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28 settembre 2007
Look at me!

di Loska 


' uscita in questi giorni la campagna contro l'anoressia ideata da Oliviero Toscani, uno dei più grandi pubblicitari dei giorni nostri, i cui lavori - e questo caso ne è esempio lampante - fanno discutere. Il che, essenzialmente, è la loro mission: per quanto la forte immagine che ha fatto il giro di siti e blog sia stata da più parti attaccata per i più vari - e magari giustissimi - motivi, l'importante è che abbia sollevato l'attenzione su uno dei mali della società moderna, che ciclicamente torna alla ribalta per poi sparire dietro la coltre di ragazze e ragazzi che ne sono affetti o desiderano esserlo: l'anoressia.

IL MALE, IL CONTROLLO, I MODELLI - E' facile dare, come sempre, tutta la colpa ai media
e ai modelli sbagliati, sottintendendo la stupidità intrinseca di chi li segue pur sapendo di rischiare la morte. Si pensa che questo esercito di ragazze voglia essere come le veline senza riuscire a capire che adesso, invece, è proprio il contrario, e basta fare un giro per i vari blog pro-ana che esistono in rete per capirlo. Non sono mostrate donne magre ma belle, ma scheletri coperti di pelle che di sensuale non hanno nulla. "Tu controlli il corpo con la mente perchè non lo senti", questo è il manifesto della ana-generation. Nessuna velina: qualche foto di costole, quella sì, ma non è il corpo che interessa - paradossalmente. La generazione del corpo malato venera la mente, di più venera il controllo che si può esercitare sul corpo fino ad arrivare alla morte. E lo venera come atto libero in un mondo che tende a schiavizzare tutto. "Anche stasera trucco, crema, lozione, ana. Perché voglio essere perfetta [...] agli occhi di tutti. Ma tutti non sono che una marea di esseri superficiali, instabili, schiavi". Non capire questa radice profonda, ben più terribile e pericolosa di un semplice "i modelli sono sbagliati", vuol dire condannarsi a non risolvere mai il problema, di cui l'anoressia è solo un sintomo (a dirlo è Fabiola De Clercq, anoressica e bulimica per molti anni). Il web, poi, ha amplificato questo modo ascetico di vedere il male, lo ha reso movimento, ha avvicinato le persone che ne erano affette facendo scattare la voglia di rendere mia (bulimia) e ana (anoressia) protagoniste di una inquietante "religione" che mira al potere assoluto della mente sul corpo. Mia e ana, impersonificate per sfuggire alla definizione di "malattie", per diventare "capi" di un qualcosa che va oltre il disagio e diventa orgoglio. E no, non c'entrano le modelle. Non c'entrano per niente.

PRO-ANA GENERATION - Eccolo qui, il movimento. "No fod, no fat" è lo slogan che accoglie i visitatori, anche se ben presto ci si accorge che il grasso e il cibo non sono, come
parrebbe, ostacoli alla bellezza e per questo nemici. O meglio, non è veramente questo il punto. "Perchè per noi Ana è uno stile di vita" sì, anche "un canone estetico" ma soprattutto "disciplina della mente e auto controllo [...] Vogliamo uscire dal buio e dal pregiudizio". La filosofia pro-ana si prefigge lo scopo di uscire dallo status di "sub cultura di una cerchia di persone" anche per denunciare che "abbastanza ingiustamente" i 'filosofi pro-ana' "sono stati relegati al ruolo di setta fanatica o, ancor più ingiustamente, a quello di persone mentalmente malate." L'anoressia è una malattia che conduce alla morte. Qui diventa il senso della vita. Una sorta di Dio: "Credo nella perdita di peso, nel diguno, nel rifiuto dei grassi."; ancora, "credo nelle punizioni per i miei errori se mancherò verso Ana."; "Credo nella mia persona, nella mia autostima."; "Credo nella superiorità dell'autocontrollo sul caos del mondo". E malgrado il disclaimer, ecco la sezione "cerchi motivazioni?" (per diventare anoressica) e quella che spiega come evitare che ti scoprano se vomiti in bagno. E quello che più dovrebbe allarmare, di questo vademecum dell'orrore, è come sia basato sull'idea che in fondo, la società è distratta. Basta poco per non dare a vedere che si è anoressiche, basta nasconderlo e nessuno se ne accorgerà. E, forse, è vero: la società è distratta. Altrimenti la colpa per questi nuovi mostri non la darebbe alle modelle, ma a se stessa.

Si ringrazia per la stesura di questo post la gentile e preziosissima consulenza della psichiatra Uyulala! :)

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28 settembre 2007
Effetto Grillo

di Esse Emme 


l Grillo d'Italia sta ingrassando, e sempre più spesso tiene la barba o lunga o perlomeno incolta. E' un dettaglio che forse ci potrà rimanere utile, quindi tenetelo a mente.

AMERICANI SULLE BARRICATE - All'inizio del 2002, dopo l'attacco alle torri gemelle e l'elezione di Bush con meno voti di Al Gore, l'autore di documentari Michael Moore, decide di “scendere in campo” a modo suo. Scrive il controverso libro “Stupid White Men” che – nonostante l'ostracismo del suo editore – per settimane si piazza primo nelle classifiche delle vendite americane e inglesi. E' un libro irreverente, ironico, e contiene un duro attacco all'amministrazione Bush e più in generale al sistema politico americano. Mescolando sapientemente comicità e serietà invita i suoi concittadini americani a riprendersi la capacità di influire nella gestione della Cosa Pubblica. Come un vero tribuno, incitando con quel giusto pizzico di demagogia proprio dei buffoni impegnati a risvegliare le coscienze, stila un decalogo molto interessante per
stimolare la partecipazione attiva dei propri lettori/spettatori tipo. Vi propongo un estratto dalla versione inglese del libro.

