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22 ottobre 2007
Magie finanziarie

di Marblestone 


’è un altro bel tesoretto che potrebbe tornare agli italiani, 5 miliardi di euro che ogni anno vengono sottratti soprattutto ai ceti più deboli. Ma questa volta non si tratta di tasse ingiuste, inefficienti italiche o artifici dei soliti furbetti del quartierino. Perché questi 5 miliardi non vengono fatti sparire dai maghi della finanza ma dai maghi veri e propri. Nell’esperienza quotidiana infatti siamo circondati da immagini di maghi per lo più ridicoli (memorabili le performance di Gennaro d’Auria collezionate da Trashopolis ma grazie ad un sapiente sfruttamento della superstizione, delle paure e delle ansie, delle speranze e delle illusioni delle persone, questi professionisti dell’occulto rubare riescono a vendere a caro prezzo i loro servigi fatti di oroscopi e amuleti, riti contro il malocchio e pozioni che, quando non sono acqua colorata, rischiano anche di essere tossici. E come ampiamente documentato dal sito Antiplagio il loro seguito è enorme (addirittura 10 milioni di persone in tutta Italia) e di conseguenza il giro di affari (quasi tutto esente da tasse, se no che maghi sono!) ammonta ad una cifra annua che è l’equivalente di quasi 100 euro per ogni italiano.

CIARLATANI ALLA RISCOSSA - Il problema è che negli ultimi anni questo fenomeno ha assunto una dimensione ben più ampia: se da una parte infatti i ciarlatani che si spacciano per maghi sono esistiti dalla notte dei tempi (la Bibbia condanna in molti libri la loro attività prescrivendo addirittura la pena capitale oggi essi utilizzano in maniera scaltra i media per accreditare se stessi e allargare il mercato. E i media rispondono in maniera generosa distribuendo oroscopi persino nei notiziari del mattino (il che sarebbe il meno) o ospitando in molte trasmissioni maghi o presunti tali facendoli diventare famosi e quindi assolutamente credibili ad ampie fasce della popolazione. Resta da chiedersi perché in una società in cui oltre a quelli di truffa ed estorsione esistono i reati di esercizio abusivo di professione medica e psicologica e abuso di credulità popolare si condannino i maghi solo in casi eclatanti (praticamente solo se se ne occupa Striscia la Notizia) permettendogli di guadagnare delle fortune.

LA SOLUZIONE? -
Forse perché parte di quel denaro va a gonfiare gli introiti pubblicitari di riviste e televisioni (non solo quelle locali, ma anche quelle nazionali ad esempio con Mediavideo e Televideo) tramite gli immancabili 899, senza che nessun Travaglio si stracci le vesti e gridi allo scandalo perché anche istituzioni pubbliche come la tivù di stato accolgano e diano visibilità a dei ciarlatani in flagranza di reato. Ma la soluzione non è una megaretata che metta fine agli imbrogli ingolfando ancor di più le celle italiane: più semplicemente basterebbe una semplice legge che vieti la pubblicizzazione dei maghi (come avviene da sempre per medici o commercialisti ad esempio) perché anche i media non possano accettare questi danarosi sponsor. I maghi così tornerebbero nella tradizionale nicchia (molto più ristretta) del passaparola permettendo agli italiani di usare questo tesoretto estorto con l’inganno nella magica lotta per arrivare a fine mese.

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7 settembre 2007
La Chiesa e l'Europa

di Loska 


icordate la querelle fra Commissione Europea e Chiesa Cattolica circa i vantaggi fiscali di cui questa godrebbe in Italia? Quella per cui l'Avvenire ha perso la biblica calma, scrivendo che "gli enti non profit, tra cui quelli religiosi ivi compresa la Chiesa cattolica, sono esonerati dal pagamento dell'Ici stessa su immobili utilizzati per specifiche finalità di rilevanza sociale. Chiaro? Sarà per qualcuno dura da accettare, ma questa è la verità dei fatti".

