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24 dicembre 2006
PER CHI SUONA LA CAMPANA

di Gregorj 


di Gregorj

Piero Welby oggi ha avuto il suo rito laico. Con un comunicato dalla freddezza impareggiabile, ma dietro il quale si poteva facilmente intravvedere un ghigno godurioso, la Curia romana ha voluto negargli la cerimonia religiosa, appellandosi a un principio preciso e all'opportunità di farlo valere proprio in questo momento. Eppure tanta gente ha deciso di andare a regalare l'estremo suo saluto al Calibano, e ad omaggiare la sua sofferenza: tra questi, c'è chi ha pregato e chi ha urlato "Vergogna" all'indirizzo di quelle porte chiuse. Pure oggi il Cardinal Tonini ha parlato di "strumentalizzazione mediatica", ed esecrato la presenza di politici in quella piazza che dava l'estremo saluto a un morente: con il no al funerale, la Chiesa ha voluto "opporsi alla profanazione della morte". Sarebbe troppo facile adesso andare a pescare le innumerevoli occasioni in cui è parso ai più che le esequie fossero date con un po' di leggerezza (l'ultima: Pinochet). Sarebbe troppo facile ricordare la sofferenza di Giovanni Paolo II e il suo rifiuto delle cure in punto di morte. Sarebbe troppo facile adesso dichiarare che i radicali devono licenziare chi organizza le loro "strumentalizzazioni mediatiche", visto che hanno scelto proprio il periodo coincidente con un lungo sciopero dei giornalisti per "profanare la morte" tramite la sua spettacolarizzazione. Sarebbe troppo facile anche fermarsi ad ammirare la vignetta che il quotidiano francese Le Monde ha dedicato alla morte di Welby: un Cristo in croce che allunga le braccia per portarlo a sé. E pensare che invece un ben noto pastore tedesco, la sua centesima pecorella ha deciso di lasciarla al proprio destino: forse non gli interessa più fare cifra tonda, forse meglio pochi ma buoni (di questo passo, facile che diventeranno pochissimi, ma è difficile che saranno anche buonissimi).
Invece forse è meglio concentrare l'attenzione su un momento molto più religioso, la cui sacralità verrebbe percepita anche dal più ateo degli atei, dal più anticlericale degli anticlericali. Il momento in cui nella piazza dove si celebrava il funerale è arrivato il suono delle campane di una chiesa vicina. Un paradosso, forse. O una fortunata coincidenza. Perché oggi la domanda a cui è più difficile rispondere è: per chi ha suonato quella campana? Difficile che l'abbia fatto per Welby, se non altro per motivi di opportunità. Difficile anche che l'abbia fatto per quelle due suore che sono venute a portargli l'estremo saluto, in ciò dimostrando qualcosa che dovrebbe valere per tutti. Eppure, un batacchio non sbatacchia a uffa. Secondo me, quella campana è suonata per qualcuno che non capirà. Siamo davvero al XVI. Di finale, però. 





permalink | inviato da il 24/12/2006 alle 15:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (53) | Versione per la stampa

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