1. Contattare settimanalmente i propri rappresentanti nazionali per chiedere conto delle loro azioni
2. Seguire il politico di turno (nel caso
di Moore era Bush nella sua campagna per il secondo mandato) per ricordargli che non rappresenta la maggioranza dei cittadini
3. Costringere i democratici (qui da noi sarebbe l'Unione) a fare il proprio dovere, anche attraverso le firme delle petizioni sul sito dell'autore.
4. Candidarsi per le amministrazioni locali.

 “Esattamente. Tu. Il lettore di questo libro. E' l'unico modo per sperare che le cose cambino in una qualche direzione. Finchè nessuna persona normale, decente occuperà un ufficio del governo, quel posto sarà preda dei [soliti] mascalzoni. Come possiamo lamentarci dei politici disonesti se non ci assumiamo la responsabilità di ricoprire i loro ruoli? E' il momento che VOI vi lanciate in questa avventura e vi candidiate alla prossima occasione. Potete farlo nei consigli scolastici, nelle circoscrizioni comunali, nei comuni, nelle province, fino a tentare di candidarvi in Pa
rlamento. Uno dei punti cardine da dove si deve iniziare secondo me è nell'amministrazione locale. Potrà sembrare il più basso dei gradini, ma è anche la fondamenta di tutto il sistema. [...] Sono solo delle semplici misure che possiamo intraprendere per rivoluzionare il sistema. Non importa se siete un “democratico” o un “ambientalista” (da noi suonerebbe: “non importa quale partito di sinistra avete votato”), la cosa importante è alzarsi in piedi e agire."

VI RICORDA QUALCUNO? - Cinque anni più tardi, in Italia l'ex comico genovese prestato alla rabbia popolare contro la “Casta” dei politici, disegna il suo programma politico. Non pago dei teatri riempiti in ogni tournee, eccitato dal successo del suo “giorno del vaffanculo”, ha invitato i suoi proseliti (il blog di Beppe Grillo è il quinto sito in Italia in termini di visite quotidiane) a costituirsi in liste civiche e iniziare così il terremoto che dovrebbe nelle sue intenzioni spodestare i politicanti corrotti. Il signor Grillo ha anche specificato che si farà garante delle stesse liste, concedendo o meno il “bollino di garanzia Grillo. E' qui che sostanzialmente che il capopopolo si differenzia, nonostante i suoi tentativi di assomigliare anche fisicamente a Michael Moore, dal suo maestro americano. Michael Moore invita gli americani a “fare la differenza”, e candidarsi. Poi però fa
un doveroso passo indietro. Sa che – una volta accettata la sfida – lui non è più in grado di “giudicare”, “consigliare”, “guidare”. Non vuole fare il partito dei Mo(o)ri. Tutto quello che intelligentemente suggerisce è una serie di associazioni sulle quali fare affidamento per capire come muoversi, come costruire nel migliore dei modi una lista elettorale, e fare una piccola campagna senza spendere grandi cifre.

COME ANDO' A FINIRE? - Bush, nel 2004, è stato rieletto da una valanga schiacciante di voti, nonostante gli investimenti di John Kerry. Michael Moore nel frattempo aveva anche ultimato il documentario “Farheneit 9/11” che doveva essere lo strumento per la spallata finale al presidente repubblicano. Insomma, il “rinascimento politico” sognato da Moore non si è avverato. E dopo tre anni è uscito dal suo silenzio imbarazzato con un nuovo documentario, “Sicko!”. A vedere la storia, non sarebbe meglio sperare – per il bene di tutti – che Grillo faccia un passo indietro prima che peggiori una già difficile situazione?


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28 settembre 2007
Appuntamento col sentimento

di Ricchiuti 


ughini ha ragione. Giampiero Mughini che di solito si esibisce a Controcampo perché ormai, espulso dalla stampa, “pezzi di merda”, di quell’altra merda campa, ha perfettamente ragione. Da educato e sportivo commensale alla locanda del bar dello sport, incredibile a dirsi visto e considerato che da quelle parti come convitato puoi ritrovarti l’antitesi di sportività ed educazione ovverosia Paolo Liguori, ha riconosciuto torti e meriti allo Juve-Roma di domenica. I torti son tutti da ascrivere alla Juve di quest’anno, mediocre e proletaria antagonista non protagonista, i meriti alla Roma. E ne ha ben donde la squadra di Spalletti, giunta sulle orme del bel gioco e della bella gente in tribuna vip, da Rosella a quanto faccia senso Sensi, a quanto di fatto si renda indistinguibili, quando salta per la gioia al doppio kick del signor Blasi, zigomi dai seni, l’altra ex laziale romanista, veltroniana e dunque pure ex di sinistra (la Cattaneo).

Insomma, quello di domenica è stato un episodio fortunello e a nulla valgono i rigori non dati alla Giuve. Per non parlare di quanto valgano quelli visti (oops) e per giunta, il massimo dell’incoscienza nella nuova era, dati. Quella, la Roma, è superiore a tutti, parola di Mughini, come mai nella sua storia si presenta superiore per qualità di gioco e di bellezza alla Juventus. Non c’è da sperare nulla per la Vecchia Signora. Speriamo soltanto, per il trentesimo come avvenne del ventesimo, nella Grazia della, e nelle mille grazie alla, signorina Lecce.



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