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28 gennaio 2007
COLUI CHE PER VILTADE FECE IL GRAN RIFIUTO

di Loska 


di Loska

"Poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto,
vidi e conobbi l'ombra di colui
che fece per viltade il gran rifiuto.

Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta d'i cattivi,
a Dio spiacenti e a' nemici sui"


In un'intervista al quotidiano della Cei, Avvenire, Clemente Mastella ha coraggiosamente affermato che in Senato voterà NO, se dovesse passare al Parlamento la mozione sui Pacs. "Il governo deve starne fuori sui temi etici morali e sui Pacs, su queste questioni ci si confronta in Parlamento" ha detto il ministro della Giustizia, guardando poi interrogativamente mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che da par suo ha pomposamente annuito, quasi a dire "Sì, sì, sei stato bravo Clemente, poi ti do lo zuccherino".
E bravo, Clemente Mastella, d'altra parte da lui non ci aspettavamo che questo: che la sua anima democristiana - ma proprio della peggior specie, di quel democristiano tendente al "qui comando io, questa è casa mia, pace in cielo e in terra agli uomini di buona volontà, votatemi, amen" - emergesse vigorosa nel momento del bisogno. E questo è il momento del bisogno, almeno per Santa Madre Chiesa, che ormai lancia dal sacro pulpito filippiche contro i Pacs da mattina a sera. Parlano più dei Pacs che di Dio, bontà loro. Ma le parole di Mastella hanno anche dell'inquietante: il governo "deve starne fuori" se si tratta di temi etici e morali. A parte che un certo lessico mafiosetto, Mastella, lo dovrebbe riservare ad altre persone che non siano state democraticamente elette unicamente per fare la legge sui PACS, io vorrei capire come mai il governo non è in grado di legiferare su un tema che, prima di esser etico o di morale, è sociale. Sociale nel senso più puro del termine, sociale perchè riguarda persone che, magari, non hanno intenzione di sposarsi nè possono farlo (fratelli e sorelle, conviventi causa malattia, etc), ma vogliono vedere comunque riconosciuti quei diritti inviolabili che sanciscono la nostra Costituzione, in primis, ed il senso di dovere - questo sì morale - che il potere pubblico dovrebbe sentire nei confronti del proprio popolo. Invece Mastella, che di politico non ha nulla se non l'anima dell'arrampicatore di poltrone, ritiene che a decidere debba essere il parlamento, forse perchè sa che una certa maggioranza trasversale votata alla cristiana virtù e comprata dalla cattolica crocetta, compirà un altro atto antidemocratico come all'epoca del Referendum sulla Legge 40. Atto anti democratico, sì: impedire a parte della popolazione di poter godere dei propri diritti, soprattutto quando questi non pongono in essere un reato, è antidemocratico. Chi dovesse decidere di sottoscrivere i PACS è qualcuno che mai si sposerebbe: vuoi per scelta, vuoi per necessità. I Pacs sono una scelta: non impediranno a nessuno di unirsi in chiesa, nè avranno il nome di matrimonio. E' ora di finirla con quel terrorismo psicologico
d'accatto che vuole nascosto dietro l'angolo il matrimonio gay, con conseguente disgregamento della famiglia, carestia, cavallette, angelo sterminatore e via discorrendo. Non accadrà. L'Italia è uno dei pochi paesi, in Europa, ancora dominato dall'ottusità del dogma religioso, che lo ancora a situazioni di inciviltà medioevale: ma siamo nel 21° secolo, è così difficile cambiare il calendiario? Ho già detto e ripeto che i Pacs rafforzeranno il matrimonio, perchè a sposarsi sarà solo chi ci crede veramente. E anche se dovessero sottoscriverli i gay, non esploderà certo l'universo: chi dice il contrario, non fa altro che ingenerare preconcetti verso una parte sociale che non ha fatto nulla, e che ha la sola colpa di essere diversa. Si chiama razzismo, anche se la razza non c'entra. Perchè l'odiosa ottusità ideologica di base è la stessa. E' ora che una parte d'Italia capisca che democrazia vuol dire tutelare anche i diritti delle minoranze, e la stessa Costituzione che lo ORDINA. Una questione di tolleranza, quella tolleranza che tante volte riempie le pagine della Bibbia ma che, stranamente, a chi legge quel testo da mattina a sera è parola sconosciuta.

Edit tristemente ovvio: La Cei, tramite mons. Betori, ha infine dato lo zuccherino a Mastella dichiarando che i Pacs "Scardinano i valori cristiani" e "intaccano la famiglia". Ancora una volta, Giornalettismo Nostradamus. E ancora una volta, gerariche ecclesistiche che parlano a sproposito. Io non so più come dirlo: basta con la religione che pretende di dettar legge. Basta.

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permalink | inviato da il 28/1/2007 alle 9:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (48) | Versione per la stampa

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