Annunci online



30 aprile 2007
E' IL CAPITALISMO ALL'ITALIANA, BELLEZZA

di Gregorj 


di Gregorj

Lui: "... ma tu l'hai letta l'intervista di quel deficiente di Tronchetti Provera su La Repubblica di stamattina?". L'altro: "No". Lui: "E leggitela va! Che parla de me e de te.... C'è tutta l'intervista del dottor Tronchetti Provera, che loro sono il salotto sano...". L'altro: "Ah, ah". Lui: "... c'ha quarantacinque miliardi d'euro di debiti ... il salotto sano lui c'ha!". Facciamo finta che a parlare in questa famosa telefonata, intercettata nell'estate del 2005, non siano Stefano Ricucci e Chicco Gnutti. Quando venne resa pubblica, verso agosto di due anni fa, tutti si concentrarono sul modo con cui il "furbetto del quartierino" per eccellenza e l'ex "capitano coraggioso" trattavano Tronchetti, prendendo in giro la "moralità" di cui il presidente di Pirelli si voleva fare alfiere. Oggi, però, su quasi tutti i giornali c'è la gara a dipingere Tronchetti come il vincitore della trattativa che gli ha visto vendere le azioni di Telecom custodite in Olimpia ricavandone 4,1 miliardi di euro. Ovvero, il prezzo che lui aveva chiesto, autolegittimandosi grazie all'offerta di quelle At&T e Telecom Mòvil di cui oggi si sono stranamente perse le tracce. Chissà se ancora qualcuno si ricorda che l'accordo firmato da texani e messicani prevedeva, in caso di fallimento dell'affare, un risarcimento per i due alleati pari a 16 milioni di euro ciascuno. Se adesso le aziende straniere rinunceranno a chiedere a Pirelli quell'importo, sarà abbastanza possibile cominciare a pensare che forse in quell'offerta qualcosa di strano c'era. Così come puzza di bruciato che Telefònica, con il suo 40,2% di Telco (la nuova Olimpia), si accontenterà di nominare solo due consiglieri nel CdA e di qualche diritto di veto. Forse, come dice Quintarelli, alla fine gli spagnoli sottoscriveranno l'aumento di capitale di 900 milioni di euro, riuscendo in questo modo a diventare azionisti di maggioranza e
, grazie a un investimento di 3,2 miliardi di euro, a prendere il controllo di una società che ne vale 30. "Excelente trabajo, Señores. Felicitaciones!".
Ma in Italia è intanto partita la corsa al carro del vincitore, con Tronchetti giubilato su una certa stampa come il vincitore di questa partita tutta finanziaria, che di industriale ha ben poco. E allora, si continui pure se si vuole, ma forse c'è anche bisogno di ricordare qualcosina. Così, in ordine sparso. Bisogna ricordare che il marito di Afef da questa avventura esce con 4 miliardi di capitale bruciato; la sua presidenza in Telecom verrà ricordata per aver
distrutto il famoso terzo polo tv che la La7 di Colaninno voleva costituire; per la fusione Telecom-Tim, subito rinnegata quando ha tentato di liberarsi dei telefoni cellulari; per i ripetuti tentativi di alleanza, tutti falliti; per l'acquisto delle Pagine Bianche di Mondadori, con il quale ha regalato più di 200 milioni di euro alla Fininvest; per aver venduto a se stesso (attraverso Pirelli Real Estate) gran parte del patrimonio immobiliare di Telecom. Una serie di affari che hanno spolpato la società come solo un vero pirata del capitalismo moderno può essere in grado di fare. Tutto questo con la compiacenza degli azionisti di minoranza di Olimpia, il silenzio dei consiglieri indipendenti, il quasi mutismo della Consob. Aiutato da un giornale come Il Sole 24 Ore il cui direttore Ferruccio De Bortoli, un tempo applaudito come un paladino dell'indipendenza, si è comportato come il suo capo ufficio stampa, raccogliendone le confidenze ("Li hanno fatti scappare... questo è proprio un bel Paese") senza mai fargli domande sui suoi errori, e sbattendole in prima pagina senza dare facoltà di replica a chi veniva calunnato, rigorosamente in anonimo come nel suo stile. Dal 2001 il titolo Telecom è precipitato dai quasi 5 ai 2,2 euro per azione. Mentre Tronchetti "è pronto a nuove sfide imprenditoriali nei mercati nostrani e internazionali", come dice in una "clamorosa" intervista al Corriere. E' il capitalismo all'italiana, bellezza.

