino mentre si è seduti su un cesso, dall’altro ha permesso di adottare complesse strategie senza muovere un dito. Una di queste è la nuova strategia della tensione. Una volta per poter invogliare le persone ad una svolta autoritaria che permettesse ai pochi noti di controllare ogni tentativo di protesta e opposizione civile era necessario adottare una serie di misure, la cosiddetta strategia della tensione, piuttosto complicata. A dispetto di quanto si possa pensare infatti non è facile allevare un gruppo neofascista, procurarsi esplosivi e armi, far saltare banche o treni e poi costruire tutta una serie di depistaggi, falsi dossier e testimonianze per instaurare un clima di terrore. Ci scappa sempre una alleanza con la mafia che non va per il verso giusto, un qualche pentito che parla troppo, un benedetto giudice che scava fino a trovare la verità. E’ evidente che una simile strategia è vetusta, rischiosa e, visti i risultati storici, poco efficiente.

IERI, OGGI... - In questi giorni invece abbiamo visto la potenza e l’efficienza della nuova strategia, pulita, democratica e senza rischi. E’ bastato infatti
aspettare il momento giusto (ma anche con le bombe non è che si potesse fare tutto dall’oggi al domani), prendere uno dei mille fatti di cronaca che accadono ogni anno e lasciare che i media lo amplificassero fino a mettere in evidenza alcuni elementi fondamentali: gli immigrati, soprattutto quelli rumeni (ma prima non erano gli arabi?) sono un pericolo per la società, per evitare il ripetersi di simili fatti di sangue tutti quelli che hanno commesso un reato vanno espulsi (anche quelli della Bossi-Fini ovviamente), il potere delle espulsioni passa ai prefetti, le baracche dei rom vanno spazzate via. E’ necessario ripetere che il fatto di cronaca in esame è più unico che raro? Che è stata una donna rumena a denunciare il pazzo che ha commesso questa violenza? Che questo pazzo fosse incensurato e quindi le nuove misure non avrebbero avuto effetto? Che la Bossi-Fini mette in galera dei morti di fame e non becca i veri malviventi?

SCERIFFI OGGI - Il povero Prodi ha subito dichiarato che non succederà mai più (nemmeno la più rigida dittatura riuscirebbe a garantire una simile promessa figuriamoci uno stato che si è dimenticato cosa sia la giustizia) Ma la nota triste di storia è proprio il ruolo dei giornali. Vada per i giornali di destra e la loro retorica ma quando anche un giornale dell’area centrosinistra come “La Repubblica” amplifica con titoloni questo modo di pensare cosa dobbiamo dedurne? Che la volontà di guadagno, la sporca lotta per la copia in più venduta fa si che tutti guardino alla cosiddetta pancia degli italiani, agli istinti più bassi e quindi commercialmente più sfruttabili. Resta da sperare che nonostante tutto, non si arrivi allo scenario bramato da Formigoni a Ballarò: quello del sindaco sceriffo che, a suo avviso, è quello che la gente vuole. Tornare ad uno dei periodi più pericolosi e bestiali della storia contemporanea, quel Far West in cui tutti sparavano a tutti e nessuno era mai al sicuro è proprio il contrario di quello che potrebbe calmare le paure degli italiani.

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19 ottobre 2007
L'elettore medio del centro sinistra

di Gregorj 


'elettore medio del centrosinistra italiano è tranquillo. Non è andato a votare alle primarie, ma non per sfiducia. Ok, forse un pochino anche per sfiducia. Ma soprattutto, non ci è andato perché non ha votato per uno dei due partiti che si sono "sposati", o se li ha votati in ogni caso non si sentiva abbastanza militante di una delle due postazioni. Li ha votati per simpatia, come si apprezza una persona che si conosce da vent'anni. E la si apprezza perché le si vuole bene per alcune - poche - cose che ha fatto, che lo hanno reso talmente soddisfatto da riuscire a dimenticarsi di tutte le altre.

STUPIDO E' CHI... - L'elettore medio del centrosinistra italiano è preoccupato. E' convinto di averla scampata, con questa Finanziaria "che non ti ammazza e non ti cura". E questa diagnosi è valida sia per lui che per il Paese. Ma poteva andar peggio, e non solo perché - per dirla con Woody Allen - poteva piovere. Però poi l'italiano pensa che non puoi scrivere un protocollo del welfare con l'apporto delle parti sociali, riuscire con una botta di culo indicibile a mettere d'accordo sia la Confindustria che Cgil, Cisl e Uil (probabilmente perché alla fin fine hai apportato modifiche solo marginali), trovare l'ennesima botta di culo che i sindacati ti organizzano, votano e fanno votare un simil-referendum che ti dice che su quel protocollo hai l'82% dei consensi, e poi, dopo tutto ciò, quel protocollo lo cambi lo stesso. Per andare incontro a due ministri che alla fine nemmeno ti votano a favore nel Consiglio. E in tutto questo riesci persino a fare incazzare Confindustria e sindacati che ti avevano firmato il primo, e per questo non hanno voglia alcuna di accettare le modifiche, perché altrimenti che figura ci fanno? E qui all'elettore medio viene in mente che Dio non ha mai ordinato a nessuno di essere stupido.

