Blog: http://giornalettismo.ilcannocchiale.it

Il calcio nel pallone

rmai in Italia, quando ci si riferisce alla violenza nel calcio, nessuno può fare a meno di pensare a biechi individui vestiti di nero, incappucciati, assetati di sangue e perdipiù volti a rovesciare l'ordine dello Stato (Amato ©) per instaurare una dittatura in cui il calendario preveda solo la domenica. Roma, Lazio, Juventus, non importa quale sia la fede: ciò che conta è la becera violenza. Verrebbe da dire: "mandiamo questi ultras a vedere cos'è davvero il giUoco del calcio, quello da figurine panini, quello della passione, delle risate e della giUoia! Mandiamoli a vedere le partite delle serie inferiori, e diamogli una lezione!".
Massì, mandiamoceli.

IL BEL GIUOCO DEL CALCIO - Prendiamo una gara qualsiasi del campionato provinciale di Latina juniores. Già il pensiero corre a ragazzini spensierati che emulando Holly e Benji inseguono il sogno dei mondiali sfidandosi co
n onestà e fair play. Come ad esempio ha fatto un giocatore durante la gara real Doganella Calcio - Virtus Campo di Carne (nomi NON di fantasia) che - da referto arbitrale reperibile sui siti delle Figc regionali  - ha rivolto "all'arbitro [...] parole blasfeme a seguito delle quali egli lo espelleva senza tuttavia che il calciatore abbandonasse il terreno di gioco; anzi rivolgendosi ai componenti della panchina avversaria li faceva oggetto di offese ed insulti". Da vero sportivo, uno di loro "lo rincorreva, ma veniva fermato dai propri compagni di squadra". Basta così? Ma manco per niente! "nello stesso frangente, l'arbitro notava che il Sig.XXXX offendeva e minacciava un avversario e pertanto lo espelleva, tuttavia alla notifica del provvedimento, questo reagiva colpendo con estrema violenza un avversario al fianco sinistro tanto da farlo piegare su se stesso". E vissero tutti felici e contenti, tanto che "a seguito di ciò si generava una rissa generale fra tutti i partecipanti alla gara" in cui l'allenatore di una delle due squadre è stato notato "afferrare una spranga di ferro con la quale tentava di colpire un avversario".

ARIDATECE CANA'! - Quasi sembra di mandare questi poveri arbitri allo sbaraglio: qualcuno ne ha minacciato uno per "far giocare due calciatori privi di validi documenti di riconoscimento" (La iena e the fox?), alcuni si sono limitati ai soliti "pesanti insulti", altri ancora "al termine della gara minacciavano l'arbitro sputandogli più volte". Non un bel quadro, certo, ma sempre migliore di quello che concluderà questo viaggio negli inferi del calcio da oratorio (come direbbe Repubblica.it). Dopo un'espulsione durante la gara Cesangels Club - Sabazia Calcio, il giocatore sanzionato "rivolgeva frasi offensive all'indirizzo dell'arbitro. A questo punto mentre l'arbitro notificava il provvedimento di espulsione, un altro giocatore" non identificato, gli ha tolto "dalle mani il cartellino di notifica lanciandolo in terra". E qui, finisce la mera violenza da stadio e inizia...l'orrore. "Mentre l'arbitro si china per raccogliere il cartellino viene colpito alle spalle da un calciatore non identificato"... con "due calci sulle natiche". Immaginate questa scena, la prossima volta che penserete male della moglie dell'arbitro. Un martire che ogni domenica ha a che fare con il vero calcio violento, che non è a Roma, Milano e Torino. O perlomeno, non solo.

Vota questa notizia

Pubblicato il 23/11/2007 alle 10.58 nella rubrica Loska.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web