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23 novembre 2007
Il calcio nel pallone

di Loska 


rmai in Italia, quando ci si riferisce alla violenza nel calcio, nessuno può fare a meno di pensare a biechi individui vestiti di nero, incappucciati, assetati di sangue e perdipiù volti a rovesciare l'ordine dello Stato (Amato ©) per instaurare una dittatura in cui il calendario preveda solo la domenica. Roma, Lazio, Juventus, non importa quale sia la fede: ciò che conta è la becera violenza. Verrebbe da dire: "mandiamo questi ultras a vedere cos'è davvero il giUoco del calcio, quello da figurine panini, quello della passione, delle risate e della giUoia! Mandiamoli a vedere le partite delle serie inferiori, e diamogli una lezione!".
Massì, mandiamoceli.

IL BEL GIUOCO DEL CALCIO - Prendiamo una gara qualsiasi del campionato provinciale di Latina juniores. Già il pensiero corre a ragazzini spensierati che emulando Holly e Benji inseguono il sogno dei mondiali sfidandosi co
n onestà e fair play. Come ad esempio ha fatto un giocatore durante la gara real Doganella Calcio - Virtus Campo di Carne (nomi NON di fantasia) che - da referto arbitrale reperibile sui siti delle Figc regionali  - ha rivolto "all'arbitro [...] parole blasfeme a seguito delle quali egli lo espelleva senza tuttavia che il calciatore abbandonasse il terreno di gioco; anzi rivolgendosi ai componenti della panchina avversaria li faceva oggetto di offese ed insulti". Da vero sportivo, uno di loro "lo rincorreva, ma veniva fermato dai propri compagni di squadra". Basta così? Ma manco per niente! "nello stesso frangente, l'arbitro notava che il Sig.XXXX offendeva e minacciava un avversario e pertanto lo espelleva, tuttavia alla notifica del provvedimento, questo reagiva colpendo con estrema violenza un avversario al fianco sinistro tanto da farlo piegare su se stesso". E vissero tutti felici e contenti, tanto che "a seguito di ciò si generava una rissa generale fra tutti i partecipanti alla gara" in cui l'allenatore di una delle due squadre è stato notato "afferrare una spranga di ferro con la quale tentava di colpire un avversario".

ARIDATECE CANA'! - Quasi sembra di mandare questi poveri arbitri allo sbaraglio: qualcuno ne ha minacciato uno per "far giocare due calciatori privi di validi documenti di riconoscimento" (La iena e the fox?), alcuni si sono limitati ai soliti "pesanti insulti", altri ancora "al termine della gara minacciavano l'arbitro sputandogli più volte". Non un bel quadro, certo, ma sempre migliore di quello che concluderà questo viaggio negli inferi del calcio da oratorio (come direbbe Repubblica.it). Dopo un'espulsione durante la gara Cesangels Club - Sabazia Calcio, il giocatore sanzionato "rivolgeva frasi offensive all'indirizzo dell'arbitro. A questo punto mentre l'arbitro notificava il provvedimento di espulsione, un altro giocatore" non identificato, gli ha tolto "dalle mani il cartellino di notifica lanciandolo in terra". E qui, finisce la mera violenza da stadio e inizia...l'orrore. "Mentre l'arbitro si china per raccogliere il cartellino viene colpito alle spalle da un calciatore non identificato"... con "due calci sulle natiche". Immaginate questa scena, la prossima volta che penserete male della moglie dell'arbitro. Un martire che ogni domenica ha a che fare con il vero calcio violento, che non è a Roma, Milano e Torino. O perlomeno, non solo.

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20 novembre 2007
Sangue e arena!

di Gregorj 


degno richiamar del post di ieri, riportiamo una striscia di Stefano Disegni e Massimo Caviglia apparsa su Cuore. Racconta una domenica allo stadio di "ordinaria follia ultras". Interrotta, però, da una forma di follia non proprio così ordinaria. E che, alla fine, con un sorriso amaro spiega tutto quel che c'è da capire su quanto ci accade più o meno intorno.












