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17 giugno 2007
IL COPIONE

di Redazione 





Rieccoci al valzer della maturità: come il ballo delle debuttanti, ormai è solo un simbolo, il segno di un passaggio. Oltretutto, le peripezie di Fioroni che tenta di ridare all'appuntamento una certa serietà (metà commissione mista, no all'ingresso con debiti formativi, etc), vengono compensate da atti francamente incomprensibili quali gli ultimi circa il peso di certe materie ai fini del calcolo del punteggio. Insomma, cambia la sovrastruttura, ma sotto c'è sempre lo stessa roba. E siccome non è giusto che a pagare siano gli studenti, ben venga una provocazione, come questa: abbiamo ricevuto da una persona che vuole restare anonima e che lavora al Ministero della Pubblica Istruzione, le tracce della prima prova dell'esame di maturità. Le abbiamo ricevute perchè la nostra Gola Profonda, la pensa esattamente come noi circa la serietà di questo esame. E se nessuno ha fiducia nella maturità, perchè dovremmo averne noi? Se è solo un teatro, è giusto che anche voi abbiate parte del copione: eccolo qui, da scaricare in formato pdf, comodo comodo.


(tasto destro e "Salva con nome")

o qui

p.s.: onde evitare altre attribuzioni di meriti, abbiamo dovuto mettere l'indirizzo del nostro blog sul pdf. Sapete, la rete è piena di furbacchioni...

EDIT: ECCO IL TESTO COMPLETO DELLE PROVE PER CHI VOLESSE LEGGERLE DIRETTAMENTE ON LINE, SENZA SCARICARE IL PDF. CLICCATE QUI


ARI/EDIT: SIAMO FINITI SUL TG5!!! E POI NON DITE CHE NON SIAMO AUTOREVOLI!!!


Come potete ammirare dalla lettura, la prima traccia è su Pirandello: molto difficile, bisogna essere assai preparati e quindi tra poco pubblicheremo anche un possibile svolgimento. Nell'ambito artistico-letterario, il tema sarà "L'arte come risoluzione dei conflitti giuridici, politici ed economici", mentre l'argomento scottante dell'ambito socio-economico sarà "tra famiglie tradizionali e nuove scelte di vita", e si commenteranno frasi di Ratzinger, Zucconi, Rosanna Fratello e la Bibbia.Le luci e le ombre della Seconda rivoluzione industriale e i dilemmi etici dell'animalismo completano l'opera, mentre appare assai tosto il tema di ordine generale: "Il candidato tracci un percorso di lettura e di interpretazione di un elemento tra i molteplici che caratterizzano la società contemporanea, non trascurando però il passato, senza il quale non può esservi presente, né le prospettive future di detto elemento. Partendo dall’analisi del particolare, si offra poi una chiave di lettura, fondata su basi teoreticamente inoppugnabili, al senso della vita e al ruolo dell’uomo nell’universo".

In bocca al lupo, ragazzi, e ricordatevi: fregate, fregate, fregate più che potete. Solo così la scuola sarà per voi davvero maestra di vita.

Come promesso e per chi ce lo chiedeva, ecco una possibile traccia di svolgimento del tema su Pirandello, stilata da Galatea, professione: insegnante.

Nel suo saggio sull’Umorismo, Luigi Pirandello indagava, con mirabile sagacia, quasi in contemporanea con Freud, i meccanismi della facezia, presentando, a dimostrazione delle sue teorie, esempi presi dalla vita quotidiana, e tuttavia virandoli verso il tono del grottesco . Questo mirabile ritratto dell’istrione, aggiunto, vuole la leggenda, dopo una serata passata dal Marchese dell’Utri, in cui un misterioso ospite milanese mai identificato (Il Sapegno pensava ad un mimo di infimo ordine, tal Perluschi o Bislosci, intrattenitore sulle navi da crociera) dilettò i commensali recitando e cantando brani alla spinetta, ne è una delle prove migliori: il gusto del paradosso pirandelliano qui tocca i vertici, delineando una figura archetipa che riassume in sé tutte le caratteristiche più triviali del comico “basso” e che per ciò stesso non può avere alcun aggancio con la realtà. In quale posto mai, se non nel mero campo della fantasia deformata dell’artista, infatti, può accadere che il pubblico sia sedotto dall’immondo birignao dell’histrio? Che una faccia piena di cerone, un volto teso nel proclama di ciò che è evidentemente una volgare e trita menzogna, possa adire al controllo della scena, quasi fosse una metafora dell’agire politico nelle democrazie liberali?

Purtuttavia, la metafora si fa carne e sangue, il ghigno si deforma in ruga, e dietro la maschera dell’histrio, vediamo la proiezione del volto deformato del tiranno. È arte? È vita? È Pirandello, con il suo continuo avvicendarsi fra personaggio e persona, che non a caso in latino vuol dire machera: un Pirandello ad personam, insomma, di sconcertante attualità.





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