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31 maggio 2007
IL TROLL CONTRO I CATTOLICI

di Dinophis 


dal nostro inviato Dinophis

Dove in questi giorni si può andare a tastare il polso della situazione con l'imminente diffusione in TV del documentario BBC Sex, Crimes and Vatican? Io ho scelto di autoinviarmi nel forum dei Cattolici Romani. Cercando in internet, avevo subito scoperto l'altissimo livello di libertà di pensiero e democrazia che sembra muoverlo, dato che un sondaggio/propaganda su chi votare alle elezioni politiche, visibile nella cache di google, è misteriosamente scomparso. E che in questa discussione su Yahoo si denunciano censure politiche. E allora, nelle vesti del troll MariaLaura mi sono infiltrato per osservare e partecipare alle loro discussioni. C'è da rimanere estasiati già nell'iscrizione, quando si deve scegliere il rito di appartenenza, che determinerà per l'utente lo sfondo grafico del forum, apprezzabile tanto quanto le preghiere pop-up che compaiono a determinati orari della giornata, casomai ci sfuggisse qualche Angelus mentre pestiamo sui tasti. Con il nick MariaLaura c'è da dire che si pecca di eccessiva umiltà, appena ci si trova al cospetto degli altri utenti: Napoleone (che si definisce – ironicamente? - teologo, nonché maestro elementare favorevole alle punizioni corporali) è l'amministratore; ma ci sono i vari Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II), Aloisius Gonzaga (Santo Gesuita del XVI° secolo) Simplicianus (Santo che  influenzò notevolmente i Santi Agostino ed Ambrogio), Rolando Rivi (giovane seminarista ucciso dai partigiani in odio alla fede), Eckhart (mistico tedesco e teologo cristiano). Per gli amanti del latino, invece, possiamo dialogare con Tu es Petrus, Ecce Filius Tuus, Opus iustitiae pax, Pax et bonum, Fides et Ratio, Dies Irae, Vox Populi e tanti altri, in sintonia con l’impronta marcatamente tradizionalista del forum. Ovviamente i loro avatar sono in tema: Papi, Santi, c'è anche Vittorio Emanuele II, oltre all'Imperatore di Francia. Suvvia, non guardateli male, non siamo al manicomio. In fondo sono come noi, con le sole differenze che anziché Vogue loro sfogliano estasiati il catalogo dei paramenti sacri. Noi stiamo a guardare sotto le gonne di Paris Hilton e loro sbirciano sotto quelle del Papa, perché hanno aperto un sondaggio e scommesso sull'eventualità che il Pontefice indossi o meno una splendida pianeta in occasione del suo 80° genetliaco.
Ma passiamo all'azione. Qualche cauto messaggio di presentazione, per non farci scoprire subito che siamo venuti qui a disturbare. Cerco dove poter intervenire sul documentario e trovo una discussione intitolata “Crimen Sollicitationis : a proposito dell'imminente trasmissione del documentario BBC”, ma è stata immediatamente chiusa. Vado allora a caccia del diabolico Santoro e scopro che “Da Santoro si parla di famiglia”, mentre nel topic non si parla di Chiesa e pedofilia. Si svela l'arcano, quando raggiungo l'avviso che diffida dal discutere di “alcuni documentari e articoli contro la Chiesa”. In sostanza: dì soltanto una parola e tu verrai bannato.