PARTITO, DEMOCRATICO -
L'elettore medio del centrosinistra italiano è in fibrillazione. Perché è cosciente del fatto che se i suoi leader  hanno dichiarato che il Partito
Democratico è la risposta all'antipolitica, forse non avevano capito bene la domanda. E' vero, l'elettore medio si aspettava da questo governo quantomeno che facesse tabula rasa di tutta una serie di leggi entrate in vigore nella precedente legislatura. Tutte? No, dài, troppa fatica. Almeno una: quella sul falso in bilancio. La quale dice che la rendicontazione non veritiera dei fatti aziendali è punita con l'arresto fino a due anni, ma a patto che la falsificazione sia superiore all'1% del patrimonio. Cioé, praticamente, tu puoi rubare solo per l'1%, caro mio. In quel caso, se ti beccano rischi una multa e l'interdizione dai pubblici uffici per 6  mesi. L'arresto per 6 mesi, invece, secondo il pacchetto sicurezza in discussione al Consiglio dei ministri arriva per un venditore ambulante abusivo che si azzarda ad occupare tratti di strade cittadine o extraurbane. Per questo l'elettore medio ogni tanto si chiede se per caso si trova ancora in Italia oppure è finito sul set di Scherzi a parte.

THAT'S ALL FOLKS - L'elettore medio del centrosinistra italiano è quasi rassegnato. Perché lo sa che con questo po-po' di coalizione, governare non è difficile, ma inutile. Però vuole lo s
tesso che chi ha eletto ci provi fino all'ultimo. Non pensa che questo esecutivo farà sorgere il Sol dell'Avvenir. Però crede che lo spazio per fare talune cose essenziali ci sia. E che ci sia anche il tempo per fare qualcosa per la quale meritarsi una citazioncina nelle righe piccole di quei manuali di storia un po' pedanti, che maniacalmente annotano sempre tutto. E se c'è il tempo, e c'è anche lo spazio, manca solo un'altra cosa: la volontà. L'elettore medio del centrosinistra pensa spesso a Mao, che scrisse, citando il saggio cinese: ''Per saper identificare uno stupido basta porgli un dito davanti. Lo stupido guarda il dito, il suo opposto il cielo''. Ed era marxista, mica Pieddino e nemmeno sinistroradicale. Capito, Prodi, capito Veltroni? Sicuri? Facciamo un test. Guardate il dito. Cosa state guardando?

Ps: io sono un elettore di sinistra minimo.

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9 ottobre 2007
Il gioco di Clemente

di Loska 


ome una serie di successo annacqua il proprio canovaccio per dilungare il periodo di messa in onda, così anche la querelle che vede contrapposti l'hainoi Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella e il Pubblico Ministero Luigi de Magistris non vedrà soluzione che il 17 dicembre. Il consiglio superiore della magistratura, infatti, si è riservato più tempo per decidere, viste le nuove evidenze che il guardasigilli si è premurato di fornire come ulteriore peso sulle spalle del giudice napoletano, accusato di aver avuto un "disinvolto rapporto con la stampa del tutto disattento ai profili di riservatezza delle attività di indagine preliminare" e, più in generale, colpevole di "gravi violazioni deontologiche" (varie ed eventuali, verrebbe da aggiungere).

CUI PRODEST? - "Perché Luigi De Magistris, perché proprio lui? Qual è la priorità, l'assoluta, incalzante, impellente, imperiosa urgenza che ha convinto Clemente Mastella a chiedere al Csm di trasferire, in via cautelare, il pubblico ministero di Catanzaro? L'analoga richiesta del ministro contro il procuratore
capo Mariano Lombardi è soltanto il frutto di questa censura. [...]Quindi, è De Magistris il problema di Mastella." Le giuste domande che si pone (e pone) Giuseppe D'Avanzo permettono di fare qualche considerazione in più sul gioco di Mastella, che visto così sembrerebbe avere le stesse regole del celebre crack, il cui scopo era fallire, dichiarare bancarotta. Perchè, per dirla ancora con D'Avanzo, De Magistris indaga su strani giri dipendenti dai finanziamenti Europei in cui figurerebbero anche persone vicine a Mastella, oltre che Prodi: questa "sarebbe stata una buona ragione, per il ministro di tenersi lontano da De Magistris. Glielo avrebbe dovuto consigliare il buon senso e la moderazione". Senza contare che Mastella sa bene di essere sempre sotto l'occhio vigile - e per nulla benevolo - di ogni tipo di media, del popolo e anche di qualche suo collega di sinistra. Un'azione così eclatante come la richiesta di trasferimento per un magistrato (che indaga, val la pena ripeterlo, su guardasigilli e premier), addirittura reiterata il giorno del pubblico processo ad annozero sembra più una precisa strategia che il mefistofelico effetto del destino cinico e baro.

CUI PRODEST? -
Ora, a tirar le somme, viene fuori che Mastella ha tentato di far trasferire un giudice che indagava su di lui. Questo, ovviamente, ha scatenato una marea di polemiche. Se consideriamo che Mastella ha sempre rivendicato per sè il ruolo di "fantoccio" da incolpare al posto di Prodi ("chi attacca me attacca Prodi" e via discorrendo), allora la questione diventa un'altra: Mastella sembrava votato ad un gioco a perdere, però qualora il Csm dovesse respingere la sua istanza di trasferimento - decretando così come errate le sue considerazioni tecniche - potrebbe gridare "al complotto". E non contro di lui soltanto, ma contro Prodi (addirittura). E, per questo, magari, dimettersi. Il Governo, in tal caso, andrebbe in grossissima difficoltà e potrebbe cadere per davvero. Spianando la strada a quelle larghe intese alle quali lavorano tante forze neocentriste. A questo punto bisogna chiedersi se il gioco a perdere di Mastella non sia in realtà un gioco a perdere Prodi.

Edit:
Ecco spiegato il perchè del commento contro la dialettica noi/loro di Gregorj, (ex) direttore di Giornalettismo :P

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