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21 settembre 2007
Potere al popolo

di Loska 



nostri elettori ritengono Grillo la peggiore costola della sinistra". Così si è espresso Silvio Berlusconi sul comico genovese, ultimamente salito alla ribalta del discorso politico dopo il Vaffanculo Day, giornata di protesta popolare sfociata - chi lo avrebbe mai detto? - nell'invito a costituire delle vaffa liste civiche per le elezioni comunali del 2009. Con tanto di timbro di qualità a condizione di soddisfare alcuni requisiti grillici, fra i quali figurano la non appartenenza ad altri partiti e la pulizia della fedina penale.

IL VAFFA PARTITO - Ma basta essere incensurati (legalmente e politicamente), per essere anche buoni amministratori? La politica al popolo, giusto, però conviene davvero al popolo mandare a rappresentarlo i primi venuti, per quanto onesti e volenterosi, e dargli in mano l'amministrazione di una struttura caotica come i Comuni? Quando si parla dei
rischi dell'antipolitica è questo il nodo chiave a cui ci si riferisce: il dissenso c'è, è necessario, ma deve sfociare in critica consapevole e controllo dell'apparato politico. E questo perchè chiunque dotato di un grosso seguito mediatico è in grado di portare in piazza centinaia di migliaia di cittadini per urlare "vaffanculo". Più difficile è insegnare al cittadino a pescare. Finora Beppe Grillo ci ha dato dei pesci: la legge popolare, il vday, le liste civiche, sono tutti regali - discutibili o meno - ad un popolo che li usa senza spesso sapere come farlo. Anzi, come ri-farlo. E, soprattutto, per cosa. Beppe Grillo, a ragione, è stato uno dei maggiori accusatori dell'informazione omologata "di regime". Di più, fino allo scorso anno quello di Grillo era un blog "d'informazione alternativa", seppure in modi bruschi e forse un po' superficiali: l'errore è stato tentare di subentrare al regime tanto avversato utilizzando la stessa retorica, solo sul web, e non, invece, rovesciarne le fondamenta. L'attivismo che serve realmente a questo Paese è lontano anni luce dall'urlare in piazza un semplice vaffanculo. E' un attivismo figlio dell'informazione consapevole, reale e cruda, che evidentemente solo internet può fornire. Per controllare chi è al potere e avvalersi delle strutture che ci sono, in modo da cambiare quello che non funziona. Questa è la rivoluzione dal basso, quella che da alla maggioranza il "potere" di controllare e sanzionare i propri rappresentanti. Usare internet per continuare ad urlare vaffanculo, o insulti alla "casta" non farà che rafforzarla, la casta: perchè ne rafforza la mentalità di fondo. Di più, forse, aiuta "la Casta" a salvarsi da una rete potenzialmente pericolosa che però, purtroppo, viene fatta soggiacere a dinamiche sbagliate quando potrebbe essere la differenza.

COSTOLA DI... - Quando Berlusconi indica in Grillo la peggiore costola della sinistra mente sapendo di mentire. Che il presidente di Forza Italia abbia pesantemente influenzato la politica dell'ultimo ventennio lo sanno tutti. E non l'ha influenzata con le idee ma con il "modo" di rapportarsi al suo elettorato e agli avversari: élite di supereroi che possegono la verità i primi, colpevoli delle varie pandemie dell'umanità i secondi. Questo modo/non modo di fare politica, evidentemente molto più semplicistico di quello dei grandi comizi e degli ideali, ha poi preso piede trasversalmente divenendo IL modo di fare politica tout court di oggi. Tanto che chi lanciava le monetine a Craxi - la casta! - poi si è unito a Berlusconi - l'uomo nuovo! Il non politico! - e ora, magari, inneggia a Grillo. Ma il modo di fare politica è lo stesso. Beppe Grillo non è una costola della sinistra, ma della retorica berlusconiana: scarse capacità politiche (nel vero senso della parola) e spiccata attitudine a gridare al popolo per cavalcarne i sentimenti. Una dimostrazione? La "risposta" di Grillo a Berlusconi: avrebbe potuto ricordare le leggi ad personam, citare i mostri del Governo Berlusconi, metterlo di fronte alla realtà, per una volta con tutti i microfoni dei media pronti a registrare le sue parole. Invece ha detto "Lo psiconano, che è Berlusconi, trufolo, lo chiamiamo un po' trufolo, è uno spot vivente. Non c'è, non esiste. E' un ologramma, un venditore di bava". E poi ha pulito la bava. La sua, intendo.

