12 luglio 2007
Un bambino impaurito, costretto a terra da una mano. Lo sfondo è nero, cupo. La mano brandisce un'arma, un coltello, e appartiene ad un vecchio. Che sta per uccidere proprio il bambino. La musica è grave, una voce profonda dice, crescendo d'intensità: "Ascoltami bene...Chi credi di essere per poter pensare che io uccida mio figlio solo perchè tu me lo hai chiesto?". Poi la scena cambia, c'è un uomo, nel deserto, che alza lo sguardo disperato al cielo mentre la musica comincia a crescere e con lei la voce fuori campo, sempre più concitata: "Come puoi credere che io possa condannare la mia anima a vagare per 40 anni nel deserto...". Il fuoco minaccia un uomo mentre la voce rimarca che "Non è per te". E ancora un altro, seduto sotto un melo in un giardino, si tiene il costato aperto da una ferita profonda, la voce quasi urla, imperiosa, e la musica è sempre più epica, "Sei pazzo, pazzo se pensi che darei una mia costola solo per un tuo capriccio". Poi, una dissolvenza in nero, che è il colore dominante di tutta la sequenza, e appare l'ultimo uomo, col capo cinto da una corona di spine, sulla croce, alza fiero lo sguardo mentre la voce, tornata calma, precisa: "Capiscilo bene, non è per te. Prima c'è la mia squadra di calcio".La squadra è l'iberica Getafe F. C., che per la sua campagna abbonamenti ha deciso di stupire il proprio pubblico con una serie di spot molto belli come questo, La religion du futbol, che ironizza sull'amore degli uomini per il bel gioco del pallone, certamente in un modo parecchio azzardato. In Spagna qualcuno ha avuto da ridire sulla decisione, effettivamente forte, di accomunare religione e calcio in quel modo, per di più lasciando intendere non solo che per alcuni sia ben più importante il secondo del primo, ma che gli stessi personaggi biblici abbiano sopportato i più terribili sacrifici simbolo del cattolicesimo- da Abramo e Isacco alla crocifissione - solo per il dio pallone. In particolare, questo sito, che viene definito di cattolici "ultraconservatori", lancia una dura offensiva allo spot, con delle argomentazioni che rimandandano ad un generico "attacco alla libertà religiosa" e che, magari, suoneranno familiari anche a voi: "L'uso blasfemo delle immagini religione è di moda" [...] "[Ma la vicenda] dimostra l'impunità di cui gode chi attenta al diritto di libertà religiosa, costituzionale". Il tutto concluso da una forte richiesta di censura, con tanto di articoli della legge infranta e addirittura un richiamo alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Insomma, pare che anche in Spagna i cattolici abbiano qualche cosa da voler oscurare, nella fattispecie un video ben più urticante di un videogioco in flash molto molto stilizzato. Non resta che guardare l'evolversi della situazione, spinti dalla curiosità di sapere se e quale censura subirà questo spot. Anche e soprattutto per poter tracciare un'interessante distinzione fra la Spagna di Zapatero e l'Italia comandata da Volontè. Edit: a quanto pare la sindrome Volontè è abbastanza generalizzata, visto che lo spot è stato modificato dal Getafe. permalink | inviato da giornalettismo il 12/7/2007 alle 9:0 | avviso: a causa dei soliti problemi della piattaforma "Il cannocchiale" il counter dei commenti potrebbe non essere aggiornato |
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