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10 settembre 2007
La macchia della Notte Bianca

di Loska 


ue milioni e mezzo di visitatori che hanno animato Roma fino alle luci dell'alba, un fatturato totale di 135,5 milioni di euro, per una festa di musica, teatro, musei aperti all the night long e addirittura libero shopping. Questa la Notte Bianca 2007 di sabato. Ma se al Comune capitolino va il merito di aver saputo portare al successo un evento di tale portata, non si può non ricordare anche un'ipocrisia che il Campidoglio continua a preservare: la questione degli sponsor etici.

IL REGOLAMENTO - Nel 2004 il Comune di Roma ha approvato un regolamento con cui "si impegnava a selezionare i propri sponsor non solo in base alla convenienza economica della sponsorizzazione, ma anche in base all’eticità degli stessi". Erano quindi tagliate fuori le imprese coinvolte in violazioni dei diritti umani, sociali o ambientali. Per rendere più facile l'applicazione del regolamento, venne prevista la creazione di un Comitato da interpellare per
vagliare la responsabilità delle aziende aspiranti. Il 21 giugno 2007, due mesi prima della Notte Bianca, il comitato si è espresso sull'evento, dichiarando nero su bianco che molte imprese sponsor non erano idonee a causa di sospetti comportamenti irresponsabili: è il caso di BNL e Banca di Roma (che detengono anche la tesoreria del Campidoglio), indicate nel rapporto annuale del Premier al Parlamento come "coinvolte nel commercio delle armi". O dell'ENI, per le presunte violazioni ambientali in Nigeria. Ci sono anche Telecom (privacy violata e pubblicità ingannevole) e Unipol (coivolta in uno scandalo finanziario). Al parere del comitato, si sono inoltre aggiunte le voci di 54 associazioni tra cui WWF, Grenpeace, Legambiente ed Altraeconomia, che hanno tirato in ballo anche l’Enel, accusandola di fornire un rilevante contributo all’inquinamento. E con una facile ricerca su Internet, si scopre che in realtà le violazioni totali (per tutti gli eventi comunali sponsorizzati) sono ben 404, e vanno dalla presenza di sponsor tacciati di collaborare con regimi oppressivi (Microsoft) a imprese non attente a salute e sicurezza (Nestlè/Motta)

LA MOGLIE UBRIACA - "Una grande festa popolare, gratuita grazie agli sponsor e quindi capace di far fruire la cultura indipendentemente da quanti soldi si hanno in tasca". Questa era la Notte Bianca per Veltroni. E' impossibile trovare uno sponsor etico in grado di coprire la spesa economica sostenuta dalla BNL? Ok, ma allora lo si dica tranquillamente, senza doversi nascondere dietro un dito. Combattere una battaglia poggiandosi a chi di quella battaglia è la principale causa è, quantomeno, poco coerente. Forse, una condotta ipocrita. Di certo, un comportamento tutt'altro che etico.


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12 giugno 2007
APPUNTAMENTO COL SENTIMENTO

di Ricchiuti 


Vivere fa male. Persino ogni sospiro è intessuto di dolore. Intriso, inzuppato d’ogni languore, arriva sino alle dita, per quanto forte possa essere la capacità che abbiamo di soddisfare il desiderio lenire ogni dolore è impossibile. Siamo nati per soffrire. La valle di lacrime. Questa casa non è un albergo. Io non ti ho mai amato. Si, ero sincero ma solo perché ho finto. Non eri tu ma tua sorella la donna da sposare, non eri tu ma tuo fratello quella volta in riva al mare. La stessa ambizione con cui giocherelliamo sempre, ma cos’è, a sentir John Lennon la vita non è altro che ciò con cui giochiamo, ciò a cui ambiamo, mentre gli altri, ad esempio la banca o il padrone di casa o la vecchia fiamma del liceo, su di te fanno progetti. Ecco, a proposito di banche, di malinconia nel vivere e chi comandi nelle nostre vite, di dita che aiutano a comporre numeri e di sogni che aiutano a vivere meglio, giunge a proposito il D’Alema segreto e vero, quello intercettato. Sù Giovanni, “facci sognare”.




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8 giugno 2007
CAPITANI CORAGGIOSI?

di Gregorj 


Una questione puramente formale, di quelle che capiscono solo i capoccioni della giurisprudenza. Ma, se tutto va come deve andare, se ne parlerà per settimane. Succede questo: il giudice per le indagini preliminari di Milano, Clementina Forleo, ha in mano ormai da un anno delle intercettazioni che risalgono al periodo delle scalate parallele di Unipol sulla Bnl e Bpi sull'Antonveneta. Nelle telefonate parlano insieme a vari personaggi coinvolte nelle inchieste, D'Alema, Fassino e La Torre (per i Ds) e Grillo, Comincioli e Cicu (per Forza Italia). Quei nastri scottano, come e più degli altri, ma fino ad ora sono rimasti sepolti nel silenzio del segreto investigativo. Un segreto che la Forleo ha deciso di togliere: da lunedì 15 giugno, così ha deciso il gip di Milano, saranno a disposizione dei difensori degli imputati, e quindi - secondo la logica malata italiana - dell'opinione pubblica. I presidenti di Camera e Senato hanno tentato di bloccare tutto con una lettera nella quale si ricorda che, secondo la legge Boato, per l'uso processuale di intercettazioni dei parlamentari ci vuole l'autorizzazione del Parlamento, ma difficilmente la Forleo si lascerà intimidire.
In quelle intercettazioni ci dovrebbe essere un D'Alema che scopertamente "tifa" per Unipol, elargendo suggerimenti a Consorte, mentre il suo braccio destro Nicola La Torre si prodiga in particolari finanziari e giudizi magari un po' pesanti sull'establishment italiano e sui compagni di cordata (compreso quel Monte dei Paschi dipinto come "traditore"). Queste intercettazioni "segretissime" sarebbero già da tempo in possesso de Il Giornale, ed è inutile dire che sul contenuto si favoleggia in tutti i salotti buoni possibili e immaginabili. Ecco perché, dicono molti, D'Alema qualche settimana fa se n'è uscito con quel "rischiamo un nuovo '92", con la delegittimazione della politica, ed ecco anche perché nessuno si è scomposto più di tanto quando la Stampa ha tirato fuori quel dossier sicuramente opera dei servizi sui presunti fondi del presidente Ds: è sembrato a tutti solo l'antipasto, mentre il piatto forte è un altro. Ora, però, quale che sia il contenuto di queste intercettazioni, forse sarebbe meglio che D'Alema si rendesse conto che in questa situazione di incertezza l'unico che ha da perderci è proprio lui. Tutta questa suspence è inutile, inutile è anche sperare che duri. Ed è inutile anche sperare che le sue telefonate facciano la stessa fine di quelle tra Fiorani e Berlusconi, che sono finite distrutte a causa di un errore di attribuzione nei fascicoli delle due scalate del 2005. E allora meglio, molto meglio, un'operazione-verità, come suggerisce Gago. Tanto vale dirlo: "Sì, tifavamo per Unipol. E allora? Per chi dovevamo tifare, per Mediolanum?". Sarebbe bello che D'Alema, che passa per politico di grande coraggio, si rendesse conto che questo stillicidio non può continuare. A meno che quelle telefonate non svelino cose che davvero non si possono ancora svelare, legate ai rapporti di potere economici tra mondo cooperativo e sinistra. Ipotesi improbabile. Non si può credere che la stessa persona che andava a braccetto con gli Hezbollah sotto le bombe a Beirut non abbia il coraggio di dire che andava a braccetto con Consorte e Sacchetti. O no?

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EDIT: A seguito di questa notizia, che commentare senza scadere in rancore è difficile per chi ha vissuto l'agonia di Piergiorgio (ciao capitano, tu sì, coraggioso) cercando di capirlo alla faccia di una millantata etica che fatichiamo ancora a concepire, è nata una petizione di solidarietà. Vi si chiede solo un commento: "Sì, anche io sono Mario Riccio". Grazie.




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