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23 settembre 2006
Bin Laden morto di tifo. Anche lui era dell'Inter

di Gregorj 


"E' la gonseguenza brevedibile di guel ghe noi digiamo da anni. Basta con la violenza negli shtadi". Così Aldo Biscardi ha reagito alla notizia della morte di Bin Laden per tifo diffusa dai media francesi. Intanto grande sconcerto nell'opinione pubblica mondiale: del pericoloso capo di Al Quaida si sapeva quasi tutto: che era stato al soldo degli Stati Uniti, che era un po' zoppo per un incidente eccetera. Ma nessuno si aspettava che fosse tifoso dell'Inter. E invece era proprio così: per questo il principe del terrore saudita non ce l'ha fatta. Troppo forte è stato lo shock mercoledì sera alla vista di Ibrahimoc che sbagliava il rigore. Osama Bin Laden, localizzato in Pakistan lo scorso 23 agosto, sarebbe stato colpito da una paralisi che non ha potuto curare a causa dell'isolamento nel quale viveva per fuggire alla cattura. Sembra che tifasse Inter segretamente da quando era piccolo, e andava con i soldatini a distruggere le costruzioni con i Lego degli altri bambini. Ha capito che l'unica soluzione per chi tifa Inter e ha manie depressive è il suicidio. Tra l'altro, il sospetto che non stesse tanto bene nell'ultimo periodo era confermato dal fatto che di recente erano stati diffusi soltanto suoi messaggi audio. Il motivo è presto spiegato: tra la costernazione dei suoi fedelissimi, Bin Laden negli ultimi tre mesi si metteva addosso solo la maglietta dell'Inter, sulla quale aveva cucito artigianalmente uno scudetto. Si sussurra poi che per questo fosse diventato motivo di derisione anche tra i talebani afgani, notoriamente anche loro molto vicini a Moggi. Nei diari segreti ritrovati sul suo comodino accanto alla foto di Moratti si leggono testimonianze incredibili: riti islamici per il malocchio contro Inzaghi, calendari delle stagioni già compilati con i risultati immaginati per stilare una possibile tabella di marcia per lo scudetto, e un album di figurine in cui i giocatori di Juve e Milan appaiono tutti con la testa mozzata. La suoneria del suo cellulare era "Pazza Inter", in una rarissima versione cantata da Oriali con Branca che gli faceva il controcanto sul modello di One degli U2. Ovviamente, anche il suo telefonino era intercettato: e si sussurra che il Sismi abbia un armadio pieno di registrazioni di chiamate con Mancini, nelle quali Bin Laden dava consigli tecnici all'allenatore dell'Inter - che ovviamente il Mancio non seguiva.
Ora Al Quaida è senza il suo capo carismatico. Ma per poco: i terroristi, per sostituirlo, avrebbero già contattato Guido Rossi.
Gregorj & Tasslehof
Sabatosenzauncazzodafare Production

EDIT/Post pubblicato da quei mattacchioni di LiberoBlog: grazie a redazione e commentatori





permalink | inviato da il 23/9/2006 alle 13:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa

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