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21 settembre 2007
L'elogio della guerra di un ex pacifista

di Esse Emme 



isogna prepararsi al peggio, e il peggio vuol dire guerra”. Una frase affilata come una spada orientale, puntata contro la gola degli Ayatollah. E' questo, in sintesi, il pensiero del nuovo ministro degli esteri del governo Sarkozy, Bernard Kouchner. Le parole di Kouchner hanno creato scompiglio in ambito internazionale. Il petrolio è volato sopra gli 81 dollari al barile. Russia, Italia e Austria cercano di ridimensionarne la portata e il significato delle sue parole, e anche gli Stati Uniti – che pure minacciano da mesi Teheran – restano in un silenzio imbarazzato. Si sa, Kouchner non è mai stato un uomo delle mezze misure. “Un Iran con l'atomica sarebbe un pericolo per il mondo intero” ha incalzato il ministro sulle pagine di Le Figaro chiedendo all'Unione Europea e alle maggiori industrie francesi di “schierarsi” contro il Ahmadinejad, con sanzioni e boicottaggi.

DAI BOAT PEOPLE ALLE ARMI DI DISTRUZIONI DI MASSA – Ma chi è il nuovo ospite del Quai D'Orsay, la Farnesina francese? Ripercorriamo la sua storia a ritroso. Nel 2003 si schiera – a sorpresa – per l'intervento contro l'Iraq. In Francia aveva ricoperto diversi ruoli per i governi Jospin, Bérégovoy, Cresson, Rocard e Mitterand, ed è stato anche Alto Rappresentante speciale per l'ONU in Kosovo. Ha insomma combattuto fino al 2001 numerose battaglie per difendere i diritti umani. Ma soprattutto nel 1971 riunisce un gruppo di medici e giornalisti per cercare di risolvere il dramma del Biafra unendo l'intervento umanit
ario alla denuncia mediatica: da questa esperienza nascerà Medici Senza Frontiere la più grande organizzazione medica privata al mondo, e poi Medici nel Mondo.

DA CROCEROSSINO A GUERRAIOLO – Negli anni '70 sfidò la Croce Rossa Internazionale perché troppo lenta e incapace di intervenire in caso di crisi umanitarie. L'Organizzazione Non Governativa di Medici Senza Frontiere fu – tra le altre cose – una delle poche a effettuare un doppio e cruciale ruolo durante il genocidio in Rwanda del 1994: cercare di curare le persone e denunciare cosa stava accadendo in un momento in cui la comunità internazionale aveva deciso di chiudere gli occhi. Come può un uomo che ha preso diversi premi come difensore dei diritti umani, che ha fondato una organizzazione premiata con il premio nobel per la pace, suggerire la guerra come soluzione? Gino Strada nel governo Berlusconi è l'immagine in Italia che in teoria dovrebbe calzare di più. Ma la statura (politica e non solo) dei due italiani a confronto con Kouchner e Sarkò davvero è assai differente. Lo shock per i francesi, che hanno conosciuto un giovane comunista, poi un convinto socialista impegnato nella difesa dei più vulnerabili è stato enorme fi
n dal suo insediamento nella corte del primo ministro Fillon. Forse speravano che portasse un vento di moderazione e illuminazione all'interno di una compagine governativa che – nonostante l'appoggio dei sondaggi – in economia sta deludendo (per non dire che sta facendo un danno dietro l'altro). E invece eccolo lì, il “super dottore”, a fare proclami di guerra.

QUELLO CHE I POLITICI NON DICONO – Tra i suoi ex colleghi di partito, lontano dai microfoni, si fa viva un'idea, una spiegazione. L'ex compagno Kouchner ha preso posizione contro Teheran non tanto per far piacere al suo Presidente – notoriamente filo americano – ma per via delle sue radici che tornano a farsi sentire. Kouchner è infatti di religione ebraica, e con questo suo gesto si potrebbe vedere la difesa di un interesse altro da quello “nazionale”. Ovviamente è una considerazione taboo, per un partito che si professa multiculturale e tollerante. Qualcosa che non può uscire dalle riunioni a porte chiuse nel quale – senza nascondere un po' di nostalgia per l'ex compagno – lo si irride per le scelte attuali. A chi prova a chiedere di più un sorriso sornione e imbarazzato sostituisce la risposta. Anche in questo ci sarebbe molto da imparare per i politici italiani...


