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Chiesa virtuale, obolo reale?

telepredicatori? Roba del passato. I gesuiti sono pronti a sbarcare su Second Life per una nuova ondata di conversione. In un mondo virtuale in piena crisi dove istituzioni, politici e corporazioni si ritirano dai loro investimenti con tanto di cartelli “chiuso per fallimento” come nella grande crisi degli anni '30, la Chiesa cattolica romana è pronta a intervenire.  

PREGHIERE 2.0 - Molte le domande che ci poniamo: saranno solo italiani e cercheranno quei 50 mila sparuti avatar della nostra penisola (di cui si stima in poche centinaia il numero di residenti reali)? Si organizzeranno per lingua? Chiederanno a qualche stilista di disegnare gli abiti talari o andranno in giro in incognito? Per il momento la sola notizia che è trapelata viene da Civiltà Cattolica che hanno dichiarato in un comunicato stampa di avere tutte le intenzioni di sbarcare sul mondo virtuale tridimensionale della Linden Lab. Second Life – ne abbiamo già parlato – si caratterizza per due principali connotati: figlio di internet ne riprende i pregi/difetti (dispersivo, sovraffollato nelle informazioni, e con numerosi ammiccamenti al mercato del sesso), e completamente privo di scopo (a differenza dei giochi di ruolo on line). La presenza dei gesuiti si dovrebbe proprio collocare nel tentativo di dare uno scopo ai residenti (pentirsi e convertirsi, partecipare alle messe magari dette in latino viste le indicazioni di Benedetto XVI), e di condannare il sesso e le persioni che fanno di SL il vero successo in termini di mercato.

OBOLO VIRTUALE - Ecco che ci sorge un dubbio: vista la completa convertibilità del dollaro linden (la moneta locale) con i dollari americani potrebbe avere a che fare con l'idea di aumentare la capacità di ricevere donazioni? Se davvero per organizzare la discesa nel mondo virtuale di un gruppo di sacerdoti c'è bisogno di un investimento economico non indifferente (comprare spazi per le chiese, farle costruire, arredarle, comprare vestiti, ...), l'idea è di poter rientrare della spesa iniziale e guadagnarci sopra. Dettaglio non da poco, anche se già godono di vari benefici a livello fiscale, è che tutte le entrate di Second Life sono esentasse. Magari qualche “escort di alto bordo” vorrà donare alla chiesa, dopo essersi pentita del suo operato, parte dei suoi guadagni, e l'obolo davanti alla chiesa virtuale raccoglierà abbastanza denaro per poter sovvenzionare qualche bella missioncina in Africa per un progetto anti diffusione HIV (leggi: bandire i preservativi dalla regione e predicare l'astinenza). Ce li immaginiamo questi frati in saio urlare “pentitevi” di fronte ai tanti sexyshop o bordelli virtuali, picchettare i casinò per poi – perchè no? - partire in una bella fiaccolata con madonna tridimensionale per il quartiere Parioli.

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Pubblicato il 31/7/2007 alle 9.18 nella rubrica Esse Emme.

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