IN EUROPA - Eh già, sarà dura da accettare questa realtà, anche perchè è falsa. Basta confrontare la situazione italiana con quella europea. In Belgio la Chiesa non paga l'Ici per le attività no profit (come tutti gli altri culti) e ha delle agevolazioni anche sulle attività commerciali (chiamate 'Associazioni a finalità sociale'). Inoltre, le chiese non pagano l'imposta sugli immobili. Nella terribile Spagna di Zapatero la strada seguita è la stessa: esenzione dall'Ibi (Tassa sui Beni Immobili) per tutte le proprietà che servono allo svolgimento dell'attività religiosa, facilitazioni fiscali per il no profit e assegnazione volontaria da parte dei cittadini dello 0,7% delle tasse versate. Va detto che anche Spagna e Belgio sono nel mirino della Commissione per la troppa "gentilezza" riservata. Storia diversa in Francia: oltralpe i privilegi fiscali della Chiesa sono stati aboliti durante la Rivoluzione del 1789. Lo Stato finanzia alcune scuole private,
anche religiose, ma a patto che seguano il programma scolastico delle scuole pubbliche e non costringano gli alunni a seguire corsi di religione. Le chiese e i luoghi di culto costruiti prima del 1905 e con fondi pubblici sono proprietà dello Stato e dei Comuni, che ne assicurano la manutenzione. Possono essere usate, a titolo gratuito, per le attività religiose. E i ministri di culto sono soggetti all'imposta sul reddito. L'unico privilegio fiscale vero è l'esenzione dal pagamento delle imposte locali, ma solo per i luoghi destinati al culto. In Germania, invece, c'è l'"imposta sulla religione" (la Kirchensteuer), che viene richiesta ai cittadini dichiaratisi appartenenti ad un qualsiasi "ente di diritto pubblico" (come appunto la Chiesa Cattolica) al momento della registrazione presso gli uffici fiscali. Queste entrate (tra l'8 e il 9% dell'Irpef), vengono poi messe a disposizione delle Chiese. Quanto agli immobili, non esistono imposizioni fiscali soltanto per quelli strettamente legati a scopi religiosi.

IN ITALIA - Ora vediamo la situazione italiana, perfettamente riassunta qui. In Italia il reddito dei fabbricati di proprietà della Santa Sede "è esente dall’Ires, mentre i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e quelli esistenti nei cimiteri e loro pertinenze non vengono considerati produttivi di reddito". E' prevista l’esenzione Ici, relativamente ai fabbricati "destinati in via esclusiva all’esercizio del culto e le relative pertinenze, anche se a partire dal 2007 è prevista anche l’esenzione dell’Ici per gli immobili adibiti a scopi commerciali per la Chiesa". Ancora, le retribuzioni corrisposte ai sacerdoti non sono imponibili ai fini dell’Irap. I proventi derivanti dall’attività dei religiosi appartenenti agli enti ecclesiastici possono usufruire di deduzioni "fino ad un importo corrispondente all’ammontare del limite minimo annuo previsto per le pensioni corrisposte dal Fondo pensioni dei lavoratori dell’Inps". I dipendenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano sono esentati dall’Irpef e dall’imposta locale sui redditi, gli immobili pontifici sono esenti da tributi verso lo Stato, e le merci provenienti dall’estero e dirette alla Città del Vaticano o a uffici della Santa Sede, sono sempre ammesse con piena esenzione dai diritti doganali e daziari. Senza contare, per pietas, l'otto per mille. Caro Avvenire, Jonathan Todd sarà certamente un "bel tipo". Ma lui almeno cerca una soluzione a un problema reale. Al contrario di altri "bei tipi" che lo accusano di mentire. Mentendo.

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3 settembre 2007
Tutto intorno a te

di Gregorj 


ualche tempo fa, su Repubblica, è uscito un articolo che raccontava la storia dei coniugi Brown e della loro guerra al fisco. Ed e Elaine, affiatata coppia ultrasessantenne, non pagano le tasse da 11 anni. Sono stati condannati a gennaio per reati fiscali, lui per tre imputazioni, lei per 17, dal rifiuto di pagare le tasse all'evasione conclamata per un reddito di quasi due milioni di dollari: 5 anni e 3 mesi di prigione e confisca della proprietà. Non hanno mai voluto un avvocato, si sono difesi inizialmente da soli, e poi hanno abbandonato il processo.  E hanno deciso di non fare appello perché "non riconoscono più la legge degli uomini ma solo quella della Bibbia". La polizia sta trattando per una resa pacifica, ma questa tarda ad arrivare anche perché nel frattempo una serie di gruppi di attivisti, dai no global a quelli religiosi, hanno deciso di aiutarli portandogli tutto il necessario per la sopravvivenza, visto che loro nel frattempo, per legittimare la loro "ribellione" al fisco di Washington, l'hanno ammantata di ideale, dichiarando di essere credenti e contrari alla guerra in Iraq e in Afghanistan, e per questo non vogliono finanziare lo stato Usa.