A questo punto, che dite? Deponiamo le armi? Macché, ora voglio spararle grosse quanto un pescatore lunedì al bar.  E dico: “mi son accorto d'aver eletto un consigliere omosessuale”. Per chi voto ora alle amministrative?. Loro si sprecano in consigli, che prevedono un semplice questionario da sottoporre ai candidati (al punto 2 compare:  difesa della famiglia naturale, eterosessuale, monogamica). Passo alla discussione “Dal latino maccheronico all'italiano Macdonaldizzato” : il tema è assai interessante, sta portando all'italianizzazione di tutte le diciture del forum. Così intervengo, disgustato perché alla sagra parrocchiale compariva su un chiosco l'abominevole scritta “happy hour”. Ma che scherziamo? Oltre che esterofilo è immorale, mi indigno. E qui inizia la discussione, pro o contro gli happy hour, pro o contro Ligabue. Ed inizia ad insinuarsi in me il sospetto: altro che happy hour, questi si bevono tutto, mandano giù e poi son pronti a ricominciare, sparandone di più grosse ancora.
Vado su “Abusi liturgici, credendo di trovare qualche turpe racconto, e magari gridare “vergogna!”. E invece c'è tale chierico75 che lamenta: “Inoltre, nelle messe solenni in cui viene usato l'incenso, ho notato che all'offertorio NON desidera essere incensato, mentre esige che il popolo venga incensato.” (Vi rendete conto, vero?). Sette minuti dopo, probabilmente il tempo di qualche Ave Maria, Organista Romano gli risponde: “Povero chierico75! Sono abusi gravissimi, io mi rivolgerei (se fossi in te) all'ordinario della tua diocesi (vescovo)!!”. E' una questione di principio, ormai. Non posso essere da meno di questo moccioso in gonnella. E allora mi libero: il mio Don Ezio, durante la liturgia, non fa che scaccolarsi. E poi i fedeli evitano di prendere la Comunione. Nulla da fare, non si scompongono, mi prendono sul serio. Una lettera anonima al parroco e una raccomandazione a prendere ugualmente il corpo di Cristo, anche se condito. Giunto all'esasperazione, a nulla vale nemmeno il mio sproloquio: “Se è così, sono fiera di essere cretina, e vorrei vederne di più, ragazzi vestiti da cretini, anziché cretini vestiti da cretini, a fare i cretini.” su “Cristiano e cretino”.
Mi sento disarmato, ma non crediate: un messaggio, l’ultimo che lascio, son riuscito a farmelo censurare. Per un’assurda, chiarificatrice logica è proprio quello in cui, deposte le mie cattive intenzioni da troll, scrivo un intervento di semplice buon senso. Quando sulla discussione “Kiko Arguello contro il Papa difendo il diritto di
parola dell'utente Neocatecumenale, che stava intervenendo con toni assolutamente civili, ed invito ad un confronto altrettanto educato, visti i toni con cui nientepopòdimeno che Sua Maestà l’amministratore Napoleone rispondeva con tono imperativo più che imperiale. Dopodichè Sua Eccellenza, cancellato il mio post, si trova costretto a rispondere ad un altro utente che gli consiglia calma, per cui ribadisce immediatamente la democratica posizione del SUO forum, dicendogli di farsi i cazzi suoi. E non contento, dà al probabile futuro cugino Neocatecumenale il benservito bannandolo ed augurandogli cristianamente un sollecito trapasso. Segue convulsa chiusura del topic, misteriosa sparizione di interventi (tra cui alcuni di quelli fotografati) e placida riapertura. Mi arrendo. Mi rendo conto di non esser mai capitato, nella mia lunga vita in internet, in un ambiente così concentrato di imbecillità ed assolutismo. E quel che mi rammarica, oltretutto, viste le mie dileggianti premesse è la conclusione a cui giungo: i veri  troll sono loro.

