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12 novembre 2007
Figli di un dio minore

di Gregorj 


n tragico errore". Già. Talmente tragico che le sue conseguenze reali potranno essere apprezzate non da ora, ma a distanza di anni. Perché tutti - tutti - sono contrari alla violenza negli stadi, a parole. Persino gli Ultrà. Se glielo chiedete, di solito vi rispondono in questo modo. E però, di fronte ai fatti così come ce li raccontano i mass media, tutti noi siamo convinti del contrario. Li vediamo con i nostri occhi, i tifosi più accaniti che si tirano le pietre, i sellini, le bottigliette piene, persino le aste delle bandiere. Chi scrive è riuscito persino ad apprezzare lo spettacolo di sostenitori della stessa squadra che si picchiavano, per una questione di posizione (?!?) dei rispettivi gruppi in curva. Anche se poi alla fine dissero che c'era invece un movente politico. Per salvarsi la faccia, probabilmente.

Ammesso, e quindi concesso, che gli Ultras sono quelli che ci raccontano: spesso gente che vive con - e non per - la propria squadra, facendo di essa un mestiere ben retribuito. E in alcuni casi esentasse. Ammesso che ci sia pure (tanta!) gente che invece lo fa per pura passione, ed è inutile cercarne motivazioni sociologiche - assenza di capacità di aggregazione da parte della politica, frustrazione, blablabla - che spesso sembrano copiate su uno stesso modello da 30 anni a questa parte. Ammesso pure che tra questi ci sono pregiudicati, ladri e assassini - esattamente come potrebbe succedere nel condominio dove
viviamo tutti.

"Il nostro agente era
intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi. Esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima". Già. Noi non sapremo mai se è andata davvero così, con certezza. Perché da questo momento cominceranno a nascere un sacco di leggende metropolitane sulle reali modalità dei fatti. Non sono il tipo che crede alle leggende metropolitane, ma nemmeno sono così fesso da pensare che le leggende metropolitane siano tutte false per principio. E allora? Come la mettiamo? Perché qui già parlano di "assassini", di campionato che si doveva sospendere anche stavolta che era morto un tifoso, anche se c'è gente ragionevole che dice cose intelligenti, ovvero che se il poliziotto ha sparato vedendo delle persone nelle aree di servizio, non per questo doveva per forza averle identificate come tifosi. Nessuna caccia all'Ultras, sembrerebbe. Però qualche problema rimane. Ripeto: come la mettiamo?

Mettiamola così. Mettiamo che voi stavolta date una versione davvero credibile ed inattaccabile dell'incidente. Non basta: bisogna pure che da questo momento le forze dell'ordine impegnate in azione con i tifosi dovranno sì far rispettare l'ordine - ci mancherebbe altro - ma da questo momento porre anche una particolare attenzione sul fatto che la responsabilità penale è personale, in questo paese. Ciò, come corollario, porta che se da un gruppo di mille persone parte una sola bottiglietta (ad esempio), si va a pescare solo quello che la bottiglietta l'ha tirata. Subito, se se ne ha l'opportunità. Sempre considerando il fatto che ciò comporterebbe una carica nella quale ci andrebbero di mezzo gli altri 999. Oppure dopo, con le telecamere. Anche il giorno dopo, tanto si può fare.

Ma che sia soltanto lui a pagare. Almeno in quel frangente. Altro è la questione del controllo, dell'ideologia, dell'attenzione alle forme di associazionismo che potrebbero diventare pericolose per l'ordine pubblico. Anche lì si può discutere, indagare, lavorare: è legittimo, e in quanto tale anche tutelato da precise norme costituzionali. E anche quelle, qualche volta, tocca rispettarle eh? Così come di evitare di far volare troppo la fantasia, immaginando convergenze fantascientifice, e facciamo che ci capiamo. Ma soprattutto: anche un tifoso, persino questo infinitesimale microbo reietto della società, secondo soltanto ai Rom nell'aver collezionato una marea di stigmate sociali (alcune meritate), anche un tifoso, dicevo, è un libero cittadino. Dura crederlo, signori questori, ma è proprio così.


PS: Amato, tu dimettiti davvero però, che è meglio .

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