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19 ottobre 2007
L'elettore medio del centro sinistra

di Gregorj 


'elettore medio del centrosinistra italiano è tranquillo. Non è andato a votare alle primarie, ma non per sfiducia. Ok, forse un pochino anche per sfiducia. Ma soprattutto, non ci è andato perché non ha votato per uno dei due partiti che si sono "sposati", o se li ha votati in ogni caso non si sentiva abbastanza militante di una delle due postazioni. Li ha votati per simpatia, come si apprezza una persona che si conosce da vent'anni. E la si apprezza perché le si vuole bene per alcune - poche - cose che ha fatto, che lo hanno reso talmente soddisfatto da riuscire a dimenticarsi di tutte le altre.

STUPIDO E' CHI... - L'elettore medio del centrosinistra italiano è preoccupato. E' convinto di averla scampata, con questa Finanziaria "che non ti ammazza e non ti cura". E questa diagnosi è valida sia per lui che per il Paese. Ma poteva andar peggio, e non solo perché - per dirla con Woody Allen - poteva piovere. Però poi l'italiano pensa che non puoi scrivere un protocollo del welfare con l'apporto delle parti sociali, riuscire con una botta di culo indicibile a mettere d'accordo sia la Confindustria che Cgil, Cisl e Uil (probabilmente perché alla fin fine hai apportato modifiche solo marginali), trovare l'ennesima botta di culo che i sindacati ti organizzano, votano e fanno votare un simil-referendum che ti dice che su quel protocollo hai l'82% dei consensi, e poi, dopo tutto ciò, quel protocollo lo cambi lo stesso. Per andare incontro a due ministri che alla fine nemmeno ti votano a favore nel Consiglio. E in tutto questo riesci persino a fare incazzare Confindustria e sindacati che ti avevano firmato il primo, e per questo non hanno voglia alcuna di accettare le modifiche, perché altrimenti che figura ci fanno? E qui all'elettore medio viene in mente che Dio non ha mai ordinato a nessuno di essere stupido.

PARTITO, DEMOCRATICO -
L'elettore medio del centrosinistra italiano è in fibrillazione. Perché è cosciente del fatto che se i suoi leader  hanno dichiarato che il Partito
Democratico è la risposta all'antipolitica, forse non avevano capito bene la domanda. E' vero, l'elettore medio si aspettava da questo governo quantomeno che facesse tabula rasa di tutta una serie di leggi entrate in vigore nella precedente legislatura. Tutte? No, dài, troppa fatica. Almeno una: quella sul falso in bilancio. La quale dice che la rendicontazione non veritiera dei fatti aziendali è punita con l'arresto fino a due anni, ma a patto che la falsificazione sia superiore all'1% del patrimonio. Cioé, praticamente, tu puoi rubare solo per l'1%, caro mio. In quel caso, se ti beccano rischi una multa e l'interdizione dai pubblici uffici per 6  mesi. L'arresto per 6 mesi, invece, secondo il pacchetto sicurezza in discussione al Consiglio dei ministri arriva per un venditore ambulante abusivo che si azzarda ad occupare tratti di strade cittadine o extraurbane. Per questo l'elettore medio ogni tanto si chiede se per caso si trova ancora in Italia oppure è finito sul set di Scherzi a parte.

THAT'S ALL FOLKS - L'elettore medio del centrosinistra italiano è quasi rassegnato. Perché lo sa che con questo po-po' di coalizione, governare non è difficile, ma inutile. Però vuole lo s
tesso che chi ha eletto ci provi fino all'ultimo. Non pensa che questo esecutivo farà sorgere il Sol dell'Avvenir. Però crede che lo spazio per fare talune cose essenziali ci sia. E che ci sia anche il tempo per fare qualcosa per la quale meritarsi una citazioncina nelle righe piccole di quei manuali di storia un po' pedanti, che maniacalmente annotano sempre tutto. E se c'è il tempo, e c'è anche lo spazio, manca solo un'altra cosa: la volontà. L'elettore medio del centrosinistra pensa spesso a Mao, che scrisse, citando il saggio cinese: ''Per saper identificare uno stupido basta porgli un dito davanti. Lo stupido guarda il dito, il suo opposto il cielo''. Ed era marxista, mica Pieddino e nemmeno sinistroradicale. Capito, Prodi, capito Veltroni? Sicuri? Facciamo un test. Guardate il dito. Cosa state guardando?

Ps: io sono un elettore di sinistra minimo.