TUTTO INTORNO A TE - Francamente, è un vero peccato che la storia dei Brown sia arrivata a questo punto. Perché la polizia, a mia opinione, ha sbagliato modo di approcciare al problema dell'evasione fiscale, nel loro caso. Invece di utilizzare la forza per ottenere il rispetto della sentenza, se fossimo stati in Italia si poteva fare davvero altro. Ovvero: cominciare sospendendogli i rifornimenti a tutti i servizi essenziali (come in parte è stato effettuato): tagliargli la luce, perché non vorrai mica usufruire di un servizio, visto che non ti piace chi lo fornisce nevvero? Subito dopo, fare lo stesso con acqua, gas, telefono e internet. Per lo stesso motivo. Poi, targliargli tutte le vie di comunicazione con l'esterno. Le strade, le avete presenti? Le ha fatte quello Stato che voi schifate. Mica vorrete utilizzarle, visto che le ha costruite quel cattivone, no? Certo, se volete proprio dire qualcosa a qualcuno, però, potete utilizzare i piccioni viaggiatori. Ma sia chiaro: non potete andarli a comprare al mercato. Perché il libero scambio tra beni e moneta è sovraordinato - e regolamentato - da una struttura che a voi non sta tanto simpatica. Esatto, proprio lo Stato. Quindi, nisba. A quel punto, che volete mangiare stasera? Avete richieste particolari per il menù? Bene, fatele. Ma tenendo presente che per lo stesso motivo di cui sopra, non potete nemmeno fare la spesa. Esatto, anche quei negozi sono lì perché c'è una sovrastruttura che glielo permette. E loro le tasse le pagano. Voi no. Cosa vi fa male? Il pancino? Beh, potete cogliere qualche erba medicale che cresce nel vostro giardino. Ah, c'è solo ortica? No, mi dispiace niente dottore. Come, "perché"? Per lo stesso motivo di cui sopra, no? La sanità è un servizio essenziale che lo Stato somministra a tutti i cittadini, e anch'esso in parte finanziato dalla fiscalità. Capite adesso perché dovete farvi qualche impacco d'erba, e non potete andarvi a curare fuori? Ora, questo non vuol dire che sul vostro territorio non ci possa essere libero passaggio. Nel senso che voi non potete uscire, a meno che non evitiate le strade STATALI, ma in compenso gli altri possono entrare nei vostri possedimenti. Specialmente se malintenzionati. Poi, voi potete pure difendervi - finché non finirete le munizioni, e mi auguro che ne abbiate fatta buona scorta - ma prima o poi i proiettili finiranno, od arriverà qualcuno che sparerà più veloce di voi. E non vi azzardate a chiedere aiuto a noi. Perché noi siamo lo Stato, e garantiamo sicurezza solo a chi paga le tasse.

LIETO FINE? - I signori Brown finirebbero esattamente qui. Sopraffatti, prima o poi, per la legge delle probabilità, da qualcuno più forte di loro. Come sarebbe giusto nello Stato di natura dove vorrebbero vivere. Questa storia sarebbe d'insegnamento non solo a loro, ma anche a tutti quelli che in Italia hanno la stessa voglia. E non servirebbe, come scusa, il dire che qualcuno di, o magari tutti questi servizi, non funzionano bene. Perché in primo luogo una condizione necessaria ma non sufficiente per farli benfunzionare, è proprio che paghino tutti. E ovviamente, solo chi paga tutto il suo ha diritto di protestare in caso di malfunzionamento. In secondo luogo, qualcosa che non funziona per difetto intrinseco può essere riportato - o magari portato per la prima volta - all'efficienza attraverso una riforma più o meno radicale. Ma senza il buon funzionamento del meccanismo regolatorio e autoregolantesi che lo sistema e lo legittima - lo Stato - quanto detto sopra non potrà mai accadere. E quel buonfunzionamento dipende da tutti, sapete sig.ri Brown, Rossi, Bianchi, Neri, eccetera? Sì, esatto. Purtroppo per noi, anche da voi. E per Noi intendo quelli che contribuiscono correttamente a quel buonfunzionamento. Quindi, per favore, evitate di fare i furbi. Ed evitate anche di ammantare la vostra furbizia con delle chiacchiere ideali. Perché a tutto c'è un limite. E quelli che finora sono stati buoni potrebbero persino incazzarsi. Specialmente quando i furbi si vogliono far passare per fini pensatori.

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