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Appuntamento col sentimento

er essere il derby d’Italia il miglior calcio d’Italia è parrocchiale.
La partita è preceduta dal riscaldamento, prima del riscaldamento ci sono le uova degli juventini al pullman dell’Inter ma la frittata l’hanno fatta loro dentro il pullman con Calciopoli, nel riscaldamento c’è Moratti che non si presenta allo stadio per paura, il riscaldamento è all’insegna di Take it easy. Mai incompetenza societaria era stata più smascherata e rea confessa. Per Bonolis questa per la Juve non deve essere una vendetta, ma una rinascita, l’etica e la lealtà prima, da terze a prime, di tutto. Aspettiamo fiduciosi allora, contagiati da questo Sor Giocondo, arrivati a ‘sto punto la rinascita anche dai bilanci truccati oltre che quella dalle chiamate truccate.
Il rigore su Del Piero c’era. Io l’avrei dato. Quello su Ibra, no. E comunque non l’avrei, mai, dato. Segna Cruz con una diagonale mal riuscita bianconera, nel solito modo, ossia tutti sotto Ibra e nessun che caghi Cruz.
Cruz, tra l’altro, quello che non doveva giocare. Il derby tra vecchie glorie, Figo/Nedved, lo vince il primo. Ma gli fa male, giustamente, il secondo. Formidabili quei negri, Maicon per sempre, tutta la partita, Suazo a tratti. Cambiasso è l’unico argentino utile comperato in tanti anni dal Moratti, a parte Zanetti che arrivò per caso onde reclutare quel Fenomeno di Rambèrt. Non a caso è l’unico che non sia bello. Chiellini è un eroe, Camoranesi ad un certo punto l’unico fuoriclasse in campo (davanti Buffon ma solo perché Buffon sta più dietro comunque di tutti), il duello tra Chiellini e Ibra è tra la provincia attaccata alla maglia ed il talento puro attaccato alla stronzaggine. Dribblato, tra parenti e amici, l’ennesimo Moggi & Craxi, chè Moggi non è Craxi, non ha mai rubato, il quadro si chiude con Mauro German Camoranesi l’oriundo meticciato tra talento e attaccamento, assassino e paraculo, che mostra fedele sicario al mondo nella tv il manifesto dell’antiinterismo (interismo che è la malattia infantile del complottismo ) , “la palla è tonda”. Ecco, quella è la quadra.
Alla fine nulla di fatto.
Nulla (di vie) di fatto, si.
E per forza.
Mancava Moratti in tribuna.

Pubblicato il 9/11/2007 alle 9.6 nella rubrica Ricchiuti.

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