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31 maggio 2007
UNA PICCOLA GRANDE TRUFFA

di Gregorj 


di Gregorj

Si sono fatti beccare come i venditori ambulanti del mercato. Che per rubare sul peso mettono la mano sulla bilancia per far vedere che la merce è tanta. Undici manager di Eni, Italgas, Snam Rete Gas, Aem e Arcalgcas (società di Tronchetti Provera), e tra questi Paolo Scaroni e Giuliano Zuccoli, sono stati indagati per truffa, evasione fiscale, detenzione di falsi strumenti di misurazione, ostacolo alla vigilanza, e addirittura associazione a delinquere, perché avrebbero manomesso gli strumenti per misurare il gas in arrivo dall'Algeria, e anche quelli per la distribuzione. La fregatura funzionava due volte: era ai danni dello Stato, perché così l'Eni e le altre dichiaravano meno gas in arrivo dall'estero, e pagavano quinidi meno tasse. Ed era ai danni dei consumatori, perché le perdite di rete gli errori di misura finivano nelle bollette dei consumatori. I dirigenti sono stati indagati per "responsabilità amministrativa", cioé perché "non potevano non sapere" quello che si combinava ai piani bassi della catena di controllo: l'Eni aveva incaricato lo scorso anno una società, "Nera Consulting", di verificare se la rete di distribuzione funzionasse perfettamente, e i tecnici avevano indicato in un rapporto 'in brutta copia' tutte le criticità. Ma nella stesura definitiva, di quelle scorrettezze di misurazione era scomparsa ogni traccia. Sembrerebbe un caso di lampante colpevolezza, a prima vista, invece non è così: in primo luogo, perché in un eventuale processo, l'Eni saprà difendersi assai bene, visto che la questione è molto tecnica, e sul campo il nostro colosso degli idrocarburi è l'unico che può vantare una competenza pressoché assoluta. In secondo luogo, perché l'amministratore delegato, Scaroni, ha puntato subito su una autodifesa mirata a rassicurare, come se parlasse al popolo, e non agli investitori o ai magistrati: "le famiglie italiane possono stare tranquille perché pagano solo e unicamente il gas che consumano come indicato dal loro contatore di casa", ha subito detto, sottolineando l'esistenza di un altro strumento di misura, nelle abitazioni, che non può certo essere stato manomesso. In terzo luogo, per i segnali che sono arrivati dall'esterno: da quando è arrivata la notizia, il titolo Eni in Borsa non è che sia crollato granché. Anzi, dopo un'iniziale difficoltà, eri ha chiuso a 0.12%, come se già fosse tutto rientrato. Un segnale molto forte che a questa inchiesta non crede nessuno. Anche se dovrebbe comunque colpire che la società ha "fatto la cresta" sulle tasse da pagare allo Stato, che comunque rimane il suo maggior azionista e quindi il suo padrone, e al quale paga 3 miliardi di dividendi l'anno (ruba con la mano destra e restituisce con la sinistra?).
Ma quello che colpisce è il modo in cui è stata trattata la notizia: mentre il Sole 24 Ore ci si è buttato a capofitto - ma si sa che gli industriali hanno sempre detto che l'energia la pagano troppo... - gli altri giornali finanziari (Mf Finanza e Mercati, tra gli altri) martedì davano ampio spazio all'autodifesa dell'ufficio stampa dell'Eni, spacciandola in un caso anche per "dichiarazioni del presidente Scaroni". Silenzio assoluto sulla perizia della Nera
Consulting, che dovrebbe essere la prova a carico più ampia. Magari non avevano la notizia, certo, però sembra strano, visto che sia il Corriere che la Repubblica l'hanno pubblicata in bella vista. Ma qui è successa un'altra cosa strana: i due articoli, di Luigi Ferrarella ed Emilio Randacio, ottimi e documentatissimi visto che si tratta di due prime firme, NON sono finiti nelle versioni on line dei due quotidiani. Anzi, a dirla tutta anche nel Google News di ieri la notizia non era in evidenza da nessuna parte (Su Repubblica è presente solo l'ansa ribattuta del lunedì; sul Corriere invece il pezzo di Ferrarella, stranamente, non è mai comparso in prima pagina, mentre la replica dell'Eni c'è finita eccome). Perché? Un motivo si potrebbe ricercare nei milioni di pubblicità all'anno che Repubblica e Corriere ricevono dall'Eni (anche per la versione on line: ricordate le campagne sull'energia pulita?). E quindi può essere arrivato una richiesta dall'alto, o - più probabilmente - ci si sarà detti: perché infierire? Un altro motivo è magari più malizioso, e non esclude certo il primo: visto che si tratta di aziende quotate in Borsa, le loro azioni potrebbero essere finite anche nelle tasche di investitori internazionali. I quali magari non comprano Repubblica nell'edicola italiana sotto casa - magari perché non ce ne sono - ma un giro su internet sono capaci di farlo, e magari pure ad arrivare sui siti on line dei due quotidiani. Poi basta tradurre qualche parola e si capisce tutto. E magari si corre a vendere il titolo. Piuttosto sconveniente, non trovate?

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31 maggio 2007
APPUNTAMENTO COL SENTIMENTO

di Ricchiuti 


a cura del Sor Ricchiuti

Antefatto. Il capo dello Stato del Vaticano, il Presidente Ratzinger, si reca in Brasile ricevuto dal suo collega esimio, il Presidente Lula, anche lui più o meno, ultimamente a onor del vero meno, a capo di una religione che sempre fa proseliti. Il terzomondismo, meglio detto in società come la via latino-americana al socialismo dei papà buoni contrapposto all’imperialismo dei padroni. Insomma niente, questo, il vescovo di Roma, fa come fosse a casa sua, Roma, parla, inveisce, tutto dentro con la pretesa che questo tutto si tenga pure fuori, aborto, nozze gay, sesso tra froci, un uomo una donna, omo omo, chi fa l’uomo e chi la donna, divieto di casco, sapete, il cappuccio, a salvarsi la vita dalla spada de foco. Bene, e lo sapete no come sono ‘sti sudamericani padroni a casa loro, sono ospitali, parlano dopo (e bene, abbasso l’aborto dei meninhos de rua, noi siamo soliti sol da grandi ammazzarli) e nel mentre lasciano parlare, il caudillo al Papa, che sia bello o biondo o vesta militare, dice sempre e comunque di si. Poi però fa altro, dimezza al 10 il prezzo degli anticoncezionali per abbattere i meninhos, da che era cento, quando ancora stanno in fieri, con la scusa del pubblico sanare. Alla notizia si son precipitati, trafelati, i laici italiani che appunto questo vogliono, un patto con il Diavolo per un laicismo a sconto.







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