Vota questa notizia!






permalink | inviato da il 30/4/2007 alle 11:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa

post<li>
avviso: a causa dei soliti problemi della piattaforma "Il cannocchiale"
il counter dei commenti potrebbe non essere aggiornato



30 aprile 2007
FUNARI? GNAA FA'!

di Galatea 


di Galatea

Jack Folla è tornato. Solo che adesso ha 75 anni, la barba, il fiato corto, legge male il gobbo e si chiama Gianfranco Funari. Questo può essere il sunto del nuovo show di Rai Uno del sabato sera, prodotto dalla Ballandi (quelli di Fiorello, per dire), che riporta in scena, dopo 11 anni di assenza sul pubblico teleschermo, il Funari già immortalato in una meravigliosa imitazione da Corrado Guzzanti. Per il grande ritorno, Gianfrancone ha scelto di affidarsi a Diego Cugia, autore famoso per aver creato, in radio, negli anni ’90, la trasmissione cult Alcatraz, dove il detenuto Jack Folla pontificava sul mondo e sulla vita, in attesa di pena di morte, e alla fine la sfangava (la morte, non la trasmissione), divenendo latitante per il mondo. Già ai tempi, Cugia - che è uno che scrive bene, per carità, anzi, spesso
benissimo - si segnalava tuttavia per una pericolosa deriva grillesca, cioè quella brutta sindrome per cui gli autori moderni tendono a trasformarsi, dopo qualche anno di onorato servizio e un qualsiasi inconveniente di censura, in telepredicatori martiri. A Grillo il martirio mediatico ha fruttato un blog di successo, a Cugia la collaborazione con Celentano, per cui ha inventato la cantilena “è rock, è lento”: una colpa già di per sé difficile da perdonare. Ma se Celentano fa un programma all’anno, il pubblico però si è assuefatto alla sfuriata del sabato sera, e, del resto, bisogna pur campare. Così Cugia si è specializzato nella creazione di Celentani di seconda grandezza. Prima ha preso sotto le sue ali protettive Gianni Morandi, che, a sessant’anni, voleva scrollarsi di dosso l’etichetta di bravo ragazzo che piace a mammà. Non ci è riuscito, ovviamente: Morandi si può mettere in mutande e, se volesse, anche tirare bestemmie in diretta, ma per mamma sarà sempre quello da mandare a prendere il latte. Allora ci ha riprovato con Funari. Solo che anche stavolta, ahimè, il gioco non è riuscito, o è riuscito solo in parte. Funari, in fondo, sarebbe un personaggio molto più interessante di Celentano, che ha dietro una cultura da parrocchia, e nelle sue tirate, per quanto apparentemente trasgressive, ci si respira sempre il sentore di sacrestia; Funari, no, ai tempi d’oro un certo puzzo di zolfo anarchico ce l’aveva sul serio, l’aria vissuta di chi in gioventù gestiva casinò all’estero, sbevazzava e fumava al bar, frequentava mignottoni, era disposto ad intrugliare con tutti come il più allegro dei briganti, ma come quelli aveva però un suo senso morale, o per lo meno etico. Funari è uno che ti vende opinioni e mortadella e le considera uguali, ma, nei suoi momenti migliori, ha anche il coraggio di dirtelo in faccia che la mortadella e le opinioni, in tv, sono la stessa cosa: merce da piazzare al popolo bue. C’era qualcosa di sinceramente fetente nella nonchalance con cui era qualunquista: non il qualunquismo del piccolo borghese astioso, che mugugna stigmatizzando i vizi perché non ha il coraggio di praticarli; no, il qualunquismo sanguigno del popolano, alla Masaniello, che è convinto che “tutti rubbbano perché glielo ha visto fare da millenni, e allora, se può, rubbba anche lui, alla grande, ma poi lo ammette senza false ipocrisie, e ci ride sopra con disperato cinismo. Cugia, ahimè, di questo non ha tenuto conto. Funari lo ha ripulito, trasformato in un signore politicamente corretto che ce l’ha con l’effetto serra, invita gli abitanti indigeni di isole a rischio ai confini del mondo, azzecca i congiuntivi giusti in tirate appropriate. Ma non è più lui, appunto. È Jack Folla, anzi, un Jack Folla che nemmeno si lascia scappare una parolaccia, e ha invettive ormai tanto vaghe che Del Noce può starle a sentire assiso in prima fila, proprio come fa quando Fiorello imita Moccia e Camilleri. Del resto è il sabato sera di Rai Uno, bellezza. Si sa che per vedere circolare idee, è d’uopo andare da qualche altra parte.