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21 settembre 2007
Consumatori consumati

di Dinophis 



eno male che ci sono le associazioni dei consumatori! Vi siete mai chiesti quante frustrazioni dovremmo sopportare in famiglia, altrimenti? Per esempio la zia, non una a caso, proprio la mia, che di ritorno dalla vacanza all-inclusive decide di richiedere il rimborso totale del viaggio e soggiorno, aggiungendo - perchè no? - un risarcimento, per essersi slogata una caviglia in ferie. Mi è costato una semplice lettera, con qualche parolone di quelli giusti, suggeriti alla cara vecchietta indifesa dalla locale associazione consumatori. Facile, no? Cosa importa, che il viaggio l'abbia fatto, che buona parte del soggiorno pure, e che la caviglia non se la sia certo slogata per colpa dell'agenzia viaggi.

CIVILITA' PRET-A-PORTER - I diritti vanno esercitati, fino all'iperbole. Dico davvero, non sapete che pace in famiglia da quando mia zia è diventata una consumatrice consapevole, sono finite le liti in famiglia, ora se ha voglia di prendersela con qualcuno ha l'imbarazzo della scelta. Come l'associata di Altroconsumo che questo mese vede pubblicata nella rubrica della posta la sua allarmata protesta: la tavoletta deodorante per wc (quelle che si attaccano dentro al cesso, per intenderci) non rispetta la durata indicata sulla confezione.
Eh, sì, signori miei, avete capito bene. Si consuma prima. Da rabbrividire, no? Il problema merita la pubblicazione della lamentela, ma non solo. Il pool di scienziati della rivista si adopera per rispondere, eseguendo test su decine di cessi diversi, non si sa mai sia la durezza dell'acqua. Ed ancora, si prodigano in svariate tirate di sciacquone, per simulare lo standard di famiglie variegatamente composte. La risposta è dura, per la lettrice, potrebbe essere che i costruttori della malefica tavoletta deodorante dicano il vero. Ma sono sicuro che continuerà, l'associata, a leggere avidamente rivista e confezioni, il tutto pagando senza batter ciglio l'abbonamento ad una pubblicazione che la vede protagonista all'occorrenza, anche se a caro prezzo rispetto ad altre, perché eticamente senza pubblicità. E' notizia di questi giorni un altro colpo messo a segno da queste sante protettrici del cittadino solitario, paladine più del Gabibbo e giuste quanto il sonno che in questo caso, come nell'incisione di Goya, colpisce la ragione generando mostri.

PALADINI DELLA LEGGE - Si tratta di quelle associazioni che si promuovono con nobili dichiarazioni d'intenti quali “Da 30 anni difendiamo gli interessi e i diritti fondamentali dei cittadini: la protezione della salute e della sicurezza...” (Altroconsumo); oppure con comunicati stampa che recitano “Il decreto sulla sicurezza stradale approvato oggi dal Consiglio dei ministri per ridurre la piaga degli incidenti stradali,è un’ottima notizia ed un forte segnale, qualora venga applicato, per prevenire le stragi del sabato sera e migliaia di morti di giovani vite spezzate, immolate sull’altare della trasgressione,dei falsi miti della velocità,della
mancanza assoluta di prevenzione.” (Federconsumatori). Bene, detto questo, la notizia che renderà felici i lettori dal piede pesante, è che proprio la Federconsumatori (sì, quella contro i falsi miti della velocità) ha ottenuto dal Giudice di Pace di Teramo una sentenza favorevole contro una sanzione amministrativa per una multa con autovelox. Taratura errata? Targa illeggibile? No, mancavano sulla strada le informazioni agli automobilisti, quelle che in sostanza ti avvertono di alzare il piede, che c'è il controllo elettronico della velocità. Quelle che una volta superato il pericolo, perché il pericolo è la multa, non l'incidente, puoi continuare ad inseguire i 200 all'ora, tanto sei nel giusto se non ci sono segnali. Anzi, vuoi preparare meglio il tuo giro lanciato su pista con ostacoli umani? Ora puoi consultare la mappa di Google, che segnala in tempo reale dove hanno imboscato quei fastidiosi marchingegni, non sia mai che tu perda qualche prezioso punto dalla patente. Insomma, non importa se i tuoi diritti prevaricano quelli della comunità, se puoi esercitarli troverai chi li difende a spada tratta per qualche euro, o per un tesserino, o una vita umana. Quello che conta è che tu ad una condizione umana e civile non ci arrivi mai, purché incarni con orgoglioso egoismo quella di consumatore insoddisfatto e irresponsabile, pronto a scaricare ogni frustrazione contro una tavoletta, che sia del cesso o dell'acceleratore non importa. Tanto, comunque vada, hai ragione tu.

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