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Il relativismo su Wikichurch

a Cassazione ha riaperto il caso di Eluana Englaro, una ragazza in coma da 15 anni per la  quale il padre ha chiesto più volte l'eutanasia, dando due linee guida essenziali nella disamina di casi simili, anche per riempire un pesante vuoto normativo: la sospensione di cura può avere luogo solo in caso di coma irreversibile e volontà espressa del paziente in tal senso. Ovviamente non potevano non levarsi indignati canti gregoriani contro i togati, rei di aver disseminato ancor di più il seme di relativismo nel mondo (e non paghi, di averlo anche annaffiato). Ma perchè la Chiesa ce l'ha tanto col relativismo? Scopriamolo leggendo la voce dedicata sulla nuova enciclopedia ecclesiastica via web: WikiChurch.



Il
relativismo è una corrente satanista che nega l'esistenza della Verità Assoluta Cattolica e perciò è peccato. In Europa, dove vige - per fortuna - la Sacra Cattolica Apostolica confessione Cristiana, se ne sente parlare molto meno, e soprattutto in paesi malfamati e notoriamente afflitti da numerosissimi problemi sociali (primo fra tutti - non a caso - quello della droga) quali l'Olanda. Numerosi studi scientifici avrebbero dimostrato che l'insorgenza del relativismo potrebbe essere causata da un virus estremanente pericoloso, che annidandosi nell'essere ospite sin dalla gioventù potrebbe causarne la morte o, addirittura, la convinzione di poter decidere della propria esistenza. Ascoltando alcuni delirii in comune fra le vittime del relativismo, si è appreso che questi individui sosterrebbero l'assunto di una verità assoluta non esistente, oppure, anche se esistente, non conoscibile ed esprimibile o conoscibile o esprimibile soltanto parzialmente. Da molti medici questi sintomi vengono associati a dislessia, in quanto portata ai pazienti una Bibbia essi non hanno cambiato idea, nonostante è risaputo che il libro contenga appunto la Verità Assoluta, conoscibile ed espressa benissimo (a parte nel pezzo del Sole che gira intorno alla Terra, cagione di un colossale fraintendimento).



Strettamente associata al relativismo culturale è la patologia ben più grave del relativismo morale, che induce la gente a pensare che i valori e le regole di condotta adottate dalla Chiesa, siano legati ai loro specifici bisogni e non abbiano quindi alcun fondamento di assolutezza o necessità. Ci divertiremo quando verrà il loro turno. Ad ogni buon conto, le varie forme di cura della malattia adottate nei secoli sono state rese vane dalla mutazione del virus. Non potendo accettare che questi cambiamenti siano dovuti alla mutazione del dna virale (cfr. voce "Darwin, chi era costui?") pensiamo che si tratti di una punizione divina ad espiazione di colpe ancora sconosciute. Negli ultimi giorni il dibattito si è riaperto per via di una infausta sentenza della Cassazione sull'Eutanasia (cfr. voce "Quando lo dico io! Quando lo dico io!") a cui ha fatto seguito uno sferzante editoriale dell'Osservatore Romano, che ha a tutti ricordato come "introdurre il concetto di pluralismo dei valori significa aprire una zona vuota dai confini non più tracciabili. Significherebbe attribuire appunto ad ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico". Conseguenze. Inimmaginabili. Tipo pensare (cfr. voce "Da evitare assolutamente").



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Pubblicato il 18/10/2007 alle 10.18 nella rubrica Loska.

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