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20 novembre 2006
SEI MESI DI FREGNACCE

di Esse Emme 


di GV & EsseEmme

Tra Prodi e Berlusconi di differenza ce n'è poca. Ieri ci siamo messi a gironzolare per i giornali on line, e siamo rimasti colpiti da un titolo comparso sul Corriere.it, che parlava di una serie di tabelle mostrate in una conferenza stampa dai ministri Enrico Letta e Giulio Santagata detto Tony. Venti slide, sessantotto pagine di sintesi dell'attuazione del programma, intitolate "Sei mesi di governo". Un dossier su quanto già fatto e quanto messo in cantiere dall'esecutivo. Insomma, un deciso sforzo comunicativo che fa tornare alla mente i grafici cui fece ricorso Berlusconi quando era a Palazzo Chigi. Con tutta l'ironia che ovviamente all'epoca ne seguì per quelle tabelline un po' artefatte e spesso sballate nei contenuti, oltre che allegramente "ottimiste" sulle previsioni. La cosa carina è che alla fine della conferenza stampa il portavoce di Prodi, Silvio Sircana, rivolto ai giornalisti ha detto: "Potete leggere per le prossime due-tre settimane". E a quel punto non abbiamo resistito: visto che in questo periodo siamo impegnati, meglio cominciare a leggerlo subito (lo potete ammirare anche voi qui), così ci portiamo avanti con il lavoro. Subito a pagina 2, sotto il titolo “Una pubblica amministrazione di qualità”, leggiamo la voce: Riduzione del 30% delle indennità del Presidente del Consiglio e di tutti i ministri. Beh, giusto no? Peccato che non sia vera... Come potete leggere qui, la norma è stata stralciata e modificata, e interesserà solo i ministri che sono anche parlamentari. Bello anche il capitolo "Tagli alle spese per consulenze e per missioni all'estero". Perché se andate a leggere il documento integrale, vi accorgete che lì non c’è traccia in decreti o leggi su tagli alle consulenze. Si parla di tagli generici agli Enti locali, al ministero degli esteri, ma nulla  riguardo le consulenze. Sul capitolo riguardante la politica estera, poi, ci sono dei numeri niente male: si intitola "Italia protagonista", e il secondo punto recita: "Rientro del nostro contingente dall'Iraq". Ora, in qualunque modo la pensiate, è difficile definire un'uscita di scena come una cosa da protagonisti. O no? Poi, il governo si vanta di aver fatto il Progetto Cina per migliorare gli scambi e i rapporti con l'estremo oriente. Ebbene, il progetto Cina è un’idea – diamo a Cesare quel che è di Cesare – del precedente governo. Di Berlusconi, avete presente? Dire che sia frutto di questo esecutivo è un po’ come tagliare i nastri di opere che sono state costruite in venti anni come se si fosse stati i soli artefici del lavoro. Il governo poi si bulla di aver effettuato un "Adeguamento sistematico alle direttive europee". Grazie al piffero. Alle direttive gli Stati membri DE-VO-NO adeguarsi. Hanno ratificato un trattato e ne sono legati. Simpatico anche che il governo si faccia carico di aver "ricominciato il processo di costruzione europea". Ecco, non per essere pedanti, ma la costruzione europea è ferma da giugno, dalla ratifica dell’Estonia. A meno che non ci fossero emissari del governo italiano a mettere le schede del sì nelle urne (dopotutto siamo bravi in Italia in questo), non credo che Prodi e ciurma possano prendersene il merito. Sempre in questa spudorata pubblicità, pagata con il denaro della Presidenza dei Ministri - che dovrebbe invece operare i tagli, secondo quanto dicono - si parla genericamente di "politiche per gli italiani nel mondo", ma si omette di ricordare che “I fondi per il rimborso delle spese elettorali nella circoscrizione estero sono incrementati dell’1,5% (sempre dal documento integrale)”. In pratica, quei milioni di euro che il senatore Pallaro chiedeva a gran voce, dicendo che sennò avrebbe fatto cadere il governo. Insomma, il premier si sta vantando di aver comprato il voto di un senatore. Complimenti.
Ma la cosa più divertente di tutte è vedere il governo Prodi vantarsi di aver istituito tutta una serie di fondi per aiutare le categorie in difficoltà: leggiamo a questo punto testualmente da pag. 12 del documento integrale quali sono questi fondi e a quanto ammonta il conquibus. "Istituito il fondo per le politiche della famiglia, finanziato con tre milioni di euro per il 2006 e 10 milioni per il 2007. Istituito il fondo per le politiche giovanili, finanziato con tre milioni di euro per il 2006 e 10 milioni per il 2007. Istituito il fondo per le pari opportunità, finanziato con tre milioni di euro per il 2006 e 10 milioni per il 2007". Ecco, facciamo due conti: in Italia le famiglie sono 21 milioni, quindi in totale fa 14 centesimi a famiglia. E non è che non abbiamo notato la furbata di aver stanziato più soldi nell'anno successivo, così si fa sempre in tempo a rimediare...
Comunque, caro Sircana, noi - da persone diligenti - siamo arrivati a leggere qui. Che si fa? Andiamo avanti o ti arrendi?

Post segnalato da Liberoblog. Grazie a redazione e commentatori.






permalink | inviato da il 20/11/2006 alle 9:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (55) | Versione per la stampa

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