11 luglio 2006
No, non è per quella testata che ti ricorderemo. E nemmeno per quell'altra che hai dato al giocatore dell'Amburgo, quando giocavi in Italia. Se questa sarà davvero la tua ultima partita, chi apprezza il calcio non ti dimenticherà mai. E questo, oltre che il Mondiale dell'Italia, sarà ricordato per sempre anche come la competizione nella quale tu hai saltato con un pallonetto Ronaldo, e hai dato una lezione di classe e tecnica nientepopodimeno che al Brasile intero, danzando intorno alle magliette gialle senza mai farti prendere. Del resto, fregatene. Fregatene degli insulti di giocatori scorretti che non sanno trattenersi dal provocare nemmeno quando hanno tutti gli occhi del mondo addosso. Lo sai già, te l'avranno spiegato da ragazzino: chi ti insulta ti teme. Ha paura di te, e ne ha motivo visto che sei uno di quelli che fanno illuminare il pallone quando lo toccano. E pensa poi a tutto quello che hai dato al calcio. Io non ho mai tifato per te: avrai pure vinto un Mondiale, un Europeo, una Coppa Intercontinentale e due Champions. Ma io ti ricorderò sempre come quello che accarezzava la palla e la faceva sparire nella Juventus, per farla riapparire al momento giusto, quando gli avversari erano distratti. Oppure come colui che, nel Real Madrid dei Galacticos, in squadra con compagni più giovani e più presuntuosi di lui, si adattava a fare il mediano, e magari poi si metteva lì, sulla fascia destra, a rincorrere gli avversari mentre i grandi campioni in camicetta bianca non avevano voglia di sprecarsi. Una lezione di umiltà a compagni, avversari e spettatori. Non è un caso che il pubblico di Madrid, che da anni contesta la squadra, riserva applausi solo a te. E non è un caso che dovunque tu abbia giocato sei sempre ricordato come un Re.Certo, lo so che "il male che gli uomini fanno sopravvive loro, mentre il bene è spesso sepolto con le loro ossa". E nelle mie orecchie riecheggiano i cori sul mestiere di tua madre. Lasciali perdere, Zizou: e non ti arrabbiare se la tua stella non è brillata nella Finale. E' successo anche ad altri, anzi di solito succede sempre questo: nell'86 Maradona non prese palla contro i tedeschi, nel '90 Matthaeus non ebbe il coraggio di tirare il rigore decisivo contro l'Argentina (toccò a Brehme segnare), nel '94 Baggio sbagliò il rigore decisivo, e Romario e Bebeto non toccarono mai la palla. Solo tu sei anzi riuscito a brillare nell'occasione più importante, nel '98, così come Ronaldo nel 2002. Adesso magari hai ancora quegli insulti nella testa, quelle parole ti rimbombano nelle orecchie, e l'umiliazione di quel cartellino rosso sotto gli occhi del mondo intero ti ruberà il sonno. Fregatene, Zizou. "Fuggi lontano da questi morbosi miasmi " - come cantava un poeta tuo connazionale - e bevi, come un puro e celestiale liquore, il chiaro fuoco che colma i limpidi spazi". Il più grande del mondo - e l'hai dimostrato per l'ennesima volta - rimani comunque tu. GV Credits: la prima citazione è tratta da William Shakespeare, "Giulio Cesare". La seconda da Charles Baudelaire, "Elévation" avviso: a causa dei soliti problemi della piattaforma "Il cannocchiale" il counter dei commenti potrebbe non essere aggiornato |
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