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19 novembre 2006
"ALTROVE" DOVE?

di Dinophis 


Gentile dottor Costanzo,

Era da un po' di tempo che non mi concedevo una cena cinese. Così stasera torno al mio solito ristorante e mi ordino le pietanze. Mentre aspetto vado a vedere la tartaruga all'ingresso, la tengono in una boccia di vetro, com'è cresciuta… Se ne sta adagiata di sbieco su un'ansa, immobile, scomoda. Che galera, penso. E ripenso ai filmati visti qualche notte fa, su "Altrove". Quei carcerati che hanno a disposizione la TV nella cella, la cucina, la "socialità", così mi pare la chiamino. E stanno lì a disquisire e lamentarsi, a realizzare come sia facile, quando usciranno, che passino dieci giorni e già si saranno dimenticati di quella brutta reclusione. E torneranno a compiere le loro azioni, illegali, malvagie. Io credo che la tartaruga, liberata, non si dimenticherebbe più, mai più, di quella clausura. Mai. Più. La sofferenza non si dimentica.
Perché non la finiamo con gli stereotipi demagogici che ci fanno avvicinare sempre un po' di più al fondo? Ci sono – pochi, ma ci sono – simboli positivi a cui anelare. C'è la tartaruga, che pur non avendo commesso altro crimine se non l'esser bella, nasce, vive e muore, in un'angosciante bara d'acqua. Ci sono i miei vicini di casa moldavi, in sei in un appartamento (più che in una cella) che pagano per poterci tornare a dormire la sera. Dopo essersi alzati la mattina alle cinque, chi per passare il giorno a far pulizie, chi per ricostruire le nostre strade, a 300 km da qui, chi ancora per coltivare la terra che ci dà da mangiare. E avermi offerto un piatto tipico del loro paese, cucinato chissà quando.
Cosa dovrei fare, dunque, quando la sera vedo quattro mascalzoni giocare a carte (tanto c'è la socialità), con una tv accesa e inascoltata (tanto ormai la tv sono loro), una mensa snobbata (tanto c'è la cucina in cella), con mille recriminazioni e nessun pentimento. Cosa dovrei fare quando leggo che erroneamente l'indulto ha liberato il doppio di carcerati, tra cui stimatissimi truffatori e celeberrimi pluriomicidi. Cosa, se non guardare una fottuta tartaruga e piangere per l'abisso in cui precipita l'innocenza?
Già, ma quella non fa audience.
Grazie Costanzo, grazie autori. Ci state abituando, per delirio di originalità, a tollerare il disonesto e l'illegale, a farlo sentire parte di noi, piuttosto che risvegliare attraverso umili e silenziosi esempi la parte migliore di noi stessi.
Sono schifato. E per stasera la mia cena cinese va ai cani.
Vi autorizzo, nell'eventualità, a divulgare il testo della mia e-mail, ma, ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. 196/2003 non il nome e l'indirizzo del mittente. Ma non c'è dubbio che possa avvenire. Non in questo paese, non in questa epoca, non in questo stanco trampolino mediatico che vuol sacrificare tutti in nome di una manciata di finti martiri, o di eroi dal fondotinta facile.

Dinophis
per contatti:
dinophis[at]gmail.com


Con la seguente "lettera aperta", inizia la nostra collaborazione con il serpente preistorico dotato di tuba Dinophis. Una collaborazione che speriamo sia proficua: l'inizio è davvero promettente. Di Costanzo ci siamo occupati anche qui 





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18 novembre 2006
INTERNAUTI, POPOLO DI GUARDONI