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16 novembre 2007
A tu per tu con l'orrore (un tanto al kg)

di Gregorj & Kuros 


ccodandoci anche noi alla moda imperante delle trasmissioni come Matrix, Porta a Porta, Primo Piano, Anno Zero, L'Italia sul 2 etc, abbiamo deciso di intervistare uno degli Ultras che stanno mettendo a ferro e fuoco l'Italia con la loro violenza e pazzia. Per farlo, come del resto immaginavamo, abbiamo dovuto sostenere prima una prova d'iniziazione durissima, che ha previsto la nostra bendatura, il transito attraverso un passaggio segreto e un ponte levatoio, e l'entrata in una stanza buia dove ci hanno sottoposto al rito iniziatico dello Schiaffo del Soldato. Poi ci hanno fatto sputare per tre volte sulla Costituzione. Ovviamente, allo scopo di garantirgli il necessario anonimato - perché altrimenti questa feccia della società non ha il coraggio di dire la propria - abbiamo contraffatto la sua voce nelle risposte.

Buonasera, lei quindi è un Ultras?
Eh? No, guardi, io sto aspettando l'autobus che mi deve riportare a casa ed è pure in ritardo. Il biglietto ce l'ho. Se lei è della tv, consideri che dopo quella volta della Mondialcasa non compro più niente.

Quindi lei ammette di far parte di quella frangia violenta e irresponsabile che vuole sovvertire l'ordine dello Stato, come ha di recente detto l'illustre sociologo Franco Ferrarotti sul Corriere?
Chi? Guardi, io di Ferrarotti conosco solo un mio compagno delle elementari che poi ha fatto il salumiere come il padre.

Beata ignoranza. Saranno anni che lei non compra un giornale. Per quale squadra tifa?
Io veramente non faccio il tifo per nessuna squadra.

La risposta è agghiacciante. Vuol dire che lei non è minimamente interessato allo spettacolo calcistico, ma solo a distruggere e a fare danni. Ma passiamo alla politica. Lei è di destra o di sinistra?
Mah... veramente non vado mai a votare.

Ecco! E secondo lei, questo non riconoscere destra e sinistra come valori fondanti della nostra società, e di qui la spinta verso il nichilismo più deteriore, non è un pericolo per l'assenza di valori e blablabla che non riesco più a finire la frase?
Guardi, io prima ci andavo a votare, ma poi mi sono reso conto che è tutto un magna magna, e quindi...

Con questa frase lei dimostra di aver interiorizzato una cultura cannibalesca, che fagocita tutti gli impulsi positivi della nostra società rigurgitandoli in un impasto di disperato nichilismo. Ma della gravità del fatto non dice niente? Le pare normale che un ragazzo si piazzi sulla traiettoria del proiettile sparato da un agente mentre si addestra al poligono, soltanto allo scopo di consentire poi a voi Ultras di mettere in atto un piano già studiato da anni e anni nei minimi particolari per assaltare le Questure e minacciare l'ordine democratico?
Scusi, ma lei è sicuro di sentirsi bene?

Ecco. Edonismo privo di valori. Il paese brucia e lei pensa solo al “sentirsi bene”, al proprio benessere personale, disinteressandosi alla sorte di un povero agente che ora è vittima di una campagna mediatica d’odio per aver fatto solo il suo dovere. Per lei questo agente è il nuovo Calabresi?
Veramente non so da che regione venga l’agente che ha sparato.

Non avevo dubbi. Le specificità locali non contano, nella sua mente annebbiata dalla violenza, fomentata solo dall'animalesca logica del branco. All’interno di queste dinamiche, si vede nei panni del bullo o del gregario?
Aaaah, ora ho capito, è un’intervista di moda? Io metto solo i panni che compro da Oviesse, costano poco.

Vestiti, mode, marche, grandi firme che prendono il sopravvento su ciò che davvero conta nella vita. Vuole dire qualcosa per chiudere l’intervista? Ora il microfono è suo. Parli, si esprima. Gli occhi di tutta Italia sono su di lei.
Ciao mamma!


Da non sottovalutare quest'ultimo richiamo dell'intervistato alla sua genitrice. Schiavo del familismo immorale, forse incestuoso, o forse ha massacrato la madre a colpi d’ascia per il solo gusto di farlo. Subito dopo questa risposta, l'Ultras si è dileguato nel buio della notte salendo su uno strano pullman di colore verde dove - forse - lo attendevano altri suoi compagni per studiare la messa a punto della prossima azione eversiva contro il Bene assoluto. Dove finiremo di questo passo, se gli organismi preposti alla sicurezza continuerano con il loro lassismo?


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