Vota questa notizia!






permalink | inviato da il 30/4/2007 alle 9:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa

post<li>
avviso: a causa dei soliti problemi della piattaforma "Il cannocchiale"
il counter dei commenti potrebbe non essere aggiornato



30 aprile 2007
APPUNTAMENTO COL SENTIMENTO

di Ricchiuti 


A cura del Sor Ricchiuti

La cronaca ci  insegue. Ci incalza. Detta l’agenda, si sia presenti e come, si stia al suo gioco e non, che ci piaccia o meno. La cronaca, inutile, tra il dire e il fare, l’essere o l’avere, il farci per non parlar dell’esserci, è quella cosa che partendo si sa da dove, dalla notte dei tempi, prosegue durante le nostre vite per concludersi persino oltre le stesse. Il che, rabbrividiamo, è inconcepibile. Dichiaratamente inaccettabile. Sapere che dopo di noi continueranno ad esserci le stesse cose che ci sono sfuggite prima di noi sfida ogni tolleranza per l’essere, per non parlare di quel che cominceremo a pensare di quello stronzo del divenire. Orbene, senza che ci si affanni più di tanto a non capire, mettiamola così per l’avvenire. Spieghiamo, affinché non cada nel vuoto la nostra presenza, la linea che valga, in codesti frangenti, anche per i nostri figli, ed i figli dei figli, ricompresi i disegni dei figli dei figli dei figli.
Dunque, questo è successo, nell’ultim’ora. Hanno aperto l’ombrello alla Telecom perché Tronchetti l’ha preso in un occhio. Ma in questo caso si sopravvive.






permalink | inviato da il 30/4/2007 alle 8:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

post<li>
avviso: a causa dei soliti problemi della piattaforma "Il cannocchiale"
il counter dei commenti potrebbe non essere aggiornato






1 visite totali





Post per autori:
Gregorj
Loska
Ag
Dinophis
Ricchiuti
Cagnaccio
Esse Emme
Kuros
Galatea
Cristian Corrini
Prostata
Aioros
Merchesa
Marblestone
Gregorj & Loska
Gregorj & Ag

Avvertenza:

Leggere questo blog almeno
in parte, prima di petare nei
commenti, grazie!












Links

Le nostre pillole
Eio
Stampa rassegnata
Watergate
La voce del padrone (boh...)
PersonalitàConfusa
Il blog di Lia Celi
Daw
Makia
Comicomix
Nome del Blog!
Bolina
Calibano
Pensatoio
Tittyna
Noantri
Sw4n, quello vero
Virtualblog






Powered by FeedBlitz

Blog authority

View blog reactions

Technorati Profile

Add to Technorati Favorites



 [valid rss]

  
 
 BlogItalia.it - La directory italiana dei

     blog
 Antipixel di SocialDust Blog

     Aggregator
 Politics Blog Top Sites

 
 Subscribe in NewsGator Online
 Add to Google


MacchianerAward 2006: Nomination




Creative Commons License



 
[Sfoglia l'archivio - Novembre]
marzo   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10  >>   maggio