di Gregorj 


L'abbiamo sempre saputo: il web è popolato da guardoni. E dal loro punto di vista, hanno anche ragione: quale è il posto più facile dove poter reperire foto sexy e filmati pruriginosi? La rete, ovvio! Finora nessuno aveva avuto tempo e modo di misurare e valutare il fenomeno, che appariva variegato e fin troppo complesso. Ma Giornalettismo Militante, con l'aiuto decisivo del dottor Procopio Onani - in arte Heathen - ha deciso di tentare un esperimento sociologico - perfettamente riuscito - per puro gusto della scienza. Questo il procedimento: abbiamo creato 2 utenti-fake il cui nome era tutto un programma e cioé gli arrapatissimi i2allupati e la provocante Judith123, e con loro un blog dal nome inequivocabile: Piovono Porche!. E abbiamo cominciato a postare foto di belle ragazze nude o seminude. L'esperimento purtroppo è durato soltanto 24 ore, e qui va fatto un plauso a Splinder: non appena le foto son cominciate a comparire in home page, ci hanno mandato una mail di avvertimento di violazione della policy della piattaforma. E, quando è stato chiaro che non stavamo rispettando le regole, ci hanno segato il blog senza alcuna pietà. Efficienza perfetta, bisogna ammetterlo. Però quelle 24 ore ci sono bastate per poter cominciare a dare una dimensione del fenomeno: in un giorno il blog ha ricevuto 543 visite, con 1315 pagine viste. Bastava postare una foto e zac, ecco che il contatore si impennava. Non solo: insieme continuavano a moltiplicarsi le visite ai 2 profili, il che, se è spiegabile quando postava Judith, lo è molto meno quando erano i2allupati a colpire. La cosa più divertente erano i pm ricevuti: spesso bastava metter dentro la foto di una non meglio precisata tettona, ed ecco che arrivava subito una proposta di matrimonio. Non male, vero? C'era chi magnificava gli occhioni di Judith, chi ne bramava le forme, chi con fare assai maschio le diceva che forse era la donna della sua vita. Tutto ciò per una semplice immagine messa nel mediablog. Se avesse scritto una poesia le avreste chiesto di sposarla e intestato tutti i beni? Interessante, sempre dal punto di vista scientifico, è stata l'analisi dei profili splinder di chi ci scriveva: spulciando tra i loro interessi, si trovavano cose tipo: "sono una persona che si dedica al volontariato, scrivo poesie, amo: letteratura, musica, cinema, teatro, vorrei dedicare la mia vita allo studio etc". Insomma, che ne dite signori? E' il caso di aggiornarli, questi profili, o no? E tacciamo, per carità di patria, della fitta corrispondenza via Pm avuta con chi ci chiedeva continuamente di entrare in chat, dopo aver visto il profilo e notato che eravamo "femmine": gli abbiamo risposto che non riuscivamo a farlo, e lui ha continuato a mandarci messaggi (alla fine erano 20...) in cui con parole sempre più semplici ci spiegava il procedimento: "clicca qui, spingi in alto a destra, premi ok etc...", e avanti così per un paio d'ore mentre Judith, fintamente oca, gli diceva: "Ma devo premere ok? Ma ok è la crocetta rossa in alto a destra?". Ma siccome questa è stata un'inchiesta seria, abbiamo fatto anche altro: abbiamo installato lo Shinystat, il counter che serve a fornire statistiche delle visite, e abbiamo utilizzato la funzione "Ultime 15 visite" per tracciare un profilo scientifico di chi ci veniva a visitare. Ebbene, l'universo era assai variegato: comparivano tutti i sistemi operativi (Windows, ma anche Linux e Mac), e ogni browser in commercio (Internet Explorer, Mozilla, Firefox, Opera e Safari). Insomma, il voyeurismo via web è assolutamente bipartisan! La cosa più interessante, però, è stato andare a spulciare nella rete di connessione, cosa che ci ha permesso di operare tutta una serie di inferenze dal punto di vista scientifico. Ad esempio, al fenomeno blog (e a quello delle foto sexy) sembrano particolarmente interessati gli atenei:






In tutto questo, però, una cosa ci ha molto stupito: la presenza addirittura dell'Università francese Blaise Pascal! Ma cavolo, signori! Portate un nome così altisonante, e andate in giro a cercare le ragazze nude su Internet?



Ovviamente anche altre istituzioni culturali ci sono venute a trovare, ma quella che ci ha stupito di più è stata la Biblioteca di Documentazione Pedagogica (www.bdp.it):



La biblioteca fa parte di un istituto statale per la ricerca sull'educazione. Ora, vabbeh che noi siamo aperti e di larghe vedute, ma vi sembra normale??? Proseguiamo con l'analisi: ci sono venuti a trovare anche istituti come il Gestore per la Rete di Trasmissione Nazionale, che si occupa dell'infrastruttura elettrica del paese,



o come la Sogei (www.sogei.it), che provvede al sistema informatico del fisco e del ministero dell'economia: speriamo che ci facciano uno sconto sulle tasse!



Persino l'Agenzia Spaziale Europea ci ha degnato della sua presenza:



e qui ci sorge un dubbio: voi, carissimi, lavorate alla costruzione dello scudo spaziale che ci proteggerà dagli attacchi stellari. Non è che per caso se un giorno dovessero invaderci gli alieni, voi sarete troppo occupati a cercare foto sexy su internet per intervenire? Ci ha anche colpito la visita di Dada, che di recente ha acquistato Splinder:



Non è per caso che l'avete comprato spendendo 4 milioni di euro per le foto, vero? Ma, sinceramente, la visita che ci ha colpito di più in assoluto è stata questa:



anche perché è arrivata almeno una trentina di volte nello stesso giorno. Ecco, se ci voleva una prova provata che i nostri parlamentari sono in tutt'altre faccende affaccendati, l'abbiamo avuta...

Che dire, per concludere? Il dottor Procopio Onani non ha nessuna voglia di drammatizzare: "La voglia di topa è geneticamente insita nell'homo videns. Direi che questa non è che l'ennesima dimostrazione, e a tal proposito vorrei citare la frase che l'immenso Kant fece incidere sulla sua tomba: 'Due cose riempiono l'animo di ammirazione e riverenza sempre nuova e crescente: il cielo stellato sopra di me la voglia di topa dentro di me'. Pressapoco, diceva così". Ecco perche Heathen e io, che - come tutti - passiamo ogni momento libero a cliccare anche noi sulle foto dell'home page, ci sentiamo molto più tranquillizzati. Ma soprattutto, da oggi, anche in ottima compagnia!

Gregorj & Heathen 





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17 novembre 2006
TRACCIAMO UN BILANCIO SULLA LEGGE DI BILANCIO

di Esse Emme 


Ora che questa Finanziaria è stata blindata con il voto di fiducia, si può iniziare seriamente a commentarla. Rincorrere le voci di corridoio e le veline dà una chiara idea di come si muova il grande circo della politica, ma per capire la portata e il significato dei provvedimenti – e più in generale di questi mesi di governo – bisognava arrivare a questo spartiacque. Prodi&co. mangeranno i panettoni, a meno di improbabili harakiri. Cerchiamo di capire se li hanno meritati.
In generale, condoni a parte, questa Finanziaria è molto simile a quelle viste negli ultimi anni. Solo che perlomeno la Casa delle Libertà dichiaratamente appoggiava il ceto ricco, forte e corporativista dell’Italia, secondo quell’idea liberista “perfetta” (alla quale non credono più neanche i funzionari del Fondo Monetario Internazionale) per cui se i ricchi sono ancora più ricchi, quella ricchezza in più la investiranno nelle loro imprese, e ciò avrà effetti positivi su tutto il Paese. L’Unione, da par suo, si è fatta eleggere promettendo una politica diversa. Stato sociale, interventi per le fasce di reddito più a rischio, lotta all'evasione e alla disoccupazione. La maggioranza degli italiani (esigua, ma pur sempre la maggioranza) gli ha creduto. Poi però è stata tradita. Il governo ha attaccato prima di tutto gli albi e le posizioni di mercato dominanti: dopo i primi giorni di euforia, Bersani ha calato le brache davanti (rullo di tamburi):
1. ai taxi in protesta, e ce ne siamo occupati largamente su Giornalettismo;
2. agli avvocati, che si sono auto-regolamentati ignorando i suoi dettami;
3. alle multinazionali del farmaco: alla fine l’importante non erano i farmaci nei supermercati, ma l’obbligo dei medici di famiglia di prescrivere generici al posto di medicinali di marca, e in questo Big Pharma ha vinto;
4. ai magnate italiani dei media (anche capi dell’opposizione, meglio comunque portargli un po’ d’acqua con le orecchie come diceva Corrado Rutelli) perché ci saranno i contributi per comprare il decoder del digitale terrestre invece che il satellite, che è la stessa cosa di comprare oggi dei treni a vapore al posto degli Eurostar;
5. all’industria dell’auto italiana (il cui presidente è casualmente anche presidente di Confindustria), perché l'aumento del bollo ci sarà ma sono comparsi di botto anche gli incentivi sulla rottamazione
6. ai poveri ministri, che non vedranno un taglio del 30% dei loro stipendi.

Potrei continuare, ma mi fermo qui. Perché con questa ultima nota potrete notare come ci sia fiducia in questo governo di durare almeno fino alla prossima Finanziaria... perché se si fossero sentiti davvero in bilico, avrebbero tagliato del 40-50% i loro stipendi solo per poter aspettare al varco i loro nuovi sostituti, pronti a gridare “ecco che si rialzano gli stipendi!”. Quindi, per chi avesse temuto, o temesse per la durata di questo governo, tiri un sospiro di sollievo. Almeno per il 2006 e il 2007 non ci saranno rivoluzioni al vertice.

EsseEmme





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