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Appuntamento col sentimento

ughini ha dichiarato di aver chiesto a Casarin se Moggi lo chiamava. No, Moggi non lo chiamava. Anzi, non lo ha mai chiamato. Poi Mughini, trovandosi con lui nello studio televisivo di Controcampo, lo ha chiesto, ha chiesto la stessa cosa, se l’avesse mai chiamato Luciano Moggi, ad un arbitro di vaglia (non fate i stronzi) e vertice, Graziano Cesari. E neanche lui è mai stato chiamato, anche lui ha ammesso, anche lui ha mai avuto la benché minima chiamata. Ora, tra le altre cose, Mughini ha ammesso e dichiarato di star scrivendo un libro su Calciopoli e soffermandosi in ispecial modo sulla categoria arbitrale. E sulla questione del loro mancato coinvolgimento nella Cupola che avrebbe dovuto riguardarli ed avere proprio loro come oggetto sociale. Ora. Ammesso che delle chiamate storiche in questione oramai s’è finita in pipì, s’è capito che almeno una chiamata Moggi l’ha fatta, volente o nolente. E che tale chiamata sia andata perfettamente a segno, condizionandone il chiamato.

Non è che le vendite record del proprio libro su Calciopoli siano soltanto una chiamata di correità per tutti i bordellanti senza vergini come vorrebbero quelle vergini vere della stampa. E’ anche una chiamata a non far cadere la linea. Una chiamata al successo.

Una chiamata al successo che è arrivata perfettamente forte e chiara. 

Pubblicato il 30/11/2007 alle 8.21 nella rubrica Ricchiuti.

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