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8 ottobre 2007
Antipolitica, una sfida alla sinistra

di Gregorj 


on tagliano i costi del Quirinale e le auto blu perché sono statisti che stanno rifacendo lo Stato. No. Lo fanno perché sono degli umorali spaventati dagli umoristi". Questa frase, tratta da un editoriale di Francesco Merlo comparso su Repubblica venerdì scorso, è una perfetta descrizione dello stato delle nostre istituzioni. Il "decretino" sui costi della politica varato dal governo - del quale, con grande signoria istituzionale e capacità di "fare squadra", il presidente della Camera Fausto Bertinotti rivendica la primogenitura - è ridicolo proprio per questo, non per la supposta incapacità di essere incisivo. Perché è chiaramente un contentino allungato con mano tremolante di paura a quella piazza a-politica, a-partitica, a-ncazzata, a-nfame che ha conquistato le prime pagine dei giornali a forza di facile indignazione montante e invettive pelose ma incalzanti. Di quelle che una Politica, con la p maiuscola, ignora se è forte, visto che poi passano come le mode.

I CASI DELLA VITA - Beppilbullo, intanto, più furbo di tutti, li ha già scavalcati a
destra. Pubblica una "delle tante mail" che riceve contro i rumeni. Dice che "i confini della Patria una volta erano sacri, e i politici li hanno sconsacrati", con un linguaggio da Istituto Luce. La mail, nessuno lo nota, gli è "provvidenzialmente" arrivata dopo la condanna a 6 anni e mezzo di carcere data per omicidio colposo a un rom che ha ucciso 4 ragazzi: lui non la cita, la condanna, non dice che la pena è troppo lieve. Non può farlo, visto che Grillo è stato condannato per lo stesso reato e ha preso meno anni di carcere del "maledetto zingaro". Però intanto trova il modo di soffiare sul fuoco, di occupare un altro spazio mediatico e di intercettare il consenso interessato dell'Uomo Qualunque. Anche se qualcuno non ci sta, e comincia a mangiare la foglia. E qualcun altro invece la foglia l'ha già mangiata da un pezzo dice: "Sei anche tu un gabbiano ipotetico con le piume incatramate della spessa melma dell’opportunismo e le zampe incollate al vischio religioso del solito vangelo secondo licio gelli che informa tutta la politica italiana e chiunque intenda immischiarcisi".

E INVECE... - Invece no. In questo modo si rischia di dare ragione a Grillo molto più di quanta non ne abbia, come dice Merlo stesso. Ovvero: posto che i privilegi sono odiosi, e chi ne approfitta si dimostra comunque arrogante, tagliarli per fare un favore a chi urla significa abdicare ai propri doveri e alle priorità che ci si deve dare. Che sono quelle di tagliare davvero le spese dello Stato, a partire da quel debito pubblico che ci impedisce di utilizzare le risorse per creare, come sarebbe necessario, un Welfare che faccia da cuscinetto ai lavoratori e sia il necessario contraltare della flessibilità, senza il quale la seconda continua a creare ingiustizie sociali che generano VERO malessere, e non mal di pancia. Oppure quella di fare seria politica industriale, introducendo elementi di concorrenza in tutti quei mercati protetti che vivono di rendita, e rappresentano essi stessi la vera Casta che involve questo Paese. E che blocca, con il suo seguito di nepotismo e lobbysmo collusivo, la mobilità sociale in Italia. A 360 gradi, senza paura, incidendo sul coltello proprio dove fa più male, e fare a meno, se necessario, di quell'obolo monetario o di consenso procurato - attraverso articolesse di giornali perfettamente riconoscibili ad un occhio allenato -  che costerebbe. Oppure ancora avendo il coraggio di promuovere quella cultura di tolleranza della quale la sinistra dovrebbe farsi carico, senza sentire quel prudere la pancia che li spinge a farsi alfiere del "no pasaran" contro la pericolosa Casta dei Lavavetri. Magari, fare le tre cose insieme. 'Che non dorbebbe essere nemmeno così difficile, se se ne fa un po' per volta.

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20 settembre 2007
Appuntamento col sentimento

di Ricchiuti 



ontezemolo è stato una tantum inderogabile.


A costo di non spettinarsi, cioè a costo zero, non si muoverà di un sol passo sull’accordo preso dal Governo e i sindacati. Nessuna deroga, resterà immobile, il protocollo sul Welfare è supercalifragilistichespiralidosamente “immodificabile”. I sindacati certo hanno firmato, ma la cosa è assai meno grave.

Comunque il paventato sciopero, del 20 Ottobre, generale o non generale, di maggioranza o di non maggioranza, di lotta e pure di governo, spaventa poco.

Basterà, infatti, per porvi rimedio, veramente poco. Qui tutti, sogghigna Montezemolo, han dimenticato che prima dell’ottobre rosso, alla classe operaia, scenderanno in campo, a romperle il culo, i quarantamila, capetti, promessi, sin dal novecentottanta, dal quadretto